Autostrade Germania a pagamento: i motivi dello stop alla vignetta

Europa contro la Germania: la vignetta delle autostrade solo per gli stranieri discrimina. Perché non è partita la procedura d'infrazione?

24 marzo 2017 - 17:59

La questione non nasce oggi: come finanziare, dato che non si paga il pedaggio, l'efficiente rete autostradale tedesca? Meglio: il finanziamento c'è già tramite le tasse dei residenti e quindi la questione si sposta al come far pagare i non residenti che usano le autostrade in Germania. Le leggendarie (i patiti della velocità le idolatrano perché in diversi tratti non esistono limiti di velocità) Autobahn teutoniche, secondo l'ultima versione del progetto di legge, sarebbero quindi sovvenzionate dalle vignette, gli adesivi da attaccare sul parabrezza. Le vignette devono essere pagate da tutti ma poi i tedeschi recuperano i costi con detrazioni fiscali, escamotage bocciato ufficialmente dal Parlamento Europeo (leggi della proposta tedesca del pedaggio per stranieri che ha fatto infuriare l'Europa).

GIOCO DELLE TRE CARTE? La discriminazione in base al Paese di cittadinanza, uscita dalla porta, rientrava così dalla finestra perché alla fine le spese effettive per le vignette sarebbero state a carico soltanto dei non tedeschi. Lo schema è lo stesso di quanto proposto alla fine del 2013 (leggi che in Germania le autostrade sarebbero a pagamento solo per gli stranieri), a cambiare era soltanto la modalità di (non) pagamento: vignette a domicilio e gratis nella proposta più vecchia, rimborsate in quella più recente.

NODI AL PETTINE Dato che il risultato netto, alla fine di questi contorsionismi, sarebbe stato che gli unici a pagare sarebbero stati i non-tedeschi, il Parlamento Europeo ha avuto un sussulto di giustezza e sembra essersi ribellato all'influenza (chiamiamola così) della Germania. Il 15 marzo si è infatti votata una risoluzione, la 2017/2526, che si pronuncia contro il meccanismo della vignette alla tedesca; la risoluzione, registrando 510 voti favorevoli, 126 contrari e 55 astensioni, è stata quindi approvata con ampio margine. Fra i temi evidenziati dal testo votato dal Parlamento possiamo leggere che si è “considerato il principio di non discriminazione sancito dall'articolo 18 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e il diritto unionale che vieta la discriminazione in base alla nazionalità” e si è concluso che “il sistema di pedaggio tedesco previsto è probabilmente in contrasto con i principi di 'non discriminazione', 'chi usa paga' e 'chi inquina paga'”. L'azione promossa dalla confinante Austria ha evidentemente trovato sponde positive fra gli altri Paesi ma le Istituzioni europee stigmatizzano i sistemi nazionali differenti (l'Austria usa le vignette ma le fa pagare a tutti), sottolineando che “i pedaggi differenti hanno un impatto negativo sui cittadini delle regioni frontaliere che hanno a che fare con sistemi nazionali diversi e relativi costi e difficoltà. I sistemi tariffari delle infrastrutture stradali per qualsiasi veicolo a motore dovrebbero essere elettronici e basati sulla distanza e sull'inquinamento prodotto e si dovrebbe spingere per l'armonizzazione del servizio europeo di telepedaggio SET” (leggi del pedaggio unico europeo).

INFRAZIONE SOSPESA, PERCHÉ? Se una tariffazione di questo tipo trovasse attuazione in tutta la UE il sistema dei trasporti non potrebbe che avvantaggiarsi: un segnale in questo senso lo si è potuto scorgere in Belgio, grazie al suo sistema free-flow di pedaggio via satellite. La vicenda dei Pkw-Maut tedeschi ha comunque lasciato strascichi velenosi: sempre nella risoluzione votata si può leggere infatti che “si chiedono alla Commissione dettagli tecnici e legali dell'accordo del 1 dicembre 2016 tra il Presidente della Commissione e il ministero tedesco dei trasporti e di chiarire gli aspetti giuridici e politici relativi al motivo per cui l'accordo del 1 dicembre 2016, che non impone un onere ai cittadini tedeschi e mantiene quindi una discriminazione basata sulla nazionalità, sia stato considerato sufficiente per sospendere la già avviata procedura d'infrazione contro la Germania per gli stessi motivi”.

 Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia-PPE e membro della Commissione Trasporti, ha evidenziato che “Da un lato abbiamo un sistema differenziato sulla base della nazionalità, dall'altro una procedura di infrazione che è stata sospesa senza capire bene il perché”. Il tema è scottante e non a caso le vignette sarebbero introdotte nel 2019, dopo le 2 tornate elettorali (politiche quest'anno e regionali nel 2018) che interesseranno la Germania. Imporre un pedaggio sulle auto straniere è diventata una questione politica scottante in Germania e in particolare in Baviera, base del potere del ministro dei trasporti Dobrindt; ricordiamo che la Germania è uno dei pochi paesi dell'UE a non far pagare pedaggi.

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