Autovelox nei box: il Ministero li vieta ma i Comuni se ne infischiano

Assurdo caos all'italiana: il Comune di Bassano del Grappa attiva i finti autovelox a bordo strada dopo che il Ministero li aveva vietati

31 agosto 2015 - 9:00

Ennesima puntata della telenovela Velo OK, conosciuti anche come Speed Check: i box di colore arancione o blu a bordo strada, che all'interno non contengono la telecamera per il controllo della velocità. Sì, avete letto bene: non contengono. Fanno da deterrente, senza multare: l'automobilista col piede pesante, ignaro del fatto che il box sia vuoto, alza il piede dall'acceleratore, a beneficio della sicurezza. Da anni, si discute sulla loro legittimità, tanto che il ministero è stato chiamato a emanare diverse circolari in materia; e ora, a rendere più complicate le cose, ci pensa Bassano del Grappa (Vicenza), come leggete più in basso.

CON L'AUTOVELOX – Stando al gazzettino.it, a Bassano, saranno rese attive entro le prossime settimane le postazioni fisse per i controlli della velocità tramite Speed Check presenti attualmente in sette punti della città. Per la precisione, viale Scalabrini e via Colbacchini, contrà Sasso Rosso e via Tenente Cavalli, viale Asiago civico 309, via Ca' Dolfin civico 1 e 152, strada Cartigliana civico 133 i punti interessati. Da diversi anni il comando della polizia locale ha in dotazione uno strumento mobile di rilevazione della velocità modello autovelox 104/c2 che però da molto tempo era inutilizzato poiché non conforme alle nuove norme del Codice della strada. Ora lo strumento è idoneo per l'utilizzo, almeno così dice l'amministrazione, e sarà collocato all'interno delle sette postazioni alla presenza di agenti di controllo per tutto il periodo di funzionamento.

PER LA SICUREZZA – “L'eccesso di velocità – spiega il sindaco di Bassano, Riccardo Poletto – è la principale causa di incidenti stradali. Una prossima postazione sarà posizionata in via Motton dove anche di recente si è verificato un sinistro mortale”. L'autovelox sarà installato all'interno di ciascun box a rotazione, con l'importante finalità di rendere credibili questi supporti ai conducenti dei veicoli che, a quel punto, non sanno se sia presente o meno il rilevatore. Il tutto, naturalmente, segnalando preventivamente le postazioni. Dal momento in cui gli Speed Check saranno operativi, nel sito internet comunale verrà posta evidenza settimanale delle postazioni presidiate giorno per giorno, lasciando, ovviamente, l'incognita degli orari specifici.

QUANTA CONFUSIONE – La decisione del comune di Bassano non fa che accrescere il caos. Il 19 marzo 2014, l'allora ministro dei trasporti Maurizio Lupi aveva dichiarato: “I finti autovelox sono fuori legge e posso essere pericolosi. E il ministero che dirigo lo conferma”. In realtà, i manufatti porta autovelox, pur non essendo inquadrabili in nessuna tipologia prevista dalla normativa stradale, possono essere utilizzati come armadi di contenimento dei misuratori elettronici. Poi, come seconda puntata della telenovela degli autovelox finti nei box arancione, il 27 marzo 2014, si era svolto un incontro fra il ministro dell'Interno Angelino Alfano, il ministro Lupi e il presidente dell'Anci (Associazione comuni) Piero Fassino, da cui pareva fosse emerso che i box autovelox potevano essere installati e resi operativi soltanto se dotati di effettivi dispositivi di controllo. Il problema è che sulla questione degli armadietti porta autovelox spetta ai ministeri mettere la parola fine alla questione. Per giunta, come segnala poliziamunicipale.it, ad aprile 2014, sono arrivati due pareri del ministero dei Trasporti (sì, proprio quello di Lupi) che contraddicono quanto diceva l'ex ministro: nessuna disposizione normativa impedisce ai comuni di installare gli armadietti porta autovelox dove meglio credono. Anche come semplici dissuasori. Purché ogni tanto venga effettivamente realizzato qualche controllo di polizia stradale ospitando un misuratore al loro interno.

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