bollo auto esenzione

Bollo auto: l’esenzione compete solo alle Regioni

Importante novità che riguarda il bollo auto: sull'esenzione decidono esclusivamente le Regioni, così ha deliberato la Corte Costituzionale. Che potrebbero quindi decidere di cancellarlo...

24 maggio 2019 - 13:30

Con la sentenza 122/2019 la Corte Costituzionale ha forse cambiato il destino del bollo auto: sull’esenzione della tassa automobilistica le Regioni possono decidere in piena autonomia. L’unico limite imposto è quello di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dallo Stato, che può essere invece diminuita a piacere. Il che, tradotto in soldoni, significa che ogni Regione, se riesce a rispettare gli equilibri di bilancio, ha in teoria la possibilità di eliminare l’odiata tassa sul possesso del veicolo. O quanto meno di ridimensionarla nei costi.

LA PRONUNCIA DELLA CONSULTA SUL BOLLO AUTO

La nuova pronuncia della Corte Costituzionale è derivata da un contenzioso tra la commissione tributaria provinciale di Bologna e la Regione Emilia-Romagna riguardo il pagamento del bollo auto per autoveicoli e motoveicoli con anzianità tra i 20 e i 30 anni, classificati d’interesse storico o collezionistico. Ma la sentenza ha una valenza più ampia e può riguardare potenzialmente tutti i veicoli. Nel caso specifico, infatti, la Regione sosteneva che l’esenzione del bollo spettasse solo ai veicoli iscritti ai registri storici riconosciuti dal Codice della Strada, come l’ASI. Tuttavia la Consulta ha ribadito l’incostituzionalità dell’obbligo di iscrizione nei registri. E soprattutto ha precisato che le Regioni, che hanno la competenza sul bollo auto, possono anche stabilirne le eventuali esenzioni. Con la sola accortezza di mantenere la pressione fiscale sotto i limiti fissati dallo Stato.

BOLLO AUTO ED ESENZIONE: GLI EFFETTI SULLE REGIONI

Questa sentenza segna davvero l’inizio della fine del bollo auto? L’esenzione totale, per il momento concessa soltanto ai soggetti con disabilità e a certe categorie di veicoli, sarebbe di sicuro una conquista storica. E alcune Regioni particolarmente virtuose (mettiamoci dentro anche le province autonome di Trento e Bolzano) potrebbero seriamente pensarci. Non dimentichiamo però che il bollo auto rappresenta una fonte di entrate molto redditizia per le amministrazioni regionali (l’11,7% sul totale di imposte e tributi). E che in caso di rinuncia sarebbero costrette a rivolgersi altrove per recuperare i mancati incassi, magari aumentando l’accise sui carburanti. Ipotesi, quest’ultima, che si potrebbe valutare in ogni caso. Significherebbe, infatti, far pagare a ogni automobilista un tributo in base ai km effettivamente percorsi, e non per il sol fatto di possedere una vettura. Incentivando così l’uso dei mezzi pubblici o di veicoli a emissioni sottozero come la bicicletta.

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