Autostrade: svolta epocale su tariffe più basse e pedaggio unico

Con la rivoluzione tariffaria delle Autostrade il Ministro dei Trasporti annuncia tagli ai pedaggi e più controllo sugli investimenti per la sicurezza

24 gennaio 2019 - 11:14

Il Ministro dei Trasporti annuncia ufficialmente che entro 5 anni arriveranno tagli ai pedaggi autostradali; una novità che avevamo in parte anticipato sul pedaggio unico che, se andrà avanti, smantellerà il meccanismo degli aumenti autostradali basati su piani d'investimento. Lo promette il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli con un post facebook che anticipa un nuovo sistema di proporzionalità tra i servizi e infrastrutture offerti agli automobilisti e il costo del pedaggio.

IL POST FACEBOOK DEL MINISTRO DEI TRASPORTI “Dopo aver bloccato il rincaro dei pedaggi, ora stiamo lavorando per ridurli progressivamente attraverso un sistema tariffario unico che metterà fine ai maxi guadagni dei concessionari” scrive Toninelli su facebook. Il ministro spiega che con il Decreto Genova, con cui si è stabilito che la ricostruzione del Ponte sarà a carico di Autostrade per l'Italia (saranno comunque stanziati 30 milioni di euro l'anno fino al 2029 a garanzia della realizzazione dell'opera) “abbiamo affidato all'Autorità di Regolazione dei Trasporti il potere di determinare in maniera analitica gli aumenti al casello. Addio quindi ai vantaggi sproporzionati basati su piani di investimento mai realizzati, d'ora in poi verranno riconosciuti solo gli investimenti realmente fatti e pertinenti con i servizi autostradali”.

PER ORA LO STOP AGLI AUMENTI Se non si è ancora riusciti ad abbassare le tariffe, perlomeno con il Decreto Genova, si è imposto uno stop agli aumenti. “C'è già un lungo elenco di tratte che cambieranno presto le loro tariffe a beneficio di automobilisti e autotrasportatori e contiamo di applicare il nuovo sistema a tutte le concessioni autostradali nell'arco, al massimo, di cinque anni” – scrive Toninelli –  “Questi non sono interventi spot ma cambiamenti radicali al sistema delle concessioni autostradali che rimettono al centro l'interesse di tutti i cittadini che viaggiano”. Una vera rivoluzione segnata anche dall'affidamento del compito di definire analiticamente l'equilibrio tra investimenti-benefici-pedaggi all'Autorità di regolamentazione dei Trasporti, ma che potrebbe essere una missione non tanto semplice da portare a compimento.

A COSA VA INCONTRO IL PIANO DI TONINELLI Le difficoltà sostanziali che il Governo potrebbe incontrare nell'imporre un abbassamento delle tariffe sono sostanzialmente le stesse per le quali non ha ancora depennato la promessa di togliere la concessione ad Autostrade dopo il crollo del Ponte di Genova, come spiega Maurizio Caprino del Sole 24 Ore. Tra i maggiori scogli da superare ci sarebbe l'impegno di rispettare le convenzioni con i concessionari e il rischio di spaventare gli investitori (quelli nuovi che potrebbero o vorrebbero subentrare ad altri). E poi il fatto che per impedire i rincari bisogna passare attraverso un piano di controlli del MIT per poi contestare eventuali inadempienze degli impegni presi rispetto ai rincari dei pedaggi richiesti. Vedremo quanto Toninelli riuscirà a smuovere un sistema delle Autostrade che negli anni ha affondato sempre di più le sue radici nelle stanze del Ministero.

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