Toyota RAV4 Plug-in 2021: cosa non va nel test dell’alce?

La Toyota RAV4 Plug-in nel test dell’alce: ecco cosa cambia rispetto alla versione Ibrida e le reazioni durante una manovra di evitamento dell’ostacolo

3 settembre 2021 - 10:53

La Toyota RAV4 Plug-in è stata sottoposta al test dell’alce per verificare a quale velocità una sterzata improvvisa può mettere in difficoltà il conducente. Come tutti i SUV, e in particolare quelli dotati di un pacco batterie, anche la Toyota RAV4 Plug-in mostra qualche sbavatura dovuta al baricentro più alto, ma anche ai freni. Il video del test dell’alce della Toyota RAV4 Plug-in è realizzato dal magazine spagnolo Km77, specializzato in test e prove su strada. Ecco in cosa consiste il test dell’alce e cosa succede con una sterzata improvvisa alla guida della Toyota RAV4 Plug-in.

COME AVVIENE IL TEST DELL’ALCE

Il test dell’alce (o Moose Test) si basa sulla norma ISO 3888-2. In pratica il collaudatore al volante dell’auto da testare guida fino a una velocità di prova costante. Quando arriva a un punto contrassegnato dai coni sterza improvvisamente per evitare un ostacolo, che potrebbe essere un’altra auto o un animale selvatico. Prima della sterzata il conducente alza il piede dall’acceleratore e la manovra di evitamento avviene solo utilizzando il volante e senza alcun altro comando ma con il sistema di sicurezza ESP attivo. La sterzata si svolge in due fasi:

– l’evitamento dell’ostacolo, eseguito a una velocità sempre più alta nelle varie prove. Questo per verificare qual è il limite in cui il volante, le sospensioni, il telaio e gli pneumatici consentono un controllo gestibile anche davanti a un ostacolo imprevisto;

– il rientro nella traiettoria iniziale (un corridoio di coni largo 3 metri) senza richiedere eccessive correzioni di volante e senza abbattere coni. Si possono verificare in caso di sovrasterzo (tendenza al testacoda) o sottosterzo (le ruote anteriori scivolano lateralmente e l’auto allarga la traiettoria) entrambi comportamenti di un’auto che ha raggiunto i suoi limiti di stabilità;

Oltre al test dell’alce, la Toyota RAV4 Plug-in è stata messa alla prova anche nello slalom tra i coni a velocità costante (superiore a 60 km/h). In questo test la tendenza al rollio (l’auto si corica lateralmente) è esasperata per portare al limite l’aderenza degli pneumatici. Ecco come sono andate le due prove sulla Toyota RAV4 Plug-in nel video qui sotto.

TOYOTA RAV4 PLUG-IN: COME VA NEL TEST DELL’ALCE O MOOSE TEST

Al momento test dell’alce la Toyota RAV4 Plug-in era equipaggiata con pneumatici estivi Yokohama Avid GT 235/55 R19. Baricentro alto e peso (poco meno di 2 tonnellate) non permettono di superare la prova a 75 km/h (la velocità di riferimento è 77 km/h), nonostante le generose gomme. A 73 km/h invece la manovra di evitamento e rientro in traiettoria riesce senza particolari difficoltà. Da notare che l’intervento dell’ESC riesce in queste fasi a rallentare notevolmente l’auto (la velocità finale è appena 18 km/h), ma senza ostacolare le manovre del volante. Un intervento troppo brusco dell’ESC infatti tenderebbe a variare la traiettoria dove il conducente vuole indirizzare l’auto. “Con il RAV4 Hybrid (2019) abbiamo avuto difficoltà a mantenere il controllo perché l’auto difficilmente ha perso velocità durante la manovra. Con il RAV4 Plug-in Hybrid le reazioni sono state radicalmente diverse: facili da controllare e sicure, anche se più goffe”.

TOYOTA RAV4 PLUG-IN NELLA PROVA DELLO SLALOM

Nel test dello slalom la Toyota RAV4 Plug-in a oltre 60 km/h ottiene valutazioni positive sulle sospensioni. “Dinamicamente ci sono poche differenze tra la versione Plug-in e l’ibrido convenzionale. Le sospensioni sono orientate al comfort e lasciano una buona impressione per come riescono a filtrare l’asfalto. Gli elementi elastici che collegano la sospensione alla carrozzeria funzionano dolcemente. In questo senso la RAV4 è un’auto raffinata”. È la sintesi del magazine spagnolo, che però sottolinea anche una frenata migliorabile emersa nella prova generale: “Il risultato della prova di frenata è stato pessimo. Per fermarsi da 120 km/h ci sono voluti 60 metri rispetto a una media di circa 54 metri con auto di pari segmento”.

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