BMW Serie 5, la plug-in hybrid sarà prodotta da Magna Steyr

La febbre dell'elettrico sale e BMW affida la Serie 5 plug-in hybrid a Magna Steyr. Lo stabilimento austriaco si aggiudica un altro modello di nicchia

22 giugno 2017 - 9:00

Se le previsioni di mercato per le elettriche e le ibride sono più che rosee, la cronaca parla di numeri che crescono in percentuale ma rimangono piccoli in valore assoluto (leggi che a maggio in Italia le elettriche e le ibride sono arrivate all'1,9%).Eppure tutti gli analisti prevedono cifre da capogiro: UBS, per esempio, ha rivisto al rialzo le sue proiezioni, sostenendo che le elettriche potrebbero catturare il 14% delle vendite nel 2025. Le Case devono avere già ora elettriche/ibride in gamma, sia per motivi ambientali sia per presidiare il settore quando il boom arriverà, ma i numeri sono oggi piuttosto bassi e quindi si può pensare di “delegare” ad altri la costruzione di queste auto di nicchia. Se riesci a pensarlo lo puoi fare e così registriamo una notizia, non troppo inattesa in verità: BMW farà costruire la Serie 5 plug-in hybrid a Magna Steyr.

FORNITORE PIÙ UNICO CHE RARO La notizia è di ieri e arriva a cose praticamente fatte, dato che la produzione “inizierà nell'estate 2017” presso l'impianto di contract manufacturing che magna ha a Graz, in Austria.

Questo è un altro tassello di una strategia che punta a produrre automobili elettriche su base contrattuale per i Costruttori automobilistici tradizionali. Da questo punto di vista il Gruppo Magna, il principale fornitore del Nord America e il terzo nel Mondo, è unico, fra i grandi supplier automotive, proprio perché in grado di accettare contratti di produzione per le Case.

ORGOGLIO ELETTRICO Il presidente di Magna Steyr, Guenther Apfalter, ha commentato così: “Siamo entusiasti di aggiungere un'altra architettura di veicoli elettrificati alla nostra produzione. L'elettrificazione dei veicoli sarà sempre più in crescita nell'industria automotive e noi, grazie ad una conoscenza completa dei veicoli, siamo in condizione di aiutare i nostri clienti a soddisfare questa domanda”. Le parole di Apfalter si riferiscono alla Jaguar I-Pace (leggi tutti i dati del SUV elettrico Jaguar) ed in effetti per Magna Steyr è un bel colpo produrre un SUV ed una berlina Premium per conto di questi blasonati Costruttori. Avere la produzione a contratto può creare una nicchia per l'Azienda, poiché le Case aumenteranno le vendite di veicoli elettrificati non molto velocemente almeno fino all'inizio del prossimo decennio ma devono comunque “esserci”, anche perché avere elettriche/ibride in gamma aiuta nel soddisfacimento delle norme sulle emissioni. Il vantaggio è mutuo: gli OEM possono iniziare la produzione di piccoli volumi riducendo al minimo il capitale investito ed evitando di “legare” le linee esistenti con nuove piattaforme (anche FCA ha esternalizzato la produzione della Chrysler 200 e della Dodge Dart).

ESPANSIONE AD EST Anche Magna ha ovviamente molto da guadagnare: oltre ai soldi, che non dovrebbero essere pochi visto il livello delle auto, c'è anche un bel bagaglio di esperienza che tornerà utile in futuro nella “normale” attività del Gruppo. Se il Presidente era entusiasta, Swamy Kotagiri è stato più prudente: il capo tecnico di Magna ha infatti detto a Reuters che la produzione di veicoli elettrici “è un'opportunità a breve termine” per la Società, dato che entro il 2025 il 40-50% di tutti i veicoli prodotti dagli OEM includerà elementi di elettrificazione.

La fabbrica di Graz (quest'anno Magna festeggerà i 3 milioni di esemplari prodotti per conto degli OEM, compresi la Mini Countryman e la Mercedes Classe G) può produrre circa 200 mila vetture all'anno ma queste commesse potrebbero richiedere un ampliamento della capacità produttiva. Sappiamo infatti dei massicci piani di espansione in Slovenia (leggi del nuovo impianto Magna per MB, BMW e Mercedes) ma un portavoce ha rifiutato un commento riguardo il ventilato investimento miliardario. Una cosa è certa: Graz è quasi saturo e Magna sta già costruendo un nuovo impianto di verniciatura in Slovenia: arriverà anche l'assemblaggio?

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