Bus elettrici: in Svizzera si ricaricano in 15 secondi

Un nuovo sistema automatizzato ricarica "al volo? gli autobus alle fermate mentre i passeggeri salgono. Niente più cavi elettrici sospesi in città

27 dicembre 2013 - 7:00

Ricaricare le batterie dell'auto elettrica in una manciata di secondi è il sogno di tutti gli automobilisti che aspirano a convertire radicalmente la loro mobilità. E se il meglio che riesca a fare la presa di una colonnina da 25 kW è fare il pieno in circa 20 minuti, a Ginevra è già operativo un autobus elettrico che ricarica le batterie ad ogni fermata in soli 15 secondi.

CENTRI SGOMBRI DA FILI ELETTRICI – Si chiama TOSA (Trolleybus Optimisation System Alimentation) il sistema di ricarica flash che consente al primo bus elettrico da 135 passeggeri di non fermarsi mai per la ricarica. In realtà il sistema di ricarica si attiva mentre i pendolari scendono e salgono alle fermate e questo dà l'autonomia sufficiente all'autobus per raggiungere il punto successivo di ricarica dopo 3 o 4 fermate. La ricarica completa delle batterie avviene invece al capolinea dove il mezzo ha bisogno di circa 3-4 minuti per ripartire con la massima autonomia. Il progetto presentato questa estate al Palexpo di Ginevra potrebbe rivoluzionare il sistema dei trasporti pubblici, con mezzi silenziosi e puliti dall'autonomia (quasi) infinita e senza deturpare l'ambiente con le linee elettriche aeree impiegate per gli attuali tram. “Attraverso la ricarica del flash , siamo in grado di guidare una nuova generazione di autobus elettrici per il trasporto pubblico urbano che non si basa più su linee aeree” ha annunciato Claes Rytoft , Chief Technology Officer di ABB . “Questo progetto aprirà la strada a una mobilità più flessibile e conveniente, riducendo l'inquinamento e il rumore” ha spiegato Rytoft.

SI COLLEGA DA SOLO ALLA PRESA – Il progetto TOSA è stato avviato questa estate per collegare l'aeroporto di Ginevra al Palexpo, il centro espositivo internazionale della città, impiegando un autobus di grande capacità che si ricarica con un sistema automatico integrato da 400 kW alle fermate predisposte con specifici punti di ricarica. Alle fermate prestabilite un braccio robotizzato – sviluppato dall'azienda ABB specializzata in tecnologie di automazione – è guidato da uno scanner laser per agganciarsi al polo elettrico sotto alla pensilina della fermata. Nonostante la mole (la tecnologia è destinata a mezzi articolati fino a 24 metri di lunghezza) il bus elettrico è riuscito a percorrere una distanza di 1,82 km in appena 3 minuti e 20 secondi.

BATTERIE SU MISURA PIU' LEGGERE – Senza fili elettrici aerei i centri storici delle città riacquisirebbero il fascino di un tempo e le emissioni di CO2 sarebbero praticamente nulle, secondo l'azienda ABB che assicura “TOSA è una soluzione a zero emissioni di carbonio, grazie all'energia elettrica utilizzata proveniente interamente da fonti idroelettriche pulite” . L'energia viene prelevata dalla rete e conservata presso le stazioni di ricarica “flash” delle fermate, evitando così brevi picchi di consumo di energia quando il bus è collegato alla pensilina.  In questo modo non servono più batterie ingombranti a bordo del mezzo che riducono l'autonomia per via della maggiore massa da muovere. L'autobus TOSA può prelevare esattamente una minima quantità di energia che serve a spostarsi e alimentare le luci di servizio fino alla successiva fermata di ricarica. E il tutto, aspetto da non trascurare, avverrebbe senza provocare alcun ritardo sugli orari di arrivo e partenza dell'autobus. Una soluzione sicuramente ad hoc per incentivare le persone a utilizzare di più i mezzi pubblici e abituarli alla mobilità ecosostenibile di domani, basata non solo sulla guida di un'auto elettrica ma anche sulla capacità di lasciare l'auto personale a casa in favore di mezzi di trasporto alternativi più efficienti.

1 commento

Marco
19:35, 3 gennaio 2014

Beh, però non si parla delle batterie… che dovrebbero essere l'unica cosa che fa la differenza con altri tipi di bus elettrici. Tra l'altro anche l'attacco alla “presa” sembra richiedere una precisione di guida non indifferente…
I capabus usano un sistema molto più furbo ( http://www.youtube.com/watch?v=t3rg-SsPJuU ), oltre ad usare dei condensatori più che delle batterie vere e proprie.

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