Cinture di sicurezza

Multa per guida senza cinture di sicurezza: quando si può fare ricorso?

Ci sono diversi casi in cui il guidatore può fare ricorso contro la multa per guida senza cinture di sicurezza. Ce ne sono almeno 12

9 novembre 2020 - 17:16

La guida senza cinture di sicurezza è una infrazione punita piuttosto severamente. L’obbligo dell’utilizzo è previsto non solo per mettersi al riparo dalla multa in caso di inosservanza dell’articolo 172 del Codice della strada. Ma, come lascia intendere lo stesso nome di questo strumento, per garantire la sicurezza di conducente e passeggero. Tutti i passeggeri a bordo, davanti e dietro, devono allacciare le cinture perché sono il sistema di sicurezza principale. Con un’attenzione supplementare per i bambini sui seggiolini, anch’essi da assicurare diligentemente. In alcun caso vanno utilizzati trucchi ed espedienti per non allacciare la cintura. Ci sono però delle situazioni in cui le autorità comminano una sanzione senza che sussistano le ragioni. Di conseguenza per l’automobilista non c’è altra opzione che presentare ricorso per l’annullamento. Sono infatti diverse le situazioni in cui si può proporre opposizione al giudice di pace o al prefetto con reali possibilità di vittoria. Caratteristica fondamentale di questa contravvenzione è la difficoltà da parte dell’ente accertatore di contestare immediatamente la presunta trasgressione. Ecco perché sapere quando si può fare ricorso una volta ricevuta la multa a casa è indispensabile per correggere l’errore.

GUIDA SENZA CINTURA DI SICUREZZA: MULTA E SANZIONE ACCESSORIA

Ricordiamo innanzitutto che la guida senza cintura di sicurezza è una violazione delle norme in vigore che comporta un conto salato. Il conducente riceve una multa da 83 a 333 euro, oltra alla sanzione accessoria della decurtazione di 5 punti dalla patente di guida. Non solo, ma la situazione si aggrava nel caso di recidiva ovvero di guida per due volte senza cintura di sicurezza in due anni. Alla multa e alla perdita di punti si aggiunge infatti la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. L’obbligo coinvolge tutti i passeggeri a bordo, oltre naturalmente al conducente, siano essi seduti sul sedile anteriore o su quelli posteriori. E attenzione: chi modifica o impedisce il corretto funzionamento delle cinture di sicurezza rischia una sanzione amministrativa aggiuntiva da 41 a 167 euro. Pensiamo ad esempio a chi si lascia le cinture alle spalle per silenziare il cicalino d’allarme, annullandone di fatto l’utilità.

QUANDO SI PUÒ FARE RICORSO CONTRO MULTA PER GUIDA SENZA CINTURE DI SICUREZZA

Fissato il principio dell’indispensabilità delle cinture di sicurezza e comprese le sanzioni a cui si va incontro, ci sono 9 casi in cui l’uso non è obbligatorio. Di conseguenza tutte le volte che un’automobilista rientra in queste situazioni può proporre ricorso per chiedere l’annullamento del provvedimento ricevuto. Sono esentati dalle cinture di sicurezza:

– gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale quando sono alle prese con un servizio di emergenza;

– i conducenti e gli addetti alla guida dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in caso di intervento di emergenza;

– i conducenti dei veicoli per la raccolta e il trasporto di rifiuti se impiegati in attività di igiene ambientale;

– gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati mentre svolgono l’attività di scorta;

– gli istruttori di guida nella fase di esercizio della propria attività con un aspirante patentato;

– le persone affette da patologie tali da renderne pericoloso l’utilizzo;

– le donne incinte se sono in condizioni di rischio;

– i passeggeri dei veicoli M2 ed M3 autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi e adibiti al trasporto locale in zona urbana;

– gli appartenenti alle forze armate nello svolgimento di attività istituzionali nelle situazioni di emergenza (esonero non previsto fuori dall’Italia).

Precisiamo quindi che sia le donne in stato di gravidanza e sia i guidatori colpiti da patologie gravi devono comunque avere con sé la certificazione rilasciata rispettivamente da un ginecologo e dalla Unità sanitaria locale. Per veicoli di categoria M2 si intendono quelli per il trasporto di persone con più di 8 posti a sedere, oltre a quello del conducente, e massa fino a 5 tonnellate. Questo doppio limite della guida senza cinture di sicurezza viene superato nella categoria M3, in cui rientrano i vari autobus, filobus o autotreni.

MULTA PER GUIDA SENZA CINTURE DI SICUREZZA: 3 CASI PARTICOLARI PER FARE RICORSO

Un caso particolare di guida senza cinture di sicurezza è quello delle auto d’epoca immatricolate prima del 15 giugno 1976. L’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza viene infatti a cadere per la semplice ragione che, a meno di modifiche successive, questi dispositivi non erano previsti e dunque sono assenti. Una situazione controversa è quindi la mancata contestazione sul posto. Secondo la Corte di cassazione, la multa è valida solo nel caso in cui l’ente accertatore non abbia potuto procedere nell’immediatezza del fatto. E naturalmente deve dimostrarlo. Infine, nessuna multa all’automobilista in stato di necessità o di legittima difesa e dunque non ha utilizzato le cinture di sicurezza per salvare se stesso o altre persone da situazioni di pericolo.

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