Beppe Grillo: infrazioni al Codice della strada. E la riforma morale?

L'auspicio è che non faccia come i politici in auto blu che calpestano codice e buon senso

26 marzo 2013 - 7:00

Ecco cosa raccontano i testimoni: qualche giorno fa, Beppe Grillo sarebbe salito sulla Kia Carnival, come passeggero, dopo essere stato a consulto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E fin qui, la storia quadra, ci sono anche le immagini a testimoniarlo. Ma l'autista avrebbe commesso una serie lunghissima di infrazioni al Codice della strada, per scappare dai giornalisti.

DUE PROBLEMI – In tutto, la Carnival di Grillo sarebbe passata con il rosso tre volte, avrebbe fatto inversione a U dove non era consentito, sarebbe transitato nella corsia preferenziale riservata ai mezzi pubblici e alle auto blu. In attesa di eventuali smentite del comico genovese, evidenziamo due problemi. Il primo guaio riguarda la sicurezza stradale, che viene messa a repentaglio da qualsiasi individuo, sia esso un comune cittadino, sia una persona che ha fatto un utilizzo molto scaltro del Web come Grillo. Il secondo aspetto è che uno dei comportamenti più odiosi di un politico è infrangere il Codice della strada e godere di una sorta di impunità, che gli consente di non ricevere neppure una multa. Se Beppe Grillo vuole rompere col passato, che inizia a non commettere quest'errore madornale.

LA QUESTIONE ETICA – È anche giusto che Grillo (il quale fra l'altro è contro l'auto) voglia portare una ventata di rinnovamento nel Paese, eliminando quel male chiamato corruzione politica; però deve essere lui il primo a dimostrare la volontà di riformare eticamente il Paese, partendo dall'auto. Non se ne può più di macchine di servizio dei politici costosissime e che infrangono il Codice della strada, così come gli italiani ne hanno fin sopra le orecchie di politici che fanno il male della propria nazione, e l'auspicio è che anche la Kia Carnival di Grillo rispetti le regole, tanto per cominciare l'opera di riforma morale più profonda. Sulla faccenda, è intervenuto il Codacons: “Considerata la pericolosità delle violazioni commesse, abbiamo deciso di inviare una formale richiesta alla Polizia municipale di Roma, affinché sanzioni l'autista di Beppe Grillo con provvedimenti adeguati alla gravità degli illeciti, valutando anche il ritiro della patente”. Per il Codacons, però, occorre accertare anche il comportamento di giornalisti e fotografi che hanno dato vita a un inseguimento in pieno centro: l'associazione chiederà alla Procura di Roma se vi siano gli estremi per procedere per le fattispecie di molestie e violenza privata.

2 commenti

Alberto
12:26, 26 marzo 2013

Articolo veramente ridicolo, com'è, pure, ridicola l'associazione che pur di avere visibilità non sa proprio a cosa attaccarsi. Chi è senza peccato scagli la pietra! diceva Gesù. E' possibile controllare negli archivi dei VV.UU le infrazioni dei dirigenti di detta associazione?

Daniele
14:18, 26 marzo 2013

Francamente non capisco lo scopo delle critiche di ferri e Lapo. A prescindere dal ruolo di Grillo, la persona resta comunque un personaggio di spicco e, come tale, ci si aspetta che dia buon esempio, se non altro per il seguito mediatico che riscontra. Se ben ricordo qualche giorno fa è stato scritto un articolo nel quale si criticava il Papa per non aver indossato le cinture.
Credo sia normale che un sito che da anni si batte per la sicurezza stradale faccia notare certi comportamenti. Personalmente non vi trovo nulla di diffamatorio o insignificante, ne tantomento di ridicolo.

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