Obbligo soccorso animali

Obbligo soccorso animali: la guida su cosa fare e chi chiamare

Da quando esiste l'obbligo di soccorrere gli animali feriti sono rimaste irrisolte diverse incongruenze. Ecco la nostra mini-guida con le risposte della LAV e l'ANMVI

12 aprile 2021 - 16:00

Dall’entrata in vigore, risalente ormai a qualche anno fa, della Legge n. 120/2010 che tra le altre cose ha imposto il soccorso agli animali feriti, molti automobilisti continuano a porsi vari interrogativi sulle modalità d’intervento. Per tale motivo abbiamo deciso, come sempre, di rispondere alle curiosità (anche dei nostri stessi lettori) andando direttamente alla fonte delle notizie. Coinvolgendo Gianluca Felicetti, presidente LAV, Lega antivivisezione, e l’ANMVI, Associazione nazionale medici veterinari italiani. Che – molto disponibili e precisi – hanno risposto alle nostre domande. Come si vede alcuni aspetti sono ancora poco chiari (a causa delle regole di legge), ma dal nostro articolo emergono delle importanti linee guida da seguire in caso d’incidente con qualsiasi animale. Una guida unica e preziosa, insomma, da condividere e da diffondere sul Web, che si amino gli animali o no.

Aggiornamento del 12 aprile 2021 con alcune precisazioni sulle strutture da chiamare per prestare soccorso a un animale ferito (e sulle sanzioni in caso di inosservanza) e una recente testimonianza che dimostra come spesso le buone intenzioni, in questo caso una legge che tutela gli animali, non siano seguite dai fatti.

N.B.: questa guida, pubblicata per la prima volta a dicembre 2012, è stata aggiornata più volte nel corso degli anni, ultimamente nel 2018, nel 2020 e nel 2021.

OBBLIGO SOCCORSO ANIMALI: LA NORMA VALE PER QUALSIASI ANIMALE?

LAV: Sì. Il nuovo articolo 189 del Decreto Legislativo 285 del 1992 (Codice della Strada) specifica che ‘l’obbligo di fermarsi e porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso è riferito agli animali d’affezione, da reddito o protetti‘. In base alle leggi speciali ‘d’affezione’ sono cani e gatti, ‘da reddito’ sono gli animali tenuti a scopo di lucro e sostanzialmente animali d’allevamento, ‘protetti’ sono le specie di fauna omeoterma. Ma la volontà del Legislatore di circoscrivere l’area di applicazione della norma è caduta con l’utilizzazione del termine ‘protetti’ poiché tutti gli animali in base al titolo IX-bis del Codice Penale sono protetti dai maltrattamenti e la mancata somministrazione di cure ad un animale è stato identificato da sentenze della Corte di Cassazione come un vero e proprio maltrattamento. Quindi, oltre che per dovere civico e buon senso, l’obbligo di fermarsi a chiamare aiuto vale per tutti gli animali. Anche perché difficilmente nell’impatto si sarà capita l’esatta specie dell’animale e anche dopo essersi fermati – a meno di preparazioni zoologiche e giuridiche specifiche – per alcuni ambiti si potrà continuare a non essere certi della categoria d’appartenenza.

ANMVI: Sì, dal 2010 l’articolo 189 comma 9-bis del Codice della Strada è stato modificato (art. 31 della legge 29 luglio 2010, n. 120) disponendo per l’utente della strada, ‘in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti’, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno.

SONO OBBLIGATO A FERMARMI E CHIAMARE SOCCORSO O A FERMARMI E PORTARE L’ANIMALE DA UN VETERINARIO?

LAV: L’obbligo è di fermarsi e chiamare soccorso ovvero un veterinario o una Forza di Polizia così come si fa per incidenti con umani. A prescindere dalla mole dell’animale, se non sono io stesso un veterinario, non devo muovere l’animale ma attendere i soccorsi. Potrò chiamare il Servizio Veterinario della ASL di competenza territoriale (se non si conosce il numero contattare il centralino della Asl) o, in subordine, i Carabinieri (112), la Polizia di Stato (113), la Guardia di Finanza (117), le Polizie Municipali-Locali-Provinciali – Centralini Comuni e Province, i Centri di recupero fauna selvatica e lo studio medico veterinario più vicino www.struttureveterinarie.it, anche con app da telefonino.

ANMVI: Sì, è da tempo attiva la piattaforma www.struttureveterinarie.it, realizzata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani (FNOVI) in collaborazione con ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani). Si tratta della georeferenziazione delle strutture veterinarie autorizzate, un servizio di pubblica utilità, gratuito e  scaricabile anche su smartphone, tablet e navigatori satellitari. Consente di rintracciare la struttura veterinaria più vicina: di ciascuna è presente una scheda dei servizi, la pronta reperibilità e naturalmente i recapiti.

