Multe autovelox Cassazione

Autovelox: omologazione e approvazione, il MIT spiega la differenza

Autovelox: l'omologazione e l'approvazione sono procedure equivalenti, spiega il MIT. Per cui basta che un apparecchio sia 'approvato', anche se non è omologato, per accertare le infrazioni

12 novembre 2020 - 12:00

L’anno scorso c’era stato il caso delle multe con autovelox annullate perché gli apparecchi erano solo ‘approvati’ e non ‘omologati’, e per questo e per altri motivi il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è intervenuto con una nota per fare maggiore chiarezza sulle procedure di omologazione e di approvazione di tutti i dispositivi e i sistemi di regolazione e controllo della circolazione stradale. Quindi non soltanto autovelox e tutor ma anche le telecamere di controllo degli ingressi nelle Ztl e i sistemi di accertamento della violazione del semaforo rosso. Per il MIT la questione non si pone trattandosi di due procedure definite ‘equivalenti’.

OMOLOGAZIONE E APPROVAZIONE SONO EQUIVALENTI?

I riferimenti normativi sono l’articolo 45 comma 6 del Codice della Strada (riassumendo: “Nel regolamento sono precisati i dispositivi atti all’accertamento e al rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione, e i materiali che, per la loro fabbricazione e diffusione, sono soggetti all’approvazione od omologazione da parte del Ministero”) e l’articolo 192 del regolamento d’attuazione del CdS. In tali articoli, spiegano dal MIT, la terminologia usata dal legislatore porta inequivocabilmente a sostenere la totale equivalenza delle procedure di approvazione e di omologazione, laddove i due vocaboli vengono utilizzati sistematicamente in correlazione tra loro, uniti dalla congiunzione coordinativa ‘od’, in funzione di creare un’alternativa tra le due parole. In caso contrario il legislatore avrebbe scritto “i dispositivi […] sono soggetti all’approvazione E omologazione”.

AUTOVELOX: COME SI PROCEDE ALL’OMOLOGAZIONE O APPROVAZIONE

A ulteriore testimonianza di ciò, le procedure tipo per l’omologazione/approvazione di autovelox e altri dispositivi di rilevazione di infrazioni stradali, previste dai suddetti articoli, si basano su un’istruttoria tecnico-amministrativa identica sia per l’omologazione sia per l’approvazione, svolta dall’ufficio competente del Ministero e tesa a valutare la validità, l’efficacia e l’efficienza del prodotto e la sua conformità alle norme tecniche nazionali e unionali, vigenti al momento dell’esame. Successivamente la procedura prevede la pronuncia da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, massimo organo tecnico consultivo dello Stato, e, in caso di esito favorevole, l’emanazione di un decreto dirigenziale che autorizza il titolare della richiesta alla commercializzazione dei diversi esemplari del dispositivo di rilevazione, da produrre in conformità al prototipo depositato all’atto della richiesta di omologazione o approvazione.

DIFFERENZA TRA OMOLOGAZIONE E APPROVAZIONE

Per il MIT la differenza tra un procedimento di omologazione e uno di approvazione è pertanto da ricercarsi solo nel fatto che per il primo esistono le relative norme tecniche di riferimento, europee e/o italiane, specifiche per la funzione fondamentale svolta dal dispositivo/, mentre per il secondo manca tale riferimento. Tuttavia ciò non significa che nel caso dell’approvazione non si seguano procedure standardizzate e non vengano verificate le funzionalità e i requisiti dei medesimi dispositivi, in modo omogeneo. Pertanto, una volta approvati, i dispositivi, autovelox e tutor compresi, possono essere utilizzati per l’accertamento delle violazioni, parimenti a quelli omologati.

APPROVAZIONE DEGLI AUTOVELOX: ULTERIORI RIFERIMENTI GIURIDICI

E a proposito delle procedure finalizzate all’approvazione dei misuratori di velocità, il dm n. 282/2017, che definisce proprie tali procedure, nell’art. 1 riporta che “nelle more della emanazione di specifiche norme per la omologazione […] si procede alla approvazione del prototipo ai sensi dell’articolo 192 comma 3 del regolamento d’attuazione CdS”, a conferma che per i dispositivi di rilevazione della velocità, ancora oggi, ci si debba necessariamente riferire al termine ‘approvazione’. E come se non bastasse, anche in riferimento alle disposizioni contenute nell’articolo 201 comma 1-bis del Codice della Strada, relativo ai casi in cui non è necessaria la contestazione immediata e che disciplina i sistemi di accertamento automatico delle violazioni, non si distingue tra approvazione e omologazione, a testimonianza del fatto che sotto il profilo giuridico sono assolutamente equivalenti.

MULTE AUTOVELOX: PER IL MIT SONO VALIDE ANCHE CON APPARECCHI SOLO ‘APPROVATI’

In conclusione per il MIT i decreti di approvazione dei diversi sistemi di regolazione e controllo della circolazione e, in particolare, dei sistemi di misurazione della velocità (autovelox e tutor), sono tecnicamente validi ed efficaci ai fini dell’accertamento del superamento del limite di velocità e della contestazione della relativa infrazione. Quindi non è possibile opporsi a una sanzione per eccesso di velocità adducendo la mancata omologazione di un autovelox sottoposto però ad approvazione, perché basta quest’ultima. Chissà se i giudici saranno d’accordo…

Per ulteriori informazioni sulla nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti cliccare qui.

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