Capote in tela: tecnologia e sicurezza dietro un tetto in tessuto

La capote in tela delle auto ha tante caratteristiche. Ecco tutte le tecnologie per il comfort e la sicurezza che stanno dietro ad un "semplice" tetto in tessuto.

14 marzo 2019 - 17:49

Si fa presto a dire spider. Prima, in effetti, su una cabriolet si aggiungeva una semplicissima copertura in tessuto impermeabile e, in caso di pioggia, il riparo era servito. Oggi le cose sono completamente diverse. Anche su un’auto che nasce per essere guidata aperta, la capote in tela deve soddisfare numerosi requisiti di comfort, isolamento acustico, sicurezza, aerodinamica, durata e, non ultimo, design.

TUTTI I PROBLEMI DELLA MANCANZA DI UN TETTO

Bella, la macchina aperta. Ma per i progettisti una spider presenta sempre una serie di problemi in più da risolvere. Prima di tutto, una spider ha minor rigidità torsionale. Perché la scocca non si chiude nella parte alta e tende a flettersi. Per ovviare a questo problema, che compromette in maniera rilevante handling e piacere di guida, si tende a inserire rinforzi strutturali nella zona dietro ai sedili. Ma questo comporta un aumento del peso. E il peso, si sa, è nemico delle prestazioni.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL TETTO RIGIDO

In un passato recente, proprio per ovviare almeno in parte alla questione della rigidità torsionale, le Case hanno proposto una serie di cabrio con tetto rigido a scomparsa. Dalla Mercedes SLK in avanti, sono stati parecchi i modelli con questa tecnologia. Chiudendo in maniera più indeformabile la struttura della vettura tra parabrezza e montanti posteriori, il tetto rigido garantisce una maggiore resistenza alla torsione. A questo, con la capote rigida si aggiunge un maggior comfort acustico, perché si riducono turbolenze e fruscii e si aumenta l’insonorizzazione. Allo stesso tempo, però, si aumentano gli ingombri al posteriore quando si vuole viaggiare aperti.

IL RITORNO DELLA TELA

Le ultime tendenze, spinte forse anche da logiche di marketing, hanno visto un ritorno delle capote in tela. Che intanto, in questi anni, hanno compiuto numerosi progressi. Quelli più evidenti riguardano il materiale con cui sono realizzate. Ultimamente si vedono capote multistrato che sovrappongono vari tessuti e vari materiali per unire in un solo elemento diverse qualità. Lo strato esterno, ad esempio, tende ad essere più robusto e rigido, in modo da garantire una forma più regolare a tutto vantaggio della penetrazione aerodinamica e della riduzione dei fruscii. Al di sotto di questo, scendendo verso l’abitacolo, si trovano invece tessuti fonoassorbenti che lavorano sull’attenuazione del rumore grazie all’adozione di strutture “a spugna”. Questa combinazione permette di viaggiare a capote chiusa con valori di comfort acustico molto vicini a quelli di una versione “chiusa” dello stesso modello.

UNA SICUREZZA CON IL BOTTO

La presenza della tela sopra la testa degli occupanti impone poi numerosi accorgimenti per non compromettere la sicurezza dell’auto, soprattutto in caso di ribaltamento. Le due soluzioni più diffuse riguardano il rinforzo dei montanti anteriori, quelli ai lati del parabrezza, e la presenza di roll bar posteriori. I primi sono semplicemente più resistenti e non flettono neanche se, a contatto con il terreno, sono schiacciati dal peso della stessa auto. I secondi, che sono spesso affogati all’interno del corpo vettura, fuoriescono grazie all’esplosione di piccole cariche pirotecniche nel momento in cui i sensori dedicati rilevano un sollevamento e un inizio di rotazione della vettura. Così gli occupanti hanno una protezione integrale che permette loro di non entrare a contatto con il terreno. Per valutare quanto questi rinforzi sono realmente efficaci, l’ADAC svolge dei crash test dedicati alle cabrio nelle prove di cappottamento.

L’INNOVATIVA CAPOTE DELLA NUOVA 911

Tra le capote più innovative sul mercato, c’è quella della recentissima Porsche 911 Cabrio, che in un certo senso può essere definita una copertura ibrida. Il tetto della 911 Cabrio è a tutti gli effetti in tela, ma sotto il tessuto presenta quattro sezioni rigide in magnesio che, quando la capote è chiusa, si dispongono una attaccata all’altra. Questa struttura permette all’auto di combinare la bellezza retrò della tela con una sagoma del tetto molto simile a quella di una copertura rigida e quasi indeformabile. Con tutti i vantaggi in termini di aerodinamica (la curva del tetto è molto simile a quella della coupé, con cui la Cabrio condivide anche il Cx di 0,29). Questa tecnica ha permesso di dotare la nuova 911 anche di un lunotto rigido in vetro, a tutto vantaggio della visibilità posteriore, e, allo stesso tempo, di ridurre gli ingombri della capote, che una volta ripiegata è alta 23 centimetri e lunga 55 (grazie anche al fatto che il tessuto non è fissato ai pannelli sottostanti).

IL ROLL BAR SALVA GLI OCCUPANTI E IRRIGIDISCE LA SCOCCA

Al di sotto della capote della nuova 911 Cabrio, che grazie al peso contenuto può essere ripiegata a scomparsa all’interno dell’apposito vano in soli 12”, anche in movimento, a velocità inferiori ai 50 km/h, l’auto presenta due roll bar a molla che vengono liberati da una piccola carica esplosiva quando si avverte il rischio di ribaltamento. Se al momento dell’estrusione degli stessi la capote è chiusa, delle punte metalliche in tungsteno si allungano verso il lunotto per evitare che questo contrasti la fuoriuscita delle protezioni. Intelligentemente, questi roll bar sono studiati in modo da incrementare la rigidità torsionale della scocca quando normalmente alloggiati all’interno del corpo vettura.

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