Brexit: le previsioni nefaste dei Costruttori di auto

Da Ford a Toyota, i Costruttori di auto incrociano le dita sul referendum di oggi che potrebbe mettere in ginocchio l'industria in UK

23 giugno 2016 - 12:05

Oggi si vota per il referendum sulla “Brexit” – forma contratta di Britain Exit che allude alla possibilità che la Gran Bretagna esca dall'Unione Europea – attraverso il quale i cittadini britannici sono chiamati a decidere del destino del proprio paese. Terrore nel mondo automotive, poiché i Costruttori cominciano a temere serie perdite qualora dovesse passare il leave (lasciare).

LE LETTERE AI DIPENDENTI Il direttore generale di Ford Britain Andy Barrat e l'amministratore delegato di Ford Credit Europe Nick Rothwell hanno scritto una lettera ai 14.000 dipendenti che i colleghi di TheStreet sono riusciti ad intercettare: il testo è chiaro ed afferma che una eventuale uscita dall'Unione Europea potrebbe “costare al gruppo centinaia di milioni di dollari all'anno”. Nessuna posizione esplicitamente presa quindi, ma tra le righe il messaggio ai dipendenti è più chiaro di quanto sembri, soprattutto se in gioco potrebbero esserci dei posti di lavoro. La stessa via l'ha poi perseguita anche Toyota, in rappresentanza della quale sono stati Shigeru Teramoto (direttore generale produzione UK), Tony Walker (vide-direttore produzione) e Peter Tsouvallaris (rappresentante del sindacato Unite) e firmare la lettera che spiega quanto le auto prodotte in Inghilterra potrebbero costare in più a causa dei dazi imposti.

SCONCERTO TRA LE CASE Non solo Ford e Toyota hanno mostrato una seria preoccupazione in merito alla Brexit, la seconda delle quali prevede anche un aumento del costo delle proprie auto pari al 10% secondo un comunicato ufficiale riportato anche da Autoblog.com, ma tutti i Costruttori. Secondo le stime, ad esempio, il gruppo Jaguar Land Rover potrebbe 1.5 miliardi di dollari ogni anno fino al 2020, da quanto scrive Reuters dopo essere stato informato da fonti interne che avrebbero letto documenti sulla previsioni, alle quali perdite si affiancano quelle di tutti gli altri brand (leggi gli effetti della Brexit sul mercato automotive e la perdita da 100 miliardi che potrebbe colpire l'Inghilterra).

IL PROBLEMA SARANNO I DAZI Ciò che più di tutto preoccupa le Case automobilistiche è l'introduzione di dazi doganali, poiché l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europa farebbe decadere il benefit della libera circolazione delle merci tra gli stati: una stangata non indifferente, considerando che circa l'80% delle auto prodotte nel Regno Unito lo scorso anno è stato esportato (dato: Freep.com). Secondo alcune stime riportate sempre da Freep.com la sterlina potrebbe immediatamente perdere terreno nei confronti del dollaro, crollando da un attuale tasso di cambio di 1.47 dollari a sterlina ad 1.15 dollari a sterlina. Questo crollo della valuta inglese porterebbe ad una immediata perdita per Ford e GM, che secondo l'analista Brian Johnson di Barclays sarebbe quantificata in 48 milioni di dollari per il primo brand e 25 milioni di dollari per il secondo.

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