Fuoristrada vietato in tutta Italia

Fuoristrada vietato in tutta Italia per auto, moto e bici: il Ministero precisa

Fuoristrada vietato in tutta Italia per auto, moto e bici: cosa dice davvero il decreto del Ministero delle Politiche Agricole in vigore dal 16 dicembre 2021

17 dicembre 2021 - 14:25

Fuoristradisti italiani in allarme dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che, a un’attenta lettura, sembrerebbe inibire la viabilità forestale al traffico ordinario di auto, moto, quad e bici, limitandola soltanto alla circolazione di mezzi di soccorso o preposti alla manutenzione oppure muniti di permessi speciali. Una vera e propria mazzata, se confermata, per gli appassionati di off-road che amano scorrazzare sui sentieri e mulattiere, in quanto diventerebbero fuorilegge col rischio di subire pesanti multe. E da quando? Dal 16 dicembre 2021, giorno in cui il decreto pubblicato in G.U. diventa vigente. Proviamo nelle prossime righe a capirne qualcosa di più sulla questione del fuoristrada vietato in tutta Italia per auto, moto e bici. In ultimo pubblichiamo la precisazione del Ministero apparsa sul portale delle politiche agricole.

Aggiornamento del 17 dicembre 2021 con la precisazione del Ministero delle Politiche Agricole sul decreto Viabilità Forestale.

FUORISTRADA VIETATO IN TUTTA ITALIA: IL DECRETO VIGENTE DAL 16 DICEMBRE 2021

Il decreto 28 ottobre 2021 del Ministero delle Politiche Agricole di concerto con il Ministero della Cultura e il Ministero della Transizione Ecologica, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il successivo 1° dicembre e vigente dal 16 dello stesso mese, definisce i criteri minimi nazionali inerenti agli scopi, le tipologie e le caratteristiche tecnico-costruttive della viabilità forestale e silvo-pastorale, delle opere connesse alla gestione dei boschi e alla sistemazione idraulico-forestale. Il passaggio ‘incriminato’ del decreto è contenuto nell’articolo 2 comma 3, secondo cui “indipendentemente dal titolo di proprietà, la viabilità forestale e silvo-pastorale e le opere connesse sono vietate al transito ordinario e non sono soggette alle disposizioni discendenti dagli articoli 1 e 2 del Codice della Strada”.

L’articolo 3 del decreto classifica invece la viabilità forestale e silvo-pastorale in tre macro-categorie (principale, secondaria e tracciati di uso e allestimento temporaneo), elencandone le caratteristiche e stabilendo quali sono i mezzi che possano transitarvi (per il riassunto cliccate sulla tabella in basso). Troviamo per esempio autocarri, autotreni, trattori, rimorchi, macchine operatrici di piccole e medie dimensioni e automezzi a trazione integrale adibiti al mantenimento e al ripristino delle suddette strade.

FUORISTRADA VIETATO IN TUTTA ITALIA: LE CONSEGUENZE PER L’OFF-ROAD

Riassumendo: anche se non viene fatto espresso riferimento ad auto, moto e bici, il punto cruciale del decreto è quello di non considerare più le vie forestali soggette al Codice della Strada poiché la viabilità viene concessa solo ed esclusivamente ai mezzi da lavoro e a quelli per la manutenzione dei tratti di strada e di collegamento. In sostanza, la viabilità forestale è inibita al traffico ordinario, di cui teoricamente fanno parte anche le mountain-bike, che rispetto ai veicoli a motore hanno per lo meno il pregio di non inquinare. Decisamente un nonsense per un decreto che nasce soprattutto per tutelare le foreste quali “presidio fondamentale della qualità della vita”.

