Punti di ricarica auto elettriche incentivi 2019 Puglia

Dichiarazione dei redditi 2020: detrazione del 50% sulle colonnine di ricarica

A partire dalla dichiarazione dei redditi 2020 si può chiedere la detrazione del 50% sulle spese d'installazione delle colonnine di ricarica in condomini e spazi privati

16 gennaio 2020 - 12:56

Con la dichiarazione dei redditi 2020 si può finalmente chiedere la detrazione del 50% sui costi d’installazione delle colonnine di ricarica per le auto elettriche, introdotta lo scorso anno. L’Agenzia delle Entrate ha presentato infatti la versione definitiva e le istruzioni dei nuovi modelli 730, Unico, Iva e 770 per l’anno corrente, che tra le numerose novità contemplano proprio la detrazione per le spese di realizzazione dei punti di ricarica elettrica in condomini e spazi privati.

COME FUNZIONA LA DETRAZIONE DEL 50% SULLE COLONNINE DI RICARICA

Come probabilmente ricorderete, la detrazione fiscale del 50% sui costi sostenuti per l’installazione di colonnine di ricarica è stata inserita nella Legge di Bilancio 2019, come misura accessoria dell’Ecobonus per l’acquisto di auto e moto elettriche. Più dettagliatamente, il riconoscimento della detrazione è per le spese sostenute (e documentate) dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 relative all’acquisto e alla posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, inclusi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino a un massimo di 7 kW. La detrazione dev’essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo e calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro.

REQUISITI PER ACCEDERE ALLA DETRAZIONE SUI COSTI DI INSTALLAZIONE DELLE COLONNINE

Per accedere all’agevolazione fiscale le infrastrutture di ricarica devono essere dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard non accessibili al pubblico. Ciò significa, come del resto abbiamo anticipato all’inizio, che si possono detrarre del 50% solo le colonnine poste a servizio di condomini o delle singole abitazioni, non quelle a uso pubblico. Inutile sottolineare che si tratta di una misura utile e necessaria, soprattutto alla luce delle disposizioni dettate dal Dl 257/2016, diventato pienamente operativo dal 2018, secondo cui gli edifici di nuova costruzione, con almeno 10 unità abitative, devono essere predisposti per l’installazione di colonnine di ricarica in numero non inferiore al 20% dei posti disponibili. Mentre negli edifici non residenziali con superficie utile di almeno 500 metri quadri deve potersi installare una colonnina per ciascun posto auto. Qui spieghiamo le procedure per installare le colonnine nei condomini.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2020: LA DETRAZIONE PER INCENTIVARE LA DIFFUSIONE DELLE COLONNINE

Gli incentivi per l’installazione delle colonnine decisi dal Governo italiano sono una conseguenza della politica filo-ecologista dell’Unione Europea, che punta all’incremento dei punti di ricarica per centrare l’obiettivo ‘emissioni zero’ entro il 2050 (ovvero la completa eliminazione dei veicoli con motore termico). Obiettivo che prevede come primo step la messa in circolazione di 44 milioni di veicoli elettrici nel 2030, per cui servirebbero almeno 3 milioni di punti di ricarica. Attualmente, però, siamo fermi a 185 mila colonnine su tutto il territorio UE, sarà quindi il caso di darsi una mossa.

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