Luci di posizione blu: sono legali?

Quali caratteristiche devono avere le luci di posizione auto e cosa succede quando non sono legali in caso di controlli su strada?

23 marzo 2021 - 11:45

Le luci di posizione blu o a led sono per molti appassionati la soluzione più immediata per rendere sportivo l’aspetto di un’auto non più giovane. Ma presi dalla foga di montare luci di posizione colorate ci si dimentica del rischio di contestazioni in caso di controlli su strada delle forze dell’ordine, della multa per le luci di posizione non conformi e delle altre possibili conseguenze. Facciamo chiarezza sui casi in cui è possibile cambiare la lampadina delle luci di posizione con altre diverse da quelle di serie e cosa si rischia con le luci di posizione blu.

LUCI DI POSIZIONE: COSA DICE IL REGOLAMENTO EUROPEO ECE R7

Le luci di posizione possono sembrare di minore importanza rispetto ai più luminosi fari anabbaglianti e abbaglianti. Forse anche per questo si cede alla tentazione di montare luci di posizione blu o color ghiaccio. Ma in realtà qualsiasi modifica che subisce l’auto rispetto alla sua omologazione deve rispettare specifiche norme o essere approvata dall’ufficio preposto, che in Italia è la Motorizzazione. La norma che definisce le caratteristiche delle luci di posizione sui veicoli è il regolamento europeo ECE-R7 che per i veicoli M1 (fino a 3,5 t e 9 persone) ed N1 (trasporto di merci fino a 3,5 t), stabilisce che:

– Il colore delle luci di posizione deve essere bianco per le luci anteriori e rosso per le luci posteriori;

– La distribuzione luminosa nello spazio deve avere specifici angoli rispetto all’asse orizzontale della lampadina (immagine sotto). Vuol dire che le luci di posizione devono poter essere viste da punti ben precisi in cui potrebbe trovarsi un pedone o un altro veicolo. Da queste quote dipende anche la disposizione sui veicoli delle luci di posizione aggiuntive, come le luci di marcia diurna a led di cui parliamo nei paragrafi successivi.

LUCI DI POSIZIONE: COSA DICE IL CODICE DELLA STARDA

Cosa succede se si decide di montare luci di posizione colorate? La multa e le conseguenze possono essere diverse in base alla situazione in cui ci si trova. Ecco i casi più frequenti previsti dal Codice della Strada:

– Le luci di posizione colorate alla revisione, possono sicuramente compromettere il superamento del collaudo almeno finché non si ripristina l’auto con le lampadine previste in origine. In genere i controlli non iniziano neppure;

– Se si viene fermati ai controlli su strada con luci di posizione vistosamente diverse da quelle originarie, si rischia una multa prevista dall’articolo 78 del Codice della Strada (da 430 a 1731 euro) per modifiche alle caratteristiche costruttive. Ma non solo, c’è anche il ritiro del libretto di circolazione e obbligo di visita e prova presso la Motorizzazione;

– La multa per le luci di posizione non regolari di sera (in aggiunta o in alternativa all’applicazione dell’articolo precedente) cambia anche se la contestazione riguarda l’uso non corretto delle luci di posizione. Avere luci di posizione blu, potrebbe equivalere al mancato uso delle luci di posizione previste. In tal caso, secondo gli articoli 152 e 153 del Codice della Strada, la multa va da 42 a 173 euro;

MONTARE LUCI DI POSIZIONE DIVERSE: QUANDO È POSSIBILE

Qual è allora la soluzione per dare più visibilità al frontale dell’auto senza incorrere in sanzioni? Se il veicolo è stato immatricolato dopo l’obbligo delle luci di marcia diurna, è possibile montare le luci DRL a LED in aftermarket. Ma attenzione, anche in questo caso bisogna rispettare esattamente le condizioni del D.M. del 6 novembre 2013. Non solo, dopo l’installazione certificata da un’officina bisognerà validare le modifiche con una prova in Motorizzazione e aggiornare il libretto di circolazione.

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