Autovelox, giudice ribalta Cassazione: “Multa anche se non omologato”

Autovelox, giudice ribalta Cassazione: “Multa anche se non omologato”

Tribunale di Bologna: multa vale anche se l'autovelox non è omologato. Sentenza contro l'orientamento della Corte di Cassazione

 

Tribunale di Bologna: multa vale anche se l'autovelox non è omologato. Sentenza contro l'orientamento della Corte di Cassazione

4 Settembre 2025 - 17:30

La giudice Alessandra Caldarelli del Tribunale di Bologna ha clamorosamente ribaltato l’ormai nota sentenza 10505/2024 della Corte di Cassazione che, dichiarando l’omologazione e l’approvazione degli autovelox due procedimenti diversi ma entrambi necessari, ha sollevato pesanti dubbi sulla regolarità degli apparecchi per la rilevazione a distanza della velocità dei veicoli, che risulterebbero in gran parte solo approvati e non omologati. Secondo la giudice, invece, la multa per eccesso di velocità può essere valida anche quando rilevata da autovelox solo approvati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, senza necessità che siano anche omologati.

AUTOVELOX, GIUDICE CONTRO CASSAZIONE: IL CASO

Con questa sorprendente sentenza il Tribunale di Bologna ha rigettato il ricorso di un cittadino che contestava una multa ricevuta perché andava a 67 km/h su un tratto con limite di 50 km/h, sostenendo l’invalidità del verbale perché l’autovelox non era omologato, ma solo approvato. La giudice Caldarelli ha infatti riconosciuto in materia l’esistenza di due orientamenti: l’equipollenza tra approvazione e omologazione o invece la necessità di distinguere i due procedimenti, come stabilito dall’ormai arcinota sentenza della Cassazione, preferendo propendere per il primo in contrasto con la Suprema Corte.

MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA: ESISTONO DUE ORIENTAMENTI?

Nel motivare la sua decisione, la giudice ha ricordato che l’articolo 142 del Codice della Strada va interpretato insieme all’articolo 201 dello stesso codice che espressamente prevede l’utilizzo di apparecchiature “omologate ovvero approvate“, sottolineando poi come il legislatore abbia voluto attribuire la stessa efficacia ai due tipi di procedimento. Nella sentenza si stabilisce tra l’altro che anche laddove si accettasse la distinzione tra i due procedimenti, il conducente deve comunque provare il malfunzionamento dell’apparecchio o contestare specificamente i fatti rilevati. In questo caso invece, ha rilevato la giudice, l’appellante non ha mai messo in dubbio la corretta funzionalità dello strumento, né contestato di aver percorso il tratto di strada in questione o di aver proceduto alla velocità rilevata.

Autovelox giudice Cassazione

RICORSO CONTRO MULTA AUTOVELOX: NON C’È CERTEZZA

In conclusione, questa sentenza dimostra che non bisogna mai dare per scontato di vincere la causa. E, come giustamente commenta Il Sole 24 Ore, chi pensa di potere ignorare gli autovelox con la certezza che in caso di multa se la farà annullare dal giudice, deve mettere in conto la possibilità che gli diano torto in primo e/o in secondo grado e quindi di doversi sobbarcare l’impegno e le spese di un ricorso in Cassazione. Dove probabilmente gli verrebbe data ragione, ammesso che nel frattempo l’orientamento della Corte non sia cambiato. Spendendo tuttavia una cifra certamente superiore all’importo della multa.

Al momento, al di là dell’inattesa sentenza di Bologna, sembra comunque più probabile che un giudice di merito tenga conto dell’orientamento predominante della Cassazione, visto che è ormai consolidato, e cioè che approvazione e omologazione sono due procedimenti complementari e non alternativi, con natura e finalità diverse. Anche perché alla più volte citata sentenza n. 10505/2024, ne sono seguite in pochi mesi altre in favore dei ricorrenti e il principio è stato recepito anche in alcuni giudizi penali. Ma un caso non è come un altro e i giudici di merito sono sempre liberi di seguire l’orientamento che preferiscono.

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