Codice della Strada

Codice della Strada: attenti alle ‘bufale’ in rete

Annunciate in questi giorni tante modifiche al Codice della Strada: ma attenti alle 'bufale', perché in molti casi si tratta di semplici proposte e non di leggi già vigenti

25 settembre 2020 - 13:58

Da qualche giorno online e anche sui giornali cartacei è tutto un fiorire di titoli che strombazzano importanti novità del Codice della Strada. “Niente sanzione se si dimenticano patente e libretto”; “il giallo del semaforo scende a 3 secondi”; “PEC obbligatoria per gli automobilisti”; “casco per gli under 12 in bici”; “stop alle pubblicità sessiste”; “multe fino a 2.588 euro per chi usa il cellulare alla guida” e altre ancora. Fin qui nulla di male se non fosse che spesso vengono presentate come leggi già fatte e finite quando invece si tratta solamente di proposte. Che forse presto o tardi diventeranno realtà (se mai la diventeranno), ma per il momento sono poco più di aria fritta.

CODICE DELLA STRADA 2020: ANNUNCIATE NOVITÀ CHE SONO SOLO PROPOSTE

Il problema è serio perché c’è il rischio che un utente non addetto ai lavori, che legge distrattamente questi titoli senza approfondire il contenuto dell’articolo (come purtroppo fanno moltissimi lettori), può essere portato a credere che queste modifiche al Codice della Strada siano già vigenti. Qualche esempio? Un paio di giorni fa, durante una nota trasmissione radiofonica di un’emittente nazionale, lo speaker ha pericolosamente annunciato, dopo aver letto la notizia (o meglio il ‘titolo’) sul web, che chi dimentica patente e libretto e non si reca al comando dei vigili per mostrare i documenti, non sarà più multato perché la polizia potrà verificarne l’esistenza telematicamente. Cosa assolutamente NON VERA: certo, c’è una proposta in essere, ma chissà se e quando sarà approvata. Sempre lo stesso giorno un’agenzia di pratiche auto ha condiviso su Facebook, a beneficio (si fa per dire) di migliaia di follower, un articolo che annunciava la PEC obbligatoria per tutti gli automobilisti. Ma pure in questo caso si tratta, per il momento, soltanto di un’ipotesi.

CODICE DELLA STRADA: IL PERICOLO DEI TITOLI ‘ESCA’

Purtroppo la tentazione di attirare tanti utenti con titoli ‘esca’ (l’ormai celebre clickbait) che spesso divergono dal contenuto dell’articolo è comune a molti giornali online, anche prestigiosi. E i motivi li comprendiamo (ma non li giustifichiamo), del resto siamo anche noi del mestiere. Col risultato però di offrire un pessimo servizio confondendo le idee ai lettori. Quante persone, ad esempio, rischieranno di beccare una multa dopo aver ascoltato in radio quella notizia sulla patente, spacciata per già in essere quando in realtà è solo una proposta? E quanti automobilisti attiveranno (a pagamento) una PEC per il timore di essere sanzionati anche se non è così? Quest’andazzo non va per niente bene: chi si occupa di argomenti di pubblica utilità, come lo sono le norme del Codice della Strada che riguardano praticamente tutti, ha il dovere di offrire un servizio preciso e affidabile, ovviamente al netto di errori commessi in buona fede.

MODIFICHE CODICE DELLA STRADA 2020 TRA DL SEMPLIFICAZIONI E MINI-RIFORMA ’CONGELATA’ ALLA CAMERA

Detto questo dobbiamo ammettere che le istituzioni politiche ci hanno messo abbondantemente del loro per confondere le idee. La vicenda del Codice della Strada è quanto mai paradossale. Nel 2019 la Commissione Trasporti della Camera aveva approvato una mini-riforma abbastanza efficace che attendeva soltanto l’ok definitivo dell’Aula. Invece per svariati motivi (a cominciare dalla caduta del governo M5S-Lega, poi ci si è messo il Covid) è rimasta ‘congelata’ in qualche cassetto per mesi. Fino a quando qualche settimana fa, nell’ambito della conversione in legge del decreto Semplificazioni, sono state un po’ a sorpresa introdotte numerose modifiche al codice stradale (queste sì pienamente vigenti), alcune delle quali ereditate dalla riforma ‘fantasma’ dello scorso anno. Tuttavia, dopo qualche giorno, è improvvisamente ripartito l’iter per l’approdo in Aula del testo licenziato nel 2019. Circostanza che ha convinto molte testate ad annunciare come già fatte le novità contenute nella riforma.

RIFORMA CODICE DELLA STRADA: IL TESTO È TORNATO IN COMMISSIONE TRASPORTI

Ma in realtà la conclusione della vicenda è ancora lontana. Il testo della riforma ha fatto infatti il passo del gambero tornando precipitosamente in Commissione Trasporti della Camera, dove dovrà essere ridiscusso. Questo perché il testo va necessariamente armonizzato con le novità introdotte negli ultimi mesi e in particolare con le modifiche approvate con la legge di conversione del Dl Semplificazioni, alcune delle quali, come abbiamo detto, già facevano parte della riforma originaria. Insomma, nonostante la promessa di una ‘corsia preferenziale’ per favorire il riapprodo in Aula in tempi brevi, abbiamo l’impressione (soprattutto visti i precedenti) che ci sarà da attendere ancora per un bel po’. Vi terremo aggiornati, intanto cliccando qui potete leggere tutte le proposte in esame, che da un anno e mezzo aspettano solo di diventare legge.

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