Chrysler richiamerà 2,7 milioni di auto, come chiesto dalla NHTSA

Chrysler ha deciso di richiamare 2,7 milioni di Jeep, come da richiesta della NHTSA

21 giugno 2013 - 17:17

Il braccio di ferro tra il Gruppo Fiat-Chrysler e il National Highway Traffic Safety Administration si è concluso con un sostanziale pareggio, che riesce ad accontentare tutti. La questione è quella, ormai arcinota, delle Jeep Grand Cherokee prodotte dal 1993 al 2004 e le Jeep Liberty dal 2002 al 2007, entrambe nell'epoca pre-Fiat. Si tratta di circa 2,7 milioni di veicoli, sui quali NHTSA aveva riscontrato delle criticità, sfociate in alcuni casi in incidenti mortali. Il componente sotto osservazione è il serbatoio della benzina, che è montato in posizione arretrata rispetto all'asse posteriore e può diventare pericoloso in caso di impatti particolarmente violenti sul retro della vettura.

LA PRIMA RISPOSTA NEGATIVA – Chrysler in un primo momento aveva risposto che le auto prese in considerazione rispettano e superano tutti i requisiti previsti dai Federal Motor Vehicle Safety Standards, tra i quali è incluso lo standard FMVSS 301 che definisce le caratteristiche di integrità del sistema di alimentazione. Chrysler aveva dichiarato, inoltre, che gli incidenti causati dalla difettosità del serbatoio si potrebbero verificare una volta ogni milione di anni di utilizzo del veicolo; una quantità assolutamente comparabile con gli altri veicoli venduti nello stesso periodo. Infatti – sempre secondo Chrysler – tantissime vetture, mai richiamate, sfruttano da molti anni questa soluzione tecnica, approvata in passato dall'ente stesso, con riferimento ai vantaggi garantiti in termini di abitabilità.

IL RIPENSAMENTO – Non sappiamo se Sergio Marchionne ci abbia messo lo zampino, ma le posizioni del gruppo si sono ammorbidite. Del resto proprio lui aveva dichiarato che “La sicurezza dei guidatori e dei passeggeri è sempre stata una priorità per i marchi del Gruppo Chrysler e questo impegno rimane immutato. La società garantisce la qualità dei veicoli che produce. Noi tutti assicuriamo il nostro impegno a continuare a collaborare con NHTSA per fornire informazioni che confermino la sicurezza di questi veicoli”. La svolta è arrivata tre giorni fa, quando l'ufficio stampa di Fiat-Chrysler ha dichiarato di aver appianato ogni divergenza con NHTSA e di aver trovato un accordo.

L'IMPORTANZA DEI CLIENTI – Chrysler effettuerà una campagna volontaria di richiamo che sarà basata su un' ispezione visiva dei veicoli in questione, su un adeguamento della struttura posteriore del veicolo dove necessario per consentire una migliore gestione delle forze d'urto negli impatti a bassa velocità”. In ogni caso, la stessa azienda di Detroit ha tenuto a precisare che “l'analisi dei dati conferma che i veicoli in questione non sono difettosi, bensì  sono tra i più sicuri della categoria di appartenenza. Ciononostante la questione ha generato preoccupazione tra i clienti quindi verranno prese, in collaborazione con NHTSA, misure per incrementare ulteriormente la sicurezza dei veicoli”. Infine, Chrysler ha ribadito che considera la sicurezza un'esigenza fondamentale e che non transige in alcun modo sull'incolumità dei suoi clienti e delle loro famiglie.

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