Incidente contro albero

Incidente contro albero: nessun risarcimento se si va troppo veloci

Danni per incidente contro un albero? Nessun risarcimento se si va troppo veloci, anche in presenza di una possibile insidia stradale

11 giugno 2020 - 18:00

Di norma se un incidente è provocato dalle cattive condizioni della strada, la responsabilità cade sull’ente proprietario o gestore dell’infrastruttura, per esempio il Comune oppure l’ANAS, che avrebbe dovuto provvedere alla manutenzione. Tuttavia se il conducente danneggiato ha infranto le norme del Codice della Strada, e si riconosce la violazione come causa esclusiva del sinistro, la responsabilità è soltanto sua e non può essergli riconosciuto alcun risarcimento. Così ha deciso la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 10004/2020, occupandosi del caso di un automobilista coinvolto in un incidente contro un albero. Incidente che in un primo momento sembrava causato da un avvallamento del manto stradale. Ma successivamente è stato addebitato alla forte velocità del conducente, ben oltre i limiti consentiti.

INCIDENTE CONTRO ALBERO: IL CASO IN QUESTIONE

Il proprietario e il conducente di un’auto coinvolta in un sinistro stradale citano in giudizio il Comune per omessa custodia di una strada, chiedendo un ricco risarcimento per i danni fisici e materiali riportati a causa di uno schianto contro due alberi posti sul ciglio della carreggiata, cagionato a loro parere da un avvallamento del manto stradale che ha fatto perdere il controllo del mezzo al guidatore. Il giudice di primo grado gli dà ragione, ma la Corte d’Appello ribalta completamente la sentenza. Avendo appurato (basandosi sulle traccie della frenata) che al momento dell’uscita di strada la vettura procedeva a una velocità tra 68 e 78 km/h. Decisamente superiore al limite dei 50 km/h previsto su quel tratto. E pertanto se il conducente avesse tenuto un’andatura regolare, avrebbe potuto fermare il veicolo in tempo utile per evitare l’impatto, nonostante l’avvallamento.

IL RICORSO IN CASSAZIONE

La vicenda giunge in Cassazione perché secondo i ricorrenti la sentenza d’appello non avrebbe dato il giusto peso alle non perfette condizioni del manto stradale, di cui il Comune doveva farsi carico, attribuendo l’intera responsabilità del sinistro al conducente. Ma la Suprema Corte conferma la decisione, spiegandone le ragioni.

INCIDENTE STRADALE: NESSUN RISARCIMENTO SE IL DANNO POTEVA EVITARSI CON L’ORDINARIA DILIGENZA

Innanzitutto, ai sensi dell’art. 2051 c.c., spetta al danneggiato dimostrare il fatto dannoso, il nesso di causa e il danno, mentre al custode tocca provare solo il caso fortuito. Ma soprattutto il secondo paragrafo dell’art. 1227 c.c., dispone chiaramente che “il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza”. Che avviene quando una situazione di danno può essere prevista e superata con l’adozione delle cautele che ci si attendono normalmente in relazione alle circostanze. Nel caso specifico, quindi, il nesso di causa (l’eccesso di velocità) prevale sulla possibile correlazione tra l’avvallamento stradale e l’incidente. Inoltre non è emersa una condotta omissiva del Comune poiché pare che tale avvallamento fosse piuttosto recente.

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