Autovelox: Cassazione chiarisce sulla distanza dei cartelli, cambia tutto
La Corte di Cassazione stabilisce regole chiare sulla distanza che deve intercorrere tra il segnale del limite di velocità e l'autovelox
La Corte di Cassazione stabilisce regole chiare sulla distanza che deve intercorrere tra il segnale del limite di velocità e l'autovelox
Nel decidere sul ricorso del Comune di Castelfidardo contro la sentenza del Tribunale di Ancona, che aveva annullato una multa per eccesso di velocità perché l’autovelox sarebbe stato collocato a meno di 1 km dal segnale che imponeva il limite, la Corte di Cassazione ha stabilito un paletto fondamentale: nelle strade extraurbane, la distanza minima di 1 km tra segnale stradale e autovelox si applica solo rispetto al primo segnale, a meno che vi siano intersezioni. Se ci sono, il limite va ripetuto e il km si misura dal segnale ripetuto dopo l’ultima intersezione.
LA CASSAZIONE INTERVIENE SULLA DISTANZA TRA IL SEGNALE DI LIMITE DI VELOCITÀ E L’AUTOVELOX
Nel caso preso in esame dalla Suprema Corte, un automobilista aveva impugnato la multa per superamento del limite di 70 km/h sulla strada statale, rilevato da autovelox fisso. Il Giudice di Pace aveva respinto il ricorso mentre il Tribunale aveva invece accolto l’appello, ritenendo violata la cosiddetta ‘regola del chilometro‘ che deve intercorrere tra il segnale del limite di velocità e il dispositivo: l’autovelox era infatti a meno di 1 km dopo il secondo segnale ripetitivo del limite.
Il Comune di Castelfidardo è ricorso però in Cassazione, sostenendo che la distanza deve essere calcolata rispetto al primo segnale che impone il limite, non rispetto ai cartelli ripetitivi, se non esistono intersezioni. Ricorso accolto!
QUANDO SI APPLICA LA REGOLA DEL CHILOMETRO TRA SEGNALE E AUTOVELOX
Nel richiamare la normativa di riferimento (articolo 25 comma 2 della legge n. 120/2010, decreto MIT n. 282/2017 punti 7.5 e 7.6 e direttiva Min. Interno 21/7/2017, per tacere del recente decreto MIT 11 aprile 2024), la Corte di Cassazione ha confermato infatti alcuni principi fondamentali, ribadendo che la distanza minima di 1 km tra segnale stradale e autovelox si applica solo:
- fuori dai centri abitati;
- quando il controllo è remoto (autovelox fisso senza contestazione immediata);
- quando il limite non è quello generale previsto dal Codice della Strada;
- e solo rispetto al primo segnale, a meno che vi siano intersezioni: se ci sono, il limite va ripetuto e il km si misura dal segnale ripetuto dopo l’ultima intersezione.
Ne consegue che un cartello ripetitivo senza intersezioni non fa ripartire il conteggio del km.
Accogliendo erroneamente l’appello, il Tribunale di Ancona aveva ritenuto violata la distanza basandosi sul secondo segnale, senza però verificare se lungo il tratto vi fossero intersezioni.

AUTOVELOX: LE RAGIONI DELLA REGOLA DEL KM
La ratio della regola del chilometro serve a evitare posti di controllo immediatamente successivi al cartello che cambia il limite di velocità, garantendo al conducente un congruo margine per adeguare l’andatura. La funzione è quindi di tutela dell’affidamento del conducente e di garanzia di correttezza dei controlli automatici.
Correttamente, l’intersezione è considerata un elemento che può interrompere la continuità informativa del limite: dopo un’intersezione, l’automobilista potrebbe non aver percepito il precedente segnale, e perciò serve un segnale ripetuto.
Per questo la misurazione della distanza deve ripartire solo se l’intersezione obbliga la ripetizione del segnale (come precisa l’articolo 104 del Regolamento d’esecuzione del CdS).
In conclusione, la Corte di Cassazione ha stabilito una volta per tutte che la ‘regola del chilometro’ va misurata dal primo segnale di limite di velocità e che un cartello ripetitivo è irrilevante se non vi sono intersezioni. La decisione avrà certamente impatto su molti ricorsi per autovelox, riducendo il rischio di annullamenti fondati sul posizionamento di cartelli ripetitivi non rilevanti e chiarendo in modo definitivo che va verificata la presenza di intersezioni, non la semplice esistenza di più cartelli.