BMW, Zipse saluta sparando a zero sull’UE: “Sull’auto ha sbagliato tutto”
Oliver Zipse conclude la presidenza BMW criticando aspramente i divieti europei che sostituiscono il mercato con imposizioni ideologiche e protezionismo dannoso
Oliver Zipse conclude la presidenza BMW criticando aspramente i divieti europei che sostituiscono il mercato con imposizioni ideologiche e protezionismo dannoso
In occasione della 106ª assemblea generale di BMW, Oliver Zipse ha concluso il suo mandato alla presidenza del Consiglio di amministrazione lasciando un messaggio di forte rottura verso le attuali politiche comunitarie (ribadendo il suo pensiero). È un passaggio di consegne programmato che vede Milan Nedeljković assumere la guida del gruppo bavarese. Zipse ha approfittato dell’ultimo discorso ufficiale per denunciare quella che definisce una gestione miope della transizione ecologica da parte di Bruxelles: il top manager ha ribadito la necessità di un approccio tecnologicamente neutro, mettendo in guardia l’Europa dai rischi economici derivanti dall’abbandono forzato dei motori a combustione interna entro il 2035, con la scommessa sull’auto elettrica.
ATTACCO DI ZIPSE (BMW) ALL’UE
L’imposizione di dazi UE sulle auto elettriche cinesi viene letta da Zipse come una strategia potenzialmente autolesionista: le barriere doganali non solo rischiano di ritorcersi contro l’Europa, ma mettono in discussione l’intero impianto delle politiche comunitarie. L’ostacolo ai veicoli d’importazione potrebbe rallentare la transizione energetica, rendendo più difficile il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Le misure volte a proteggere il Made in Europe – è il suo pensiero – sono considerate controproucenti. Invece di stimolare la competitività, rischierebbero di danneggiare l’industria locale, i consumatori (che affronterebbero prezzