Posto di blocco e posto di controllo

Posto di blocco e posto di controllo: differenze

Quando si sente parlare di posto di blocco e posto di controllo, molti non sanno che le due procedure prevedono modalità di esecuzione piuttosto differenti

1 luglio 2020 - 16:22

Ci sono differenze tra posto di blocco e posto di controllo? Molti pensano che queste terminologie indichino la medesima procedura, ma in realtà non è così. Il posto di blocco e il posto di controllo sono infatti due diverse tecniche operative di presidio del territorio, ognuna delle quali richiede una propria modalità di esecuzione e un impiego di personale proporzionale alle circostanze. Nei prossimi paragrafi proveremo a fare ulteriore chiarezza, elencando pure le sanzioni che si applicano a chi non rispetta tali presidi.

POSTO DI BLOCCO: CHE COS’È

Il posto di blocco è una postazione o un luogo dove i veicoli (o i pedoni nel caso di posto di blocco pedonale) vengono fermati obbligatoriamente per verifiche e controlli da parte di forze dell’ordine o militari. Di solito i posti di blocco si istituiscono solo in casi eccezionali (in Italia ce li ricordiamo per esempio ai tempi del terrorismo, specie durante il rapimento Moro, o più recentemente durante il lockdown per l’emergenza Coronavirus) in entrambi i sensi di circolazione della strada interessata, e prevedono l’uso di corsie di canalizzazione, bande chiodate antifuga e altri strumenti analoghi per assicurare il rallentamento e la fermata di tutti i veicoli. La caratteristica principale del posto di blocco è appunto questa: le verifiche non sono a campione ma riguardano tutti i veicoli (ed eventualmente i pedoni) di passaggio.

POSTO DI CONTROLLO: CHE COS’È

Il posto di controllo è invece la classica pattuglia ferma ai bordi della carreggiata, composta di solito da due o tre agenti, e chiamata a svolgere prevalentemente opere di prevenzione. Verificando per esempio i documenti di guida, lo stato dei veicoli o le condizioni psicofisiche del conducente. A differenza del posto di blocco, il posto di controllo interessa in genere un solo senso di marcia e le vetture da controllare sono fermate a discrezione degli agenti di pattuglia e solo su loro alt. Un posto di controllo efficace parte dall’individuazione del luogo idoneo, privilegiando quello che assicuri un posizionamento sicuro per il personale operante, minimizzandone l’esposizione sulla carreggiata, nonché una visuale che permetta di avvistare tempestivamente i veicoli in avvicinamento, per intimare l’alt con adeguato preavviso ed evitare reazioni brusche ed imprevedibili negli utenti, sia dolose che colpose.

POSTO DI BLOCCO E POSTO DI CONTROLLO: SANZIONI PER CHI NON SI FERMA

Ora che abbiamo visto le differenze tra posto di blocco e posto di controllo, vediamo quali sono le conseguenze per chi non si ferma. Gli automobilisti che non rispettano un semplice posto di controllo, sono soggetti al pagamento di una multa da 87 a 345 euro, come dispone l’articolo 192 del Codice della Strada, e la decurtazione di tre punti sulla patente. Coloro non si fermano a un posto di blocco, invece, non solo vedono aumentarsi la sanzione pecuniaria, che in questo caso va da un minimo di 1.365 a un massimo di 5.467 euro (più 10 punti persi sulla patente). Ma se per evitare il blocco i conducenti mettono a rischio l’incolumità degli agenti e la sicurezza generale, incorrono anche nel reato di ‘resistenza a un pubblico ufficiale’ (art. 337 del Codice Penale), punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Non sono poi da escludere situazioni di ulteriore rischio qualora le Forze dell’ordine dovessero riscontrare l’estrema pericolosità dell’automobilista che intende forzare o ha già forzato il blocco.

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