Bici contromano e divieto di fumo: la riforma del CDS in bozza

Le modifiche al Codice della Strada ripropongono il controsenso ciclabile, limiti di velocità in autostrada e stretta sul fumo in auto

12 febbraio 2019 - 9:58

Finalmente il nuovo codice della strada si appresta a vedere uno spiraglio alla fine di un tunnel da cui le conclamate riforme e novità non sono mai uscite. In questo spiraglio risiede l'audizione alla Commissione dei Trasporti della Camera che valuterà proposte mai partorite realmente dai precedenti Governi, in primis l'autorizzazione per le bici ad andare controsenso. Ma di carne al fuoco ce n'è tanta: limiti di velocità autostradali di cui avevamo già anticipato la proposta, fumo in auto e distrazioni al volante. Tante novità che non sono esenti da sgambetti e “quattro frecce” come la stretta sull'esterovestizione anche per le auto in leasing che l'UNASCA ha impugnato in Commissione.

LA BICI AVRANNO LA PRECEDENZA Tra le novità più chiacchierate c'è il controsenso ciclabile, qualcosa che in molte città avviene già in barba al pericolo di finire ammazzati. Con la proposta al vaglio in Commissione Trasporti però si potrà pedalare in senso contrario a quello di marcia solo dove vige il limite di velocità di 30 km/h ma a prescindere da quanto è larga la strada e dai mezzi che possono percorrerla. Poi ci sono le proposte che rispondono alla carenza di piste ciclabili e alla convivenza stradale. Le bici potranno percorrere le corsie riservate ai taxi e ai bus (e qui ci sarà da capire come la prenderanno i tassisti, che però hanno già avuto la meglio sugli NCC con l'aiuto del Governo), potranno parcheggiare sul marciapiede e si potranno fermare più avanti delle auto agli stop e ai semafori dove avranno la precedenza. Un emendamento per la sicurezza propone l'introduzione del casco obbligatorio in bici come in altri Paesi europei.

LIMITE A 150, FUMO IN AUTO E PARCHEGGIO ROSA Torna alla ribalta anche il limite di velocità elevato a 150 km/h solo nei tratti più sicuri delle autostrade, l'inasprimento delle multe per chi guida con lo smartphone in mano e l'introduzione dei parcheggi rosa per le donne in attesa o le mamme accompagnate da bimbi piccoli. Proposte interessanti che già in passato sono passate per i tavoli tecnici senza diventare legge e più avanti capiremo perché. Tra le novità che riguardano i motociclisti c'è l'introduzione dell'obbligo di indossare abbigliamento tecnico protettivo oltre al casco, una misura che ha già riguardato di recente le nuove procedure per l'esame della patente A.

PERCHE' LE PROPOSTE RITORNANO COME EMENDAMENTI I lettori più attenti ricordano sicuramente tutte, o in parte, queste proposte che negli anni sono state annunciate, e se da un lato il Governo Conte sta provando a sbloccare meccanismi consolidati nelle stanze del potere, dall'altra deve scontrarsi con lobby ed elettori. Perché finché gli slogan che danno priorità agli italiani piacciono, allora i consensi non possono che aumentare, ma quando gli italiani sono chiamati per primi a rispettare regole più severe, allora nascono i problemi e cala l'approvazione del popolo. Poi ci sono le lobby da affrontare, che – come riporta Maurizio Caprino del Sole 24 Ore -, sono i fattori di maggiore criticità nelle audizioni delle Commissioni alla Camera. Se anche stavolta finirà con emendamenti scomodi riposti in soffitta aspettando tempi migliori o le proposte più utili a migliorare la sicurezza stradale diverranno legge, lo scopriremo prossimamente.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto senza assicurazione cosa si rischia

Codice della Strada: la mini riforma slitta al 2020

Black Friday 2019: le offerte FCA durano fino al 2 dicembre

Auto usate certificate: brumbrum apre la prima fabbrica della qualità