Vince la lobby dei taxi: il Governo affonda NCC e Uber

Il Governo del cambiamento non cambia il mercato dei Taxi. Con il DDL semplificazioni alza i paletti agli NCC ed Uber

30 gennaio 2019 - 11:16

Il DDL semplificazioni che avrebbe dovuto placare una guerra di interessi tra Taxi e NCC in realtà propone un quadro normativo più chiaro, come era stato richiesto da entrambe le parti ma marcatamente a favore delle lobby dei taxi. Con i recenti emendamenti infatti gli NCC (e con essi anche i servizi di Uber legali in Italia) saranno sempre più alienati in barba ai principi di apertura alle imprese, all'innovazione dei trasporti e dei servizi di mobilità. Le auto nere a noleggio con conducente avranno importanti limitazioni per non fare concorrenza ai taxi, mentre le cooperative fanno la parte del leone nelle stanze del potere e nei confronti dei tassisti stessi. Ecco come stanno le cose.

LA SEDE OPERATIVA NEL COMUNE DI COMPETENZA Ci aveva provato Uber prima e ci ha provato Daimler qualche anno dopo a spaccare il mercato chiuso dei servizi di piazza con taxi e auto con conducente: Entrambi hanno trovato le lobby dei taxi sul piede di guerra e tra i due forse chi ci ha rimesso di più è l'azienda californiana che sta volgendo sempre più i suoi interessi a una piattaforma globale aperta di trasporti, intuendo che almeno in Italia la guerra contro i taxi è persa dall'inizio. La conferma arriva con i recenti emendamenti a svantaggio degli NCC che nelle scorse ore hanno scatenato proteste, disordini e scontri con la Polizia davanti a Palazzo Madama sede del Senato. Tra le novità già discusse del DDL semplificazioni i provvedimenti che affondano gli NCC riguardano sostanzialmente la sede operativa (l'autorimessa) e il numero di corse giornaliere che ogni conducente può fare prima di ritornare all'autorimessa. I paletti più stringenti per il servizio di noleggio auto con conducente riguardano sicuramente il divieto di sostare su suolo pubblico come i taxi: gli NCC potranno occupare la sede stradale solo in attesa del cliente o durante l'erogazione del servizio. Inoltre, “la sede operativa del vettore e almeno una rimessa devono essere situate nel territorio del comune che ha rilasciato l'autorizzazione. È possibile per il vettore disporre di ulteriori rimesse nel territorio di altri comuni della medesima Provincia o area metropolitana in cui ricade il territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione, previa comunicazione ai Comuni predetti, salvo diversa intesa raggiunta in Conferenza unificata entro il 28 febbraio 2019”.

GLI NCC NON POTRANNO PASSARSI I CLIENTI “AL VOLO” Quante volte avete prenotato un Taxi via app e siete stati rimbalzati da più di un'auto in arrivo nonostante avesse la targa segnalata dal gestore del servizio? Un inconveniente che può capitare a causa di traffico, ritardi e difficoltà legate a un servizio su gomma, ma non agli NCC che dovranno iniziare e terminare ogni servizio dall'autorimessa. Una pesante limitazione che penalizza gli NCC che in caso di ritardi di un cliente o slittamento di una corsa non potranno più passarsi i clienti tra loro, anche se lavorano per la stessa azienda. Fa eccezione il caso previsto dal DDL in cui “l'inizio di un nuovo servizio può avvenire senza il rientro in rimessa, quando sul foglio di servizio sono registrate, sin dalla partenza dalla rimessa o dal pontile d'attracco, più prenotazioni di servizio oltre la prima, con partenza o destinazione all'interno della Provincia o dell'area metropolitana in cui ricade il territorio del Comune che ha rilasciato l'autorizzazione”.

REGISTRO AL CED E CONTROLLI SERRATI Oltre a predisporre una registrazione obbligatoria con un albo pubblico informatico nazionale per Taxi e NCC presso il CED del Ministero dei Trasporti, gli autisti che operano servizi di trasporto con conducente dovranno munirsi di un foglio di trasporto. In attesa di maggiori chiarimenti sul formato elettronico da usare gli NCC potranno utilizzare modelli su carta poi “è previsto l'obbligo di compilazione e tenuta da parte del conducente di un foglio di servizio in formato elettronico, le cui specifiche sono stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministero dell'Interno”. Il foglio di servizio in formato elettronico deve riportare targa del veicolo; nome del conducente; data, luogo e chilometri di partenza e arrivo; orario di inizio servizio, destinazione e orario di fine servizio; dati del fruitore del servizio da esibire durante i controlli su strada. Insomma, emendamenti che tutto sembrano tranne che semplificare, liberalizzare e aprire alle imprese.

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