Ferrari Luce
Montezemolo sotterra la Ferrari Luce: “Via il Cavallino da quella macchina”
Montezemolo durissimo contro la Ferrari Luce: una stroncatura in piena regola, a poche ore dalla presentazione
Montezemolo durissimo contro la Ferrari Luce: una stroncatura in piena regola, a poche ore dalla presentazione
Montezemolo sulla Ferrari Luce: “Via il Cavallino da quella macchina. Si rischia la distruzione di un mito. È una vettura che almeno i cinesi non ci copieranno“. Ma perché il top manager si esprime così? Per un manager che ha guidato la Ferrari per quasi 25 anni (dal 1991 al 2014), fondando il mito moderno sul sound dei motori termici (V8 e V12) e sull’esclusività meccanica, l’elettrica di Maranello rappresenta uno strappo imperdonabile. Avverte quindi una profonda frattura ideologica, estetica e culturale.
MONTEZEMOLO SPEGNE LA LUCE DELLA FERRARI
Per Montezemolo, il motore a combustione interna è l’anima stessa di una Ferrari. La transizione al full-electric cancella il rombo tradizionale, sostituito sulla Luce da un sistema che cattura le vibrazioni naturali dei componenti rotanti per equalizzarle e amplificarle (un approccio simile a quello di una chitarra elettrica). Per i puristi della vecchia guardia, questo artificio non può ereditare il DNA di Maranello. Lo stile della vettura, sviluppato in collaborazione con il collettivo LoveFrom di Jony Ive (ex capo del design Apple) e Marc Newson, rompe completamente con le proporzioni storiche del marchio. Si tratta di una berlina-liftback a 4 porte e 5 posti, pesante 2.260 kg a causa del pacco batteria da 122 kWh. L’ex vertice di Confindustria vede in queste forme e in questa architettura da “grand tourer” elettrica una standardizzazione che snatura la silhouette classica delle Rosse. D’altronde, anni addietro il top manager era stato chiaro: in passato aveva detto: “Non produrremo mai un’auto elettrica finché sarò presidente, neanche se fossi drogato“.
SCETTICISMO DIFFUSO
Le parole dell’ex presidente sono arrivate in concomitanza con un debutto difficile a Piazza Affari, dove il titolo Ferrari ha ceduto oltre il 6% subito dopo la presentazione. Le critiche di Montezemolo intercettano il forte scetticismo di una parte della clientela storica e dei collezionisti, spaventati dall’idea che l’elettrico possa “banalizzare” il brand uniformandolo al resto dell’industria automotive. Alla sua voce si è unita anche quella di Carlo Calenda: “La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile“.
STOCCATA DA FEDERCARROZZIERI
Le perplessità non risparmiano nessun aspetto della nuova vettura, a partire dal posizionamento di prezzo fino alle scelte estetiche. “Dal design al prezzo, la Ferrari Luce sembra scontentare un po’ tutti. La delusione più cocente è quella degli automobilisti e degli appassionati, che sembrano bocciare su tutta la linea la prima vettura elettrica della Ferrari, la cui estetica risulta lontana anni luce dalla tradizione di Maranello“, attacca Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri. L’approccio della Casa alla transizione ecologica totale si sta quindi rivelando un terreno decisamente scivoloso. Secondo l’associazione degli autocarrozzieri, la strada intrapresa potrebbe presentare un conto salato a livello di brand identity. “Una strategia quella adottata da Ferrari per l’elettrico che apparirebbe sbagliata – conclude Galli – e che potrebbe rivelarsi un boomerang per il costruttore“.
FERRARI IN DIFESA
Di contro, l’attuale dirigenza guidata da John Elkann difende il progetto, sostenendo che la Luce traghetti nel futuro i valori di innovazione e prestazioni del Cavallino (l’auto eroga comunque 1.050 CV tramite quattro motori indipendenti con tecnologia Halbach di derivazione F1). “La nuova fonte di energia, i motori elettrici di progettazione Ferrari e le avanzate soluzioni ingegneristiche hanno permesso di creare un’architettura completamente nuova, che esaltasse al tempo stesso prestazioni, percezione di lusso e spaziosità“. Ma per Montezemolo, quel logo su una vettura del genere rischia solo di diluire un mito intramontabile. Si resta in attesa delle repliche di Maranello, cui daremo spazio.