Nota di SicurAUTO: a dispetto di queste preziose informazioni non è sempre facile trovare qualcuno che intervenga a prestare soccorso, leggete l’ultimo paragrafo che contiene una recente testimonianza (e se ne avete di simili riportatele nello spazio dei Commenti).

SE L’ANIMALE È MORTO NELL’IMPATTO COME DEVO COMPORTARMI?

LAV: Come sopra ma chiamando esclusivamente una Forza di Polizia. Andrà certificata la morte da un medico veterinario e per i casi più delicati l’esame autoptico deve essere fatto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della provincia nella quale è avvenuto l’incidente.

ANMVI: In tal caso decadono le esigenze di soccorso; si dovranno informare le autorità competenti, polizia stradale e azienda sanitaria locale.

LE SPESE VETERINARIE SONO A MIO CARICO?

LAV: Saranno gli accertamenti sulle responsabilità dell’accaduto a certificare chi deve pagare i danni comprese le spese veterinarie.

ANMVI: Sì, non è prevista nessuna forma di partecipazione alla spesa da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Fatte salve le situazioni in cui la struttura veterinaria pubblica o privata disponga diversamente. L’onere è, in via generale, a carico del soccorritore (O meglio ‘utente della strada’), causa o coinvolto nell’incidente stradale.

SE SI RIESCE A RINTRACCIARE IL PADRONE DELL’ANIMALE LE SPESE PROCURATE AL MIO MEZZO E/O ALLA MIA PERSONA SONO A SUO CARICO?

LAV: Se la responsabilità dell’accaduto è del proprietario e/o del detentore dell’animale, le spese sono a loro carico ai sensi dell’articolo 2052 del Codice Civile. A prescindere se siano assicurati per danni diretti o indiretti causati dal loro animale.

ANMVI: Per i danni causati dall’animale – se di proprietà – l’automobilista danneggiato potrà rivalersi per omessa custodia dell’animale qualora ricorrano gli estremi. Si tratta però di una evenienza diversa dal campo di applicazione dall’articolo 31 della legge 29 luglio 2010, n. 120 e diversa dal regolamento del MIT (ora MIMS, ndr) che ha disciplinato i mezzi di trasporto per il soccorso di animali in stato di necessità.

ESISTE UNA NORMA CHE PUNISCA I PADRONI CHE NON CUSTODISCONO GLI ANIMALI CON LA DOVUTA ATTENZIONE METTENDO A RISCHIO GLI AUTOMOBILISTI/MOTOCICLISTI?

LAV: Sì, l’articolo 672 del Codice Penale, depenalizzato ma sempre valido, prevede una sanzione pecuniaria per l’omessa custodia.

ANMVI: Sia il proprietario che Comune e ASL possono essere chiamati a rispondere per omessa custodia di animali proprietari (nel primo caso) e di animali vaganti/randagi (nel secondo). Anche in questo caso siamo in una altro ambito normativo.

IL DECRETO FA DISTINZIONE FRA ANIMALI DOMESTICI (APPARTENENTI A QUALCUNO) E ANIMALI SELVATICI LIBERI?

LAV: Tutti gli animali hanno un proprietario. Se non si tratta di una persona fisica, questo è il Sindaco – in base al Codice Civile – per gli animali domestici. È invece la Provincia, su delega della Regione, per gli animali selvatici.

ANMVI: No, il decreto regolamentare del Ministero dei Trasporti, ha come finalità il rispetto del benessere degli animali. Ma anche di garantire l’incolumità pubblica e la sicurezza stradale. Pertanto viene disciplinato il trasporto di animali da recuperare ‘la cui presenza possa costituire un pericolo per la circolazione stradale’ (quindi non solo se feriti o incidentati).

STABILISCE CHI DEVE PAGARE LE SPESE DI SOCCORSO E DI EVENTUALI INTERVENTI CHIRURGICI E FA DISTINZIONE IN FUNZIONE DEL TIPO E DELLE DIMENSIONI DELL’ANIMALE?

LAV: No. Ma la domanda ha già una risposta alla 4) e alla 5).

ANMVI: Né il Codice della strada né il Regolamento ministeriale contengono disposizioni di natura economica; le spese relative ai mezzi di soccorso e al loro utilizzo sono a carico dei titolari (pubblici o privati) dei mezzi stessi. Mentre le spese per il recupero, il trasporto e le cure dell’animale sono a carico del soccorritore.

