Sistemi ibridi a 48 Volt: tanti vantaggi e qualche limite

I sistemi ibridi a 48V con batteria potenziata stanno prendendo piede. Ecco vantaggi e limiti rispetto agli ibridi "veri"

3 luglio 2020 - 15:00

Tra le tante tecnologie di elettrificazione che si stanno diffondendo nel mondo dell’automobile ce n’è una che sta riscuotendo un successo crescente: i sistemi ibridi a 48V. Si tratta della cosiddetta mild-hybrid a 48 Volt  in grado di dare supporto al motore termico nelle fasi di accelerazione e in altre situazioni. Questa tecnologia è presente su vetture premium come Audi, Mercedes, BMW o Volvo, ma anche su modelli di brand più accessibili come Renault, Honda, Volkswagen o Kia. In certi casi permette di ridurre i consumi anche di più del 10%. Ecco come funziona, tra vantaggi e qualche limite.

Articolo aggiornato il 3 luglio 2020 alle ore 15:00

START&STOP EVOLUTI E SISTEMI A 48v

Tutti i sistemi a 48 Volt funzionano in modo molto intuitivo: il motore elettrico contribuisce al moto regalando una potenza aggiuntiva di circa 10 o 12 kW (13/15 CV), e una coppia extra di 100/150 Nm. Curiosamente, però, per quanto alimentati da batterie a 48 Volt, sono dotati di motori elettrici da 12 Volt. La batteria “sovradimensionata” viene preferita perché più affidabile e duratura. Però, proprio questa batteria, necessita di un alternatore/trasformatore per poter “dialogare” con il motore elettrico. Grazie all’alternatore, infatti, può cedere energia all’unità elettrica e può ricevere energia (e quindi ricaricarsi come avviene su auto elettriche e ibride tradizionali) durante la frenata e nelle fasi di rilascio dell’acceleratore. Solitamente, in un sistema a 48 Volt l’alternatore svolge anche la funzione di Start&Stop evoluto (analogalmente a come accade sulle “microibride”), permettendo lo spegnimento dell’auto che si sta per arrestare quando questa arriva al di sotto di velocità dell’ordine dei 20 km/h.

I SISTEMI A 48 VOLT CON FUNZIONE DI VELEGGIO

Ci sono però dispositivi evoluti che integrano una seconda funzione. Alcuni sistemi a 48 Volt, infatti permettono all’auto di spegnere del tutto il motore termico e di viaggiare per brevi tratti in modalità del tutto elettrica durante le fasi di veleggio (una funzione che può essere gestita anche da altre tecnologie, come il Preview Assistant di BMW). Audi, ad esempio, può farlo per velocità comprese tra i 55 e i 160 km/h, per un massimo di 40 secondi. Sui sistemi a 48 Volt più raffinati, alla seconda batteria è affidata anche l’alimentazione di tutta una serie di dispositivi aggiuntivi come i compressori, ma anche tutti i sistemi di ausilio alla guida e tutti quei dispositivi che necessitano un azionamento elettrico (pompe, attuatori, aerodinamica attiva, servizi elettrici accessori. ecc.).

I SISTEMI IBRIDI A 48 VOLT: LIMITI E VANTAGGI

I sistemi a 48 Volt saranno sempre più diffusi. Questo è dato per assodato da tutti i costruttori di auto. Il motivo è semplice: sono economici ma efficaci. Secondo uno studio del New York Times hanno il 70% dei vantaggi di un ibrido vero e proprio ma costano meno del 30%. Le Case, infatti, concordano nel dire che questa tecnologia sarà indispensabile nella corsa alla riduzione dei consumi. Inoltre, possono essere abbinati anche ai motori Diesel, a differenza degli ibridi, salvo qualche timido tentativo. Ma non è tutto oro quel che luccica. I sistemi a 48 Volt, infatti, al giorno d’oggi godono di tutti i vantaggi degli ibridi in tema di circolazione, accesso alle ZTL, esenzioni e agevolazioni fiscali. Non c’è garanzia, però, che questo privilegio possa durare a lungo. In uno scenario in cui la normativa antinquinamento si fa sempre più stringente, infatti, potrebbero non essere più considerati sufficienti, da soli, per garantire l’omologazione come ibrido di una vettura. Ma su questo è ancora tutto da definire.

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