BMW striglia i giovani meccanici: “incapaci con le auto moderne”
Dura presa di posizione di BMW USA: ai giovani non interessa la meccanica e non capiscono le auto moderne. Le Case sono a corto di meccanici
Dura presa di posizione di BMW USA: ai giovani non interessa la meccanica e non capiscono le auto moderne. Le Case sono a corto di meccanici
Dura presa di posizione di BMW USA: ai giovani non interessa la meccanica e non capiscono le auto moderne. Le Case sono a corto di meccanici
Elettronica debordante e meccaniche, nonostante tutto, sempre più sofisticate proprio perché governabili da “centraline” sempre più potenti: le automobili di oggi pongono non pochi grattacapi a chi deve ripararle. Le reti di assistenza delle Case (leggi che rivitalizzare il post vendita potrebbe fidelizzare il cliente) hanno però scarsità di meccanici “moderni”, capaci cioè di destreggiarsi bene con le vetture di oggi, e questo sembrerebbe incoraggiante dal punto di vista occupazionale. Sbagliato: il capo della formazione tecnica di BMW USA si lamenta e dice che i giovani sono poco interessati alla meccanica e capiscono poco!
UNIRE 2 MONDI Un esauriente articolo pubblicato dal New York Times analizza questo fenomeno e trae questa sintesi: le auto sono più complesse che mai, i ricambi sono sempre più costosi e c'è una grave penuria di meccanici specializzati in grado di unire questi due universi paralleli. Le posizioni aperte per ruoli tecnici negli Stati Uniti sono circa 25.000 e riguardano sia le reti ufficiali sia i franchising indipendenti eppure i Costruttori stanno lottando per trovare candidati qualificati, dato che i canali tradizionali come gli istituti tecnici e le officine tradizionali (magari a conduzione familiare) si contraggono sempre di più. I meccanici master possono guadagnare 6 volte di più rispetto a quelli non qualificati ma a mancare è proprio la base di chi si avvicina alla professione.
GIUDIZIO IMPIETOSO Il dilemma delle Case è evidente: i loro modelli più evoluti, per quanto accattivanti e prestazionali, sono degli inerti ammassi di metallo, vetro e centraline elettroniche se non ci sono persone che li riparino in caso di guasto.

È per questo che BMW e FCA hanno recentemente rafforzato i loro programmi di formazione (leggi di Ford che investe in India per la formazione). In BMW, per esempio, i manager delle risorse umane si recano nelle scuole tecniche e nelle “career fairs” per conto dei loro dealer indipendenti in franchising, una prassi insolita per una Casa ufficiale. Eppure quello che trovano non è incoraggiante perché la distanza fra gli skill di base e quello che occorrerebbe è grande. Gary Uyematsu, National Technical Training Manager di BMW North America, ha infatti rilevato che “nei giovani c'è meno interesse per la meccanica e meno capacità di capire. Non sono pratici. I genere i meccanici iniziano facendo lavoretti in qualche stazione di servizio ma ora quel tipo di esperienza è poco spendibile”.
QUESTIONI DEMOGRAFICHE E NON SOLO Si è rilevato che molte scuole superiori hanno diminuito l'enfasi sulle classi e sui programmi tecnici per spostarla verso la preparazione finalizzata all'ingresso nelle Università. Anche i bassi salari d'ingresso hanno scoraggiato gli studenti, che sono meno propensi a spendere tempo e soldi in un titolo che potrebbe non garantire una paga sufficiente. È da considerare inoltre che quasi la metà dei riparatori USA sono nati negli anni '60 e sono quindi in fase di pensionamento o ci stanno arrivando, cosa che accelererà la chiusura di molte officine.

Le contromisure di BMW sono il potenziamento della sua rete di centri di formazione, nei quali i migliori studenti ricevono un corso di 16 settimane di formazione meccanica, elettrica e nel software, i cui costi sono sostenuti dai concessionari che li assumeranno. FCA ha il suo Mopar Career Automotive Program, strutturato come un tirocinio presso un college che dà agli studenti la certificazione per lavorare sui prodotti della Casa (leggi della formazione svolta a Cassino per i SUV compatti di FCA). Il rinomato Lincoln Technical Institute, uno dei più grandi istituti di istruzione tecnica, sta collaborando con le scuole superiori per aumentare il numero degli studenti che si diplomano in materie tecniche. I numeri sono impressionanti: nel 2016 i tecnici riparatori erano 266.000 e gli automobilisti degli Stati Uniti hanno speso 18,9 miliardi di dollari nelle riparazioni ai quali vanno aggiunti i 9,6 miliardi sostenuti dalle case per i lavori in garanzia. Questa penuria di meccanici, ironicamente, è passeggera e si trasformerà in eccedenza perché, come detto recentemente da un manager Audi, le auto elettriche si guasteranno di meno: giovani di tutto il mondo, datevi da fare ora perché benzina e gasolio danno più pane degli elettroni!