Guidare un’auto “sorvegliata”: gli effetti psicologici della scatola nera

La scatola nera obbligatoria sulle auto mina la privacy? Ecco perché tendiamo ad essere più diligenti alla guida e a comportarci bene

24 febbraio 2022 - 19:00

Il regolamento UE 2019/2144 prevede che, da luglio 2022, le case automobilistiche potranno omologare i nuovi modelli solo se provvisti di scatola nera, mentre due anni più tardi, la scatola nera dovrà essere presente su tutte le auto di nuova immatricolazione. L’introduzione di questo obbligo divide l’opinione del settore automobilistico e dei conducenti. Se da un lato può fare da discriminante nei casi di incidenti e contribuire alla sicurezza stradale, dall’altro può farsi largo la strana sensazione di essere sorvegliati quando ci si trova alla guida. Ecco i possibili risvolti psicologici al volante.

LA SCATOLA NERA: RISORSA O PROBLEMA?

La scatola nera o meglio “Registratore di dati di evento” (in inglese Event data recorder o EDR) è un dispositivo in grado di registrare e memorizzare una serie di dati per un intervallo di tempo compreso tra gli istanti immediatamente precedenti e quelli immediatamente successivi a un incidente. Tali dati sono:

– La velocità;

– La frenata;

– La posizione;

– L’inclinazione del veicolo rispetto alla strada;

– Lo stato e la frequenza di attivazione di tutti i sistemi di sicurezza attiva e di prevenzione degli incidenti presenti sul mezzo.

Fondamentale è che la scatola nera o EDR non sarà disattivabile dal conducente e i dati registrati saranno protetti da manipolazioni e abusi. Questa ultima dichiarazione non convince, però, L’ETSC che, insieme a una coalizione di organizzazioni, ha scritto ai rappresentanti degli Stati membri dell’UE per delineare le preoccupazioni sulle specifiche per i registratori di dati elettronici a bordo dei veicoli che saranno obbligatori nell’UE a partire dal 2022.  L’European Transport Safety Council teme, infatti, che l’indirizzo normativo possa ridimensionare la loro efficacia reale. Il Regolamento sulle specifiche di questi sistemi obbligatori dal 2022, prevede una scatola nera che può dire cosa accade, ma non dove, per motivi di privacy.

GUIDARE UN’AUTO SORVEGLIATA: E’ DAVVERO UNA QUESTIONE DI PRIVACY?

Con l’avvento e la diffusione massiva delle nuove tecnologie, la definizione del termine “privacy” andrebbe un po’ rivista. In un mondo in cui, attraverso il proprio smartphone, si registrano tutte le attività quotidiane (dagli spostamenti in auto alla corsa, dai luoghi visitati alle persone frequentate), appellarsi alla tutela della propria intimità può essere paradossale. Perché, allora, contrastare le scatole nere che potrebbero salvare molte più vite in caso d’incidente, ma rischiano di essere limitate per motivi di privacy? Ricordiamo comunque che con le assicurazioni gli automobilisti hanno iniziato ad abituarvisi, se non altro per ricevere la scontistica prevista, anche se la maggiore diffusione potrà mettere le persone in condizione di autolimitarsi.  A questo proposito, comunque, il regolamento UE garantisce che l’EDR non potrà registrare e memorizzare in alcun modo dati o informazioni che possano consentire di individuare il singolo veicolo o il suo proprietario. Viene, dunque, garantito l’anonimato. Tuttavia gli stessi dati saranno a disposizione delle autorità nazionali ai fini della ricerca e dell’analisi in relazione a un eventuale sinistro. Potranno, dunque, servirsene le Forze dell’ordine per ricostruire la dinamica di un incidente e attribuirne le responsabilità ai fini giuridici e assicurativi. La tanto temuta scatola nera potrebbe trasformarsi, così, in un valido alleato!

SENTIRSI SORVEGLIATI: QUALI CONSEGUENZE PSICOLOGICHE?

L’obbligatorietà di questo strumento potrà andare ad ampliare la sensazione di sentirsi osservati, spiati nei tragitti e nei comportamenti alla guida. Quando sa di “non essere solo”, in una qualunque situazione quotidiana, l’uomo tende per sua natura a comportarsi meglio. Il timore di un giudizio negativo da parte di chi ci osserva, ci porta, quasi inconsciamente, a essere verosimilmente impeccabili. Da questo punto di vista, quindi, non si andrebbe ad agire soltanto in caso d’incidente, ma si potrà ben sperare in un miglioramento dei comportamenti alla guida a tutto tondo. L’obbligo di scatola nera sulle nuove auto rientra, perciò, in un quadro normativo ben più ampio che riguarda la sicurezza generale e la protezione degli occupanti dei veicoli e degli altri utenti vulnerabili della strada.

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