UN RICCIO DI 20 CM SCHIACCIATO DA UN’AUTO È EQUIPARABILE AD UN CINGHIALE, A UN CERVO, UN CAPRIOLO INVESTITO DI NOTTE MENTRE ATTRAVERSA UNA STRADA DI CAMPAGNA?

LAV: Si.

ANMVI: La norma non fa distinzioni di specie; scartato l’ambito di applicazione per la tutela dell’animale,  subentra quello del  recupero di animali ‘la cui presenza possa costituire un pericolo per la circolazione stradale’.

C’È UN 118 VETERINARIO?

LAV: Sì, attraverso la reperibilità anche notturna e festiva dei Servizi Veterinari delle ASL, in maniera diretta o attraverso convenzioni. La realtà varia da zona a zona e in alcune realtà come Verona, Rimini, Sanremo, ad esempio, sono in rete i diversi soggetti deputati al soccorso (Forze di Polizia, Servizio veterinario pubblico, ambulatori veterinari privati anche attraverso l’Ordine provinciale dei medici veterinari, Comune, Provincia) con l’aiuto anche delle associazioni di volontariato. In Veneto il numero 118 fornisce risposte mentre in altre Regioni no. Queste norma del Codice della Strada ha anche il merito di aver portato alla luce questa tematica di interesse pubblico per gli aspetti sanitari, morali, di sicurezza e incolumità pubblica e, quindi, ci battiamo per la creazione di un ‘118 veterinario’ efficace in tutta Italia. Tutte le associazioni animaliste già svolgono questa attività di informazione e orientamento e senza alcun riconoscimento economico.

ANMVI: Numeri di emergenza possono essere istituiti a livello territoriale. E alcune Regioni hanno affrontato la questione del servizio telefonico, ma non esiste un numero pubblico di emergenza nazionale come quello ipotizzato. Per questo FNOVI e ANMVI hanno realizzato www.struttureveterinarie.it , un servizio a costo zero per cittadini e Pubbliche amministrazioni che ci auguriamo possa essere adottato dalle forze dell’ordine e da tutti coloro che a vario titolo si confrontano con il Codice della strada.

QUAL È LA SANZIONE PER CHI NON PRESTA SOCCORSO?

LAV: Chi investe un animale ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso, chi non lo fa rischia una multa da 421 a 1.691 euro. Anche le altre persone coinvolte nell’incidente, ad esempio i passeggeri a bordo del mezzo, devono prestare soccorso: l’inosservanza costa una multa da 85 a 337 euro. In più, possono essere accertate responsabilità sotto il profilo penale: il riferimento è l’articolo 544-ter del Codice penale.

ANMVI: L’obbligo di soccorrere tempestivamente non riguarda solo l’automobilista, ma anche le persone coinvolte in un incidente con danno ad animali. Chiunque non ottempera a quest’obbligo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 421 a 1.691 euro (per il conducente). E da 85 a 337 euro (per i passeggeri).

OGGI SE SI CHIAMA QUALSIASI SOCCORSO È SEMPRE GRATIS PER L’UOMO. QUI SIAMO DI FRONTE ALL’OBBLIGO DI CHIAMARE I SOCCORSI MA SENZA CHE SI SAPPIA CHI DEVE PAGARE. UN PO’ ASSURDO…

LAV: Se una persona che ha causato o è stata coinvolta in un incidente con danno a uno o più animali non si ferma e chiama soccorso rischia una sanzione che può essere più alta della spesa veterinaria. Per il merito si rimanda alla risposta sulla proprietà giuridica dell’animale. Per approfondimenti su veterinari contattare la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari www.fnovi.it che riunisce i veterinari pubblici e privati.

ANMVI: I medici veterinari hanno reso tramite www.struttureveterinarie.it un servizio di pronta rintracciabilità. La prestazione veterinaria d’urgenza o in emergenza è a pagamento, non essendo una prestazione rimborsata dal SSN. Il Legislatore nel riformare il Codice della strada non si è posto il problema dell’obbligo ‘oneroso’ (neanche per l’uomo tuttavia è propriamente gratis – il SSN è finanziato dai contribuenti italiani). In questo caso l’atteggiamento della norma va più nella direzione di ‘chi sbaglia paga’: o si pagano le conseguenze dell’incidente o la multa. È pleonastico evidenziare che l’ANMVI ha fatto notare le incongruenze fra buoni propositi della Legge e la distrazione sugli oneri economici del suo assolvimento. Così come il fatto che si è lasciata una lacuna incolmata. Disciplinando solo il trasporto, si è trascurato di considerare che il medico veterinario che con proprio mezzo (quindi ad auto senza animale) raggiunga la sede dell’emergenza, è passibile di multa in caso di superamento del limite di velocità o di utilizzo di dispositivi acustici. Multe comminate per questo sono state quasi sempre annullate dal Giudice di pace, ma il Legislatore non ne ha tenuto conto.

OBBLIGO SOCCORSO ANIMALI: QUANDO CHIAMARE IL SOCCORSO DIVENTA UN’ODISSEA

Recentemente, siamo ad aprile 2021, abbiamo raccolto la testimonianza di un lettore che si è fermato a soccorrere un animale selvatico ferito. La buona azione si è però trasformata in una… disavventura! La vicenda è successa in Campania: l’uomo ha trovato un falco ferito e, non sapendo ovviamente come soccorrere correttamente questo prezioso volatile, ha provato a chiamare in sequenza, con tanta buona volontà: un’associazione per la protezione dei volatili, la polizia locale, un numero verde per il pronto soccorso animali, i Carabinieri forestali, il Centro recupero animali selvatici (CRAS), la ASL territoriale, venendo sempre RIMBALZATO o RIMANDATO a un’altra struttura. Fino a che dalla ASL gli hanno detto di portare da solo il volatile al CRAS…

Ora magari questo è un caso limite. Ma è incredibile che da 10 anni esista una legge che obbliga, giustamente, di soccorrere gli animali, ma da altrettanti anni non si sia fatto nulla per istituire il 118 veterinario nazionale così da togliere ogni dubbio su chi chiamare, come richiesto a gran voce da tutte le associazioni animaliste e dagli stessi veterinari. E resta sempre aperta anche la questione degli oneri economici dei soccorsi. Insomma, le solite cose all’italiana…

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32 commenti

turicx_15458406
17:40, 2 giugno 2021

Mia madre ieri ha provato a contattare il 118 Emilia Romagna Lugo Ravenna, perché una gattina stava morendo e aveva le convulsioni, nessuno si è prestato per intervenire… abbiamo dovuto seppellire la gattina per mancato soccorso. Cosa dobbiamo dire del servizio? inesistente…. e se dovessimo avere di nuovo bisogno chi chiamiamo ?? l’Enpa non fa nulla quindi siamo abbandonati

Emanuele
18:03, 22 dicembre 2012

In base a questa legge propongo quindi di bloccare in via definitiva l'uso di tutti i mezzi di trasporto, pensate alla vera e propria strage, e mi si lasci ribadire il termine, STRAGE di innocenti, che viene puntualmente portata a termine al raggiungere di una determinata velocità. PENSATE signori alla STRAGE di insetti che avviene quotidianamente fatta dai veicoli in circolazione con l'urto ad alta velocità contro il parabrezza. Qualcosa si è fatto, ma è troppo poco, questo è solo il primo passo. FERMIAMO LA STRAGE SULLE NOSTRE STRADE (per chi no ci'è arrivato sono ironico).

Nome
13:30, 25 dicembre 2012

“animali d'affezione, da reddito o protetti”
Se schiaccio con la ruota un'ape da miele o una lumaca dall'allevamento, mi devo fermare?
Ma lo sapete che se chiamo il 113 dicendo di aver schiacciato un'ape da miele si mettono a ridere?

Devo pagare il veterinario?
No, me ne frego.
Io chiamo il 113 e lascio fare tutto a loro.

Come al solito, solo in Italia potevano fare questa legge assurda.

Roberto
1:12, 27 dicembre 2012

Innanzitutto ringrazio sicurAUTO per aver contatto qualcuno che potesse chiarire i dubbi e ringrazio i due signori per le precise risposte date.
Ad essere del tutto sinceri alcuni passaggi non li condivido e penso che il legislatore abbia lasciato lacune veramente grosse nella norma.
Ma almeno ora la questione è un po' più chiara.

Amali
9:01, 7 gennaio 2013

Mi è rimasta una domanda. Non ho mai investito animali, ma mi capita spesso, purtroppo, di trovare lungo la strada verso il lavoro animali morti – cani, gatti, volpi, ricci – investiti da altri automobilisti. Cosa devo fare in questo caso? Se seguo le norme e avviso le forze di polizia, sono considerata responsabile dell'incidente (in assenza del vero responsabile)?
e se mi imbattessi in un animale ferito, dovrei avvisare un veterinario, ma il risultato sarebbe un notevole salasso economico per me – incolpevole – magari una multa e un bel ritardo con relativi danni al lavoro. Finora non mi è mai successo, e probabilmente cercherei soccorso comunque, aldilà di ogni altra considerazione, però mi chiedo se la legge non preveda nulla per proteggere un “testimone incolpevole”.

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