Radio in macchina
Auto connesse: radio FM e DAB+ non spariranno, UE accoglie la richiesta italiana
I ricevitori FM e DAB+ rischiavano di scomparire sulle nuove auto connesse ma grazie a un'iniziativa italiana probabilmente si salveranno
I ricevitori FM e DAB+ rischiavano di scomparire sulle nuove auto connesse ma grazie a un'iniziativa italiana probabilmente si salveranno
I ricevitori FM e DAB+ spariranno dalle nuove auto connesse? Il rischio era concreto ma forse l’abbiamo scampata. Come riporta infatti Il Sole 24 Ore, la Commissione europea ha riconosciuto la validità dell’iniziativa normativa italiana che punta a rendere obbligatoria la presenza dei sistemi radiofonici tradizionali sui nuovi veicoli, a differenza invece del progetto iniziale che prevedeva di cancellarli. Adesso sarà necessario completare il percorso legislativo, come precisa Confindustria Radio Televisioni, per trasformare il principio in obbligo definitivo e salvare la cara vecchia autoradio.
LA PROPOSTA ITALIANA PER SALVARE LE RADIO FM E DAB+ SULLE AUTO CONNESSE
Ricordiamo che proprio dall’Italia era stata notificata all’UE, lo scorso ottobre, una proposta di modifica dell’articolo 98-vicies sexies del Codice delle comunicazioni elettroniche, con la richiesta che tutti gli apparati installati sui veicoli nuovi delle categorie M e N (trasporto persone e trasporto merci), se abilitati alla connessione internet o alla riproduzione di contenuti sonori, restassero idonei anche alla ricezione della radio analogica FM e digitale DAB+. Si chiedeva inoltre che gli aggiornamenti software e firmware non potessero mai compromettere o disattivare la ricezione radiofonica.
TUTELARE PLURALISMO E LIBERTÀ DI ACCESSO ALL’INFORMAZIONE
Dinanzi alla Commissione europea, l’Italia ha difeso la proposta sostenendo di non voler imporre un ‘ritorno al passato’, ma di voler tutelare il pluralismo e la libertà di accesso all’informazione, che verrebbero messi in pericolo dalla scomparsa della radio broadcast gratuita e universale. Nel documento inviato a Bruxelles si sottolinea inoltre come oltre il 70% dell’ascolto radiofonico avvenga in mobilità e come la progressiva diffusione di auto prive di autoradio rischi di spostare integralmente l’ascolto verso internet e piattaforme proprietarie. Risultato: dipendenza totale dalla rete mobile, con problemi legati ai costi di connessione, alla profilazione degli utenti e alla tenuta dei sistemi in situazioni di emergenza.
Il documento presentato dal nostro Paese ha richiamato anche il tema della sicurezza pubblica, visto che la radio analogica e digitale viene considerata un’infrastruttura resiliente nei casi di calamità naturali, blackout o crisi che possano compromettere le reti mobili. Ad esempio il sistema ASA – Automatic Safety Alert, integrato nel DAB+, consente di inviare allerte geolocalizzate direttamente ai ricevitori delle automobili.
Alla luce di queste considerazioni, la Commissione UE ha valutato come “soddisfacente” la proposta italiana, dando in pratica il via libera.
IL COMMENTO DI CONFINDUSTRIA RADIO TELEVISIONI
Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, ha commentato positivamente la decisione della Commissione Europea di riconoscere la validità dell’iniziativa normativa italiana che prevede l’obbligo di presenza dei ricevitori radio FM e DAB+ su tutti gli autoveicoli, sottolineando che si tratta di un passo importante per garantire ai cittadini un accesso semplice, gratuito e immediato alle informazioni, anche in situazioni di emergenza o in assenza di connessione dati: “La radio rimane un presidio essenziale di sicurezza, pluralismo e coesione sociale. La conferma europea dimostra che l’Italia ha saputo difendere un principio di interesse pubblico, prima ancora che industriale. Abbiamo dimostrato che la presenza del sintonizzatore radio non è un dettaglio di design, ma una garanzia di accesso universale all’informazione. È un diritto dei cittadini e un elemento indispensabile per la resilienza del sistema comunicativo“.