DIVIETO DI CIRCOLAZIONE IN FUORISTRADA DAL 16 DICEMBRE 2021: LE POSSIBILI SOLUZIONI

Insomma, dal 16 dicembre 2021 addio alle scampagnate off-road con quad, enduro e MTB? A leggere le norme del decreto non sembrerebbero esserci dubbi, pare però le associazioni che rappresentano il settore (in particolare Federazione Motociclistica Italiana e ANCMA) siano già al lavoro per capire meglio la situazione (ad esempio: sentieri e mulattiere di boschi e montagne sono sempre compresi nella viabilità forestale o ‘silvo-pastorale’?) e trovare eventualmente un compromesso che non penalizzi troppo i fuoristradisti, ovviamente nel rispetto delle regole. Magari una circolare del Ministero delle Politiche Agricole potrebbe chiarire meglio quali mezzi sono effettivamente inibiti dal circolare e su quali strade. Naturalmente non mancheremo di aggiornarvi in caso di novità.

ANCMA E FMI CONTRO IL DIVIETO DI CIRCOLAZIONE IN FUORISTRADA

Poco dopo aver scritto questo articolo abbiamo ricevuto il comunicato congiunto di FMI e ANCMA che criticano aspramente il divieto di circolazione in fuoristrada.

Confindustria ANCMA e FMI, si legge nel comunicato, prendono posizione contro i contenuti del decreto che vieterebbe la viabilità forestale e silvo-pastorale al transito ordinario: si tratta di una norma miope, prosegue la nota, che può creare potenzialmente un grave danno economico al mercato, all’intera filiera, alle attività ludiche e sportive e a quelle legate all’accoglienza e al turismo. ANCMA e FMI prefigurano poi possibili profili di incostituzionalità, perché mancherebbe il bilanciamento degli interessi in gioco e di diritti costituzionali come la libera circolazione, il diritto alla libera iniziativa economica e quello di svolgere attività sportiva e ricreativa. Le due associazioni, in attesa di ulteriori iniziative, hanno attivato nelle ultime ore un’interlocuzione con il Governo al fine di ottenere chiarimenti (come prospettavamo poc’anzi) e una correzione delle disposizioni contenute nel decreto.

FUORISTRADA VIETATO IN TUTTA ITALIA: LA PRECISAZIONE DEL MINISTERO

Nella serata del 16 dicembre 2021, poche ore dopo l’entrata in vigore del decreto, è giunta puntuale una comunicazione del Ministero delle Politiche Agricole che precisa alcuni punti del provvedimento.

Il decreto 28 ottobre 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’1 dicembre 2021, contiene esclusivamente le linee guida per le Regioni allo scopo, pienamente condiviso dalle Regioni in sede di Conferenza Stato Regioni e dai Ministeri concertanti (MIC e MITE), di uniformare a livello nazionale le norme riferite alle modalità di costruzione della viabilità forestale, che già esistono nelle singole legislazioni regionali, e dare dunque uniformità alla eterogenea nomenclatura adottata.

È opportuno rammentare che la competenza primaria in materia è delle Regioni, e ogni regione e provincia autonoma ha già una sua legge regionale che disciplina gli aspetti strettamente tecnici e la fruibilità di tali viabilità. […]

Il decreto nulla innova in merito al transito autorizzato sulla viabilità forestale, fermo restando che, come espressamente previsto dal decreto stesso, le strade e le piste forestali non sottostanno ai criteri di sicurezza previsti per la viabilità ordinaria, poiché si tratta di viabilità esclusa dal Codice della strada. Il decreto ricorda inoltre che è compito delle Regioni disciplinare le modalità di utilizzo, gestione e fruizione della viabilità forestale ‘tenendo conto delle necessità correlate all’attività di gestione silvo-pastorale e alla tutela ambientale e paesaggistica’. Ed è sempre compito delle Regioni valutare gli effetti della fruizione pedonale, cicloturistica o con mezzi motorizzati diversi da quelli forestali sui tracciati, i cui effetti su fondi non asfaltati hanno impatti ben diversi tra loro. Tali effetti essere valutati con la massima attenzione alle singole realtà territoriali“.

Per ulteriori approfondimenti ecco il testo integrale sul sito del Ministero delle Politiche Agricole.

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