Autostrade più care dal 2018: pedaggio in aumento del 2,74%

A partire dal 1 Gennaio 2018 sono stati confermati rincari su tutta la rete autostradale italiana, con picchi del +52%. Ecco le tratte interessate

30 dicembre 2017 - 12:31

Un inizio di 2018 decisamente poco felice per chi viaggia in autostrada, con l'aumento delle tariffe di percorrenza sulle autostrade italiane. Un aumento che arriva dopo quello del 2017 e che interesserà tratte autostradali sia al nord che al sud dello Stivale. Un incremento dovuto dalla necessità di recuperare degli investimenti effettuati negli ultimi anni e che, appunto, colpirà più tratte autostradali. L'incremento medio, calcolato sulla base delle tariffe del 2016, sarà del 2,74% causando variazioni più o meno sensibili. Andiamo a scoprire, nel dettaglio, quali saranno le nuove tariffe.

MAGGIORI RINCARI IN VALLE D'AOSTA Anno nuovo, tariffe nuove. Come già successo ad inizio 2017, bisogna registrare dei rincari in alcune delle autostrade più trafficate di tutta la rete italiana. Al nord è la RAV Aosta Ovest-Morgex a ricevere l'aumento più significativo, con un +52% sul tragitto di 31 chilometri (da 5,60 euro a 8,40). Non da meno alcuni ritocchi avvenuti al centro, con la Strada dei Parchi – l'autostrada di collegamento tra Roma e Teramo – che riceverà un +12,8%, e al sud con Autostrade Meridionali che segnerà un +5,98% dal 1 gennaio 2018. 3 casi molto particolari infatti, a differenza delle altre tratte che hanno ricevuto un rincaro, in queste tre autostrade a pesare sono i recuperi di adeguamenti relativi ad esercizi precedenti, che avrebbero causato un aggravio di oneri per l'Amministrazione. Incidenza comunque limitata, se si calcola il volume di traffico interessato. Altri casi da segnalare sono il +13,9% della Milano Serravalle-Milano Tangenziale e il +8,34% della Torino Milano – con la BreBeMi che resta una delle tratte più care in Italia.

INCREMENTI PIÙ CONTENUTI IN ALTRI CASI Nonostante i casi limite, riportati poco più su, per il resto delle tratte si registrano incrementi davvero minimi. Invariati i tratti Prato Est-Firenze Ovest, Gallarate Ovest-Vergiate Sesto Calende e Padova Est-Venezia Mestre, e rincari molto contenuti – si parla di circa 10 centesimi di euro – per i tratti San Cesareo-Roma Sud, Binasco-Milano Ovest, Lodi-Milano Sud, Milano Est-Bergamo, Roma Nord, Orte e Firenze Sud-Firenze Scandicci. Complessivamente, il rincaro medio registrato si attesta intorno al 2,74%, con variazioni che rientrano in linea con il tasso d'inflazione corrente e che, a parte i casi speciali già analizzati, non si discostano troppo dalla tariffa già in atto. La Liguria è, probabilmente, la regione che più accusa tali rincari, visto che per il gruppo Sias – il principale fra quelli del nord-Ovest – l'aumento medio delle tariffe è pari al 3,02% e comprende gran parte delle autostrade che passano o portano a città come La Spezia, Ventimiglia e Sestri Levante.

DIVERSI FATTORI ALLA BASE DELL'AUMENTO Quali cause alla base di tale provvedimento? Diversi i fattori come i parametri legati all'inflazione, al recupero della produttività e recupero degli investimenti. In tema di investimenti, sono stati conteggiate le spese sostenute dalle società nel periodo compreso tra il 1 ottobre 2016 ed il 30 settembre 2017. Una cifra pari a 755 milioni di euro di cui 487 milioni sono stati riconosciuti ai fini della remunerazione. Caso analogo avvenne nel 2017- qui il nostro approfondimento -, con un incremento complessivo più basso rispetto a quello di quest'anno, attestandosi intorno allo 0,7%. Riguardo a questi rincari, è intervenuto Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale dei Consumatori: “Si tratta di aumenti inaccettabili. Anche se il rialzo medio dei pedaggi sulla rete autostradale è del 2,74%, ci sono incrementi bulgari. Avere rincari del 13,91%, come per la Milano Serravalle, vuol dire mandare in tilt i bilanci di quei pendolari costretti a prendere quella tratta”. Una situazione delicata che conoscerà sicuramente nuovi risvolti nei prossimi mesi – non perdetevi la nostra guida sui 10 errori da non commettere una volta che si arriva al casello.

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