Cinture di sicurezza

Cinture di sicurezza: l’importanza di usarle e l’esempio storico di Ickx

L'importanza di usare le cinture di sicurezza, ancora sottovalutata da molti, e l’esempio di Jacky Ickx alla 24 ore di Le Mans del '69 che passò alla storia

21 giugno 2021 - 14:30

Probabilmente ci sono fin troppe persone che ancora sottovalutano l’importanza delle cinture di sicurezza, anche sui sedili posteriori, e continuano a non usarle (e a non farle usare a tutti i passeggeri). Un atteggiamento stupido e incosciente, oltre che vietato dalla legge, perché in caso di incidente le cinture sono uno dei più essenziali meccanismi di protezione per chi si trova all’interno dell’autovettura e possono ridurre il rischio di morte fino al 50% (dati ACI). Oggi l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza in auto lo diamo per scontato, eppure l’Italia lo ha reso tale soltanto nel 1988 (per i soli posti anteriori, per i posteriori abbiamo dovuto attendere il 2006). E, incredibile ma vero, un tempo le cinture non erano obbligatorie neppure durante le competizioni sportive. Fino al gesto eclatante di un grande pilota, l’ex ferrarista Jacky Ickx, di cui vi racconteremo tra poco.

LE CINTURE DI SICUREZZA IN ITALIA E NEL MONDO

Un modello ‘preistorico’ di cinture di sicurezza fu concepito addirittura nel 1903, ma all’epoca le automobili andavano così piano che il dispositivo non venne ritenuto particolarmente utile. Dopo qualche effimero esperimento (ad esempio l’americana Tucker Torpedo del ‘48, primo modello con cinture di sicurezza di serie), solo all’inizio degli anni ‘60 le cinture iniziarono a diffondersi su larga scala, essendo stato provato che, se montate in modo corretto, potevano ridurre drasticamente la pericolosità dell’impatto del torace col volante in caso di brusca frenata.

La prima nazione al mondo a rendere obbligatorie per legge le cinture di sicurezza fu la Cecoslovacchia nel ‘69, seguì poi la Francia nel ‘73 e successivamente altri Paesi europei. Negli USA il primo stato a dichiararle obbligatorie fu il Massachusetts nel ‘75. Tuttavia ancora oggi non risultano obbligatorie in tutti gli stati della federazione. Stranezze Yankees…

L’Italia, lentamente come suo solito, iniziò dapprima, nel ‘76, a rendere obbligatori i soli attacchi delle cinture. Poi, con la legge n. 111 del 1988, impose sia la presenza delle cinture di sicurezza nelle auto che l’utilizzo da parte del conducente e del passeggero anteriore. Obbligo esteso nel 2006 anche ai passeggeri posteriori e successivamente nel 2010 anche a quadricicli leggeri (minicar), autobus non urbani e autocarri.

CINTURE DI SICUREZZA: PERCHÉ È IMPORTANTE USARLE

Le cinture di sicurezza riducono il rischio che, in caso di incidente stradale, il guidatore e i passeggeri urtino l’interno del veicolo o siano catapultati fuori al momento dell’impatto. I loro corpi infatti, se non trattenuti, continuerebbero a muoversi in avanti per inerzia e, con l’energia cinetica determinata dalla loro velocità, verrebbero proiettati contro il volante, il cruscotto e il parabrezza, che potrebbero sfondare procurandosi lesioni e venendo catapultati all’esterno. Il rischio di essere sbalzati fuori sussiste anche in caso di ribaltamento del veicolo. Le cinture si sicurezza servono anche a porre gli occupanti del veicolo nella postura più corretta possibile al fine di ridurre la violenza dell’impatto contro l’airbag e a evitare la collisione tra eventuali passeggeri posteriori verso chi occupa la parte anteriore del veicolo (è uno dei motivi per cui è importantissimo allacciare le cinture anche sui sedili di dietro).

L’OBBLIGO DELLE CINTURE DI SICUREZZA NEL CODICE DELLA STRADA ITALIANO

Nel Codice della Strada italiano l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza è regolato dall’articolo 172. In particolare si dispone che:

– il conducente e i passeggeri dei veicoli della categoria L6e, dotati di carrozzeria chiusa, e dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3, muniti di cintura di sicurezza, hanno l’obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia. I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative vigenti;

– chi non fa uso delle cinture di sicurezza è soggetto a una multa da 83 a 332 euro + la perdita di 5 punti patente. Quando il mancato uso riguarda un soggetto minorenne, della violazione risponde il conducente oppure, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. In caso di recidiva nel biennio si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

– Sono esentati dall’obbligo di uso delle cinture di sicurezza alcune categorie, tra cui le persone che risultino, sulla base di certificazione medica, affette da patologie particolari o che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all’uso delle cinture; e anche le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante.

Importante: in sede di liquidazione del danno da parte dell’assicurazione per un incidente, non è indifferente che il danneggiato indossasse o meno, al momento del sinistro, le cinture di sicurezza. Se, infatti, si dimostra che il mancato uso delle cinture ha contribuito a causare un danno maggiore di quello che si sarebbe verificato qualora queste ultime fossero state indossate, se ne terrà conto nella quantificazione del danno diminuendo l’importo spettante al danneggiato.

L’IMPORTANZA DELLE CINTURE DI SICUREZZA: L’ESEMPIO DI JACKY ICKX

E arriviamo adesso al celebre gesto di Jacky Ickx di cui abbiamo accennato all’inizio, che all’epoca contribuì non poco a sensibilizzare sull’uso delle cinture di sicurezza, anche nell’ambito della circolazione stradale. 24 Ore di Le Mans edizione 1969: Ickx, profondamente contrario alla fin lì classica (e pericolosissima) procedura di partenza della corsa, in cui i piloti attraversavano la pista correndo verso le vetture disposte a lisca di pesce, e iniziavano la corsa senza allacciarsi le cinture per non perdere decimi preziosi, mise in piedi una protesta eclatante che sarebbe passata alla storia (in alto potete vedere il filmato).

Al via, infatti, raggiunse l’auto a passo lento, si sedette a bordo del mezzo, allacciò correttamente le cinture e aspettò con calma che tutte le macchine fossero passate, per poi mettersi in marcia. Al primo giro accadde un tragico evento che dimostrò la fondatezza delle ragioni di Icks: il pilota John Woolfe, alla guida di una Porsche 917, perse la vita in un incidente mortale venendo sbalzato fuori dalla vettura, non avendo ancora indossato le cinture. Il violento scontro coinvolse un altro pilota, Chris Amon, che ne uscì invece indenne perché era stato tra i pochi ad allacciarsele. Alla fine Jacky Ickx non solo si aggiudicò la corsa al volante della Ford GT40, ma con il suo gesto convinse gli organizzatori a cambiare dall’anno successivo la procedura di partenza della 24 Ore, obbligando i piloti a partire già seduti a bordo e con le cinture di sicurezza allacciate.

N.B. immagine di copertina tratta dal sito Spirit of Le Mans.

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