Risarcimento danni superiore al valore dell'auto

Omissione di soccorso: per la condanna basta il dolo eventuale

Nuova sentenza della Corte di Cassazione sull'omissione di soccorso in un incidente stradale: per la condanna basta il dolo eventuale, ecco le motivazioni

22 luglio 2020 - 18:00

Un automobilista coinvolto in un incidente stradale per cui ha ricevuto una condanna, sia in primo che in secondo grado, per omissione di soccorso, si è rivolto in Cassazione per farsela annullare. L’uomo ha contestato il vizio di motivazione in relazione all’elemento soggettivo del reato di cui al comma 7 dell’art. 189 del Codice della Strada. A suo giudizio, infatti, non esisteva la prova della sussistenza del dolo, almeno eventuale, dato che al momento del sinistro non si era reso conto del danno che aveva potuto cagionare alla persona presente a bordo (come terza trasportata) nell’autovettura da lui stesso urtata.

L’OMISSIONE DI SOCCORSO NEL CODICE DELLA STRADA

Prima di riportare la sentenza della Corte di Cassazione, ricordiamo cosa dispone il CdS in merito all’omissione di soccorso. In particolare l’art. 189 comma 1 impone che “l’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona”. Chi non ottempera all’obbligo di fermarsi (comma 6), è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni + la sospensione della patente da uno a tre anni, mentre chi non ottempera all’obbligo di prestare l’assistenza necessaria alle persone ferite (comma 7), è punito con la reclusione da uno a tre anni + sospensione della patente da un anno e sei mesi a cinque anni.

DEFINIZIONE DI DOLO EVENTUALE

Per ‘dolo eventuale’, comportamento doloso negato dall’automobilista nel suo ricorso, si intende invece una tipologia di dolo in cui chi lo commette ha la precisa coscienza e volontà di attuare un evento lesivo e, pur di raggiungere tale scopo, accetta anche che le conseguenze della sua condotta possano essere più gravi di quanto non sia strettamente necessario per ottenere lo scopo primario. Esempio: durante un comizio politico un soggetto lancia una bomba verso il palco allo scopo di uccidere l’oratore, sapendo perfettamente che l’esplosione potrà uccidere o ferire anche altre persone, oltre al suo bersaglio. Ma pur di raggiungere il suo scopo lo fa lo stesso.

CASSAZIONE: PER L’OMISSIONE DI SOCCORSO BASTA IL DOLO EVENTUALE

Queste premesse sono necessarie per comprendere meglio la sentenza della Cassazione (n. 20638/2020), che nel respingere il ricorso del conducente condannato per omissione di soccorso ha ricostruito fedelmente i fatti, ricordando che l’uomo ha urtato pressoché frontalmente la vettura a bordo della quale viaggiava la persona ferita. E di conseguenza, leggiamo nella sentenza degli Ermellini, “risultano prive di pregio le censure relative all’elemento soggettivo, essendo pacifico che nei reati contestati si configura il ‘dolo eventuale’, in relazione al quale è sufficiente la mera accettazione dell’eventualità di non prestare soccorso alla persona che abbia riportato o possa avere riportato lesioni dell’integrità fisica”.

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