Guard rail non a norma: Comune di Roma condannato in appello

Auto va fuori strada sulla Salaria e si schianta contro un albero, muore un ragazzo. Comune di Roma responsabile per guard rail non a norma

5 dicembre 2019 - 14:26

La Corte d’Appello di Roma, con la sentenza 4019/19, scaricabile in fondo all’articolo, depositata in cancelleria il 14.6.2019, ha condannato il Comune di Roma a rifondere i danni da morte ai parenti di un ragazzo di soli 19  anni deceduto in un incidente stradale. Il drammatico incidente risale al 7 settembre 2006, quando il giovane perse il controllo della sua vettura sulla Salaria e uscì di strada, schiantandosi contro un albero e morendo sul colpo. In primo grado sia il Comune che l’impresa che aveva in carico la manutenzione dei guard rail erano stati giudicati non responsabili, poichè la causa dell’incidente era stata concentrata nella condotta di guida della vittima. Eppure, già in primo grado, una perizia aveva evidenziato irregolarità nelle dimensioni e nella manutenzione dei guard rail, che se a norma e in buono stato, avrebbero probabilmente evitato che ci scappasse il morto.

SE IL GUARD RAIL NON A NORMA FA DA “RAMPA DI LANCIO”

La dinamica dell’incidente non è del tutto chiara. Dalle testimonianze, si sa che ci fu qualche imprudenza del giovane conducente del veicolo, come si sa che il veicolo, sbandando, finì contro il guard rail, che gli fece da binario e da trampolino facendo finire il veicolo contro un albero. A quanto pare l’auto andava a velocità sostenuta, ma perchè il conducente perse il controllo del veicolo non si è mai saputo. Resta però centrale, nella produzione di questa tragedia, il fatto che il guard rail non fosse a norma, bensì più basso di circa 30 cm rispetto a quanto prescritto dalla legge. Cosa sarebbe accaduto se il dispositivo di sicurezza in questione fosse stato installato nel rispetto della normativa?

LA CORTE D’APPELLO CORREGGE LA SENTENZA DI PRIMO GRADO

La sentenza di primo grado ci aveva stupito molto per le argomentazioni offerte a sostegno dell’esclusione della responsabilità del Comune di Roma Capitale (per leggere il commento alla sentenza di primo grado clicca qui). In essa si dava un valore importante alla circostanza, poco chiara e non del tutto provata, della guida imprudente del giovane deceduto, e non si teneva conto dell’esito di una CTU che dava per probabile che il decesso non sarebbe avvenuto, se il guard rail fosse stato a norma. Ora i familiari della vittima del tragico incidente, assistiti dall’Avv. Settimio Catalisano, hanno avuto maggiore giustizia. La Corte D’Appello di Roma infatti, senza mezzi termini, contesta al giudice di primo grado di aver “aderito, peraltro apoditticamente, alle conclusioni dei tecnici di parte, difformi da quelle del proprio consulente, che le aveva esaminate e disattese, senza spiegare perchè la valutazione del CTU restasse inadeguata.

CONCORSO DI COLPA COMUNE-VITTIMA

E inoltre contesta al Giudice di primo grado che “la scelta delle conclusioni del CTP, anziché quelle del CTU, oltreché immotivata, appare anche arbitraria, poichè non tiene conto della circostanza che il CTU è da ritenersi per antonomasia, di regola e fino a prova contraria, neutrale e super partes, a differenza del CTP.” Quindi sulla base di questi rilievi, la Corte D’Appello riabilita le conclusioni del tecnico che le aveva formulate, e accanto all’imprudenza alla guida della giovane vittima, giustappone la colpa del gestore stradale ex art. 2051 c.c., che non ha dotato di misure di sicurezza regolamentari la strada. Perviene così a una responsabilità concorsuale tra Comune e vittima.

GUARD RAIL NON A NORMA: LA RESPONSABILITÀ’ DEL GESTORE

Sulla responsabilità del gestore stradale, abbiamo scritto tante volte. Abbiamo sempre cercato di rendere l’alternanza della giurisprudenza, che ha conosciuto polarità opposte: talora ha privilegiato un’ottica restrittiva, negando quindi la responsabilità del gestore e concentrando la colpa nella imperizia del danneggiato, talaltra ha riportato al centro la responsabilità di chi deve manutenere le strade. Un esempio interessante sono due sentenze riguardanti i motociclisti, i più esposti a rischi di danni gravi a causa delle buche), che hanno portato a esiti opposti due casi analoghi (leggi qui l’articolo sulla negazione della responsabilità del Comune di Roma, oppure leggi qui di un simile caso in cui la Suprema Corte ha dato ragione al motociclista).

CONTENZIOSI FREQUENTI PER GUARD RAIL NON A NORMA

Abbiamo spesso sottolineato come, con tutto il rispetto per la difficoltà degli enti locali a trovare le risorse volte a manutenere le strade, l’abbassare la guardia sul problema della sicurezza delle strade intese come infrastrutture possa generare un “effetto domino”, facendo desistere chi amministra il bene pubblico dal cercare le risorse per prevenire gli incidenti. Proprio in quest’ottica, la sentenza di primo grado del caso che ci occupa oggi ci aveva stupito, perché addirittura scavalcava l’esito di una perizia che evidenziava le carenze nella sicurezza della strada, per addossare tutte le colpe al conducente. Al di là dei singoli casi, comunque, resta sempre mancante un indirizzo solido e unitario che consenta anche agli operatori del diritto di individuare i casi di responsabilità dell’ente gestore. Senza di essi, continuerà ad esserci contenzioso tra danneggiati ed enti pubblici, con tutti i costi sociali che ne derivano.

di Antonio Benevento

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