Bmw: il destino della Mini dipende dalla Gran Bretagna

L'uscita UK dall'Europa frena i piani BMW che prende tempo prima di guardare al futuro della produzione Mini e Rolls Royce e di 1600 dipendenti

16 maggio 2016 - 13:13

Con la possibile uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea potrebbero agitarsi le acque per i dipendenti Mini e Rolls Royce, poiché BMW non avrebbe ancora pensato ad un piano per fronteggiare questo scenario ed i contratti di lavoro comincerebbero a vacillare. Intanto lo scontro politico continua in Inghilterra, tra favorevoli e contrari alla Brexit.

GLI EFFETTI DELLA “BREXIT” L'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europa potrebbe dare vita ad una serie di scossoni economici che toccherebbero, chi più chi meno, tutti i comparti (leggi come le Case tedesche tremano al pensiero di vedere l'Inghilterra fuori dall'UE). Tra le industrie coinvolte anche il ramo automotive pagherebbe uno scotto, o almeno vivrebbe un periodo di incertezza: BMW al momento non ha pensato di giocare in anticipo e quindi ad un piano per risolvere le conseguenze di quella che politicamente viene chiamata “Brexit”, come affermato dallo stesso CEO Harald Krueger, ma aspetterebbe il concretizzarsi (o meno) del provvedimento dopo il 23 Giugno per scegliere la strada da seguire.

DESTINO DI MINI E ROLLS ROYCE Mini e Rolls Royce, brand nell'orbita di BMW, producono auto in Inghilterra – rispettivamente a Oxford e Goodwood – e la Brexit creerebbe non pochi problemi ai dipendenti. Nell'occhio del ciclone finirebbero i contratti e gli status lavorativi, poiché non solo molti cittadini inglesi lavorano al di fuori della propria nazione, ma dipendenti provenienti da ogni parte del mondo trovano impiego all'interno delle sopracitate fabbriche su suolo britannico: sono 4.500 i dipendenti Mini e sono confluiti da 70 diverse nazioni, mentre Rolls Royce occupa 1.600 persone di 30 nazionalità (leggi intanto come BMW ha deciso di spaccare la produzione). BMW ha però deciso di non attivarsi fino a quando non sarà o meno definitivo il provvedimento, poiché in caso di uscita della GB dalla UE ci saranno due anni di transizione durante i quali poter pensare ad un piano B. Intanto la VDL Nedcar, azienda olandese che attualmente produce la Mini hatchback per il gruppo, potrebbe beneficiare della Brexit per aumentare il carico di lavoro.

LE DICHIARAZIONI DELL'EX SINDACO DI LONDRA L'ex sindaco di Londra Boris Johnson ha espresso un parere assolutamente negativo sulla permanenza della “sua” nazione all'interno dell'Unione Europea, patteggiando per l'uscita e paragonando l'agglomerato di stati ad Adolf Hitler. Non sono comunque mancate le reazioni da parte di chi nell'Europa ci crede ancora, come l'ex ministro Yvette Cooper, che ha commentato dicendo che l'ex sindaco “non dovrebbe fare giochetti con il periodo più buio e sinistro della storia europea”.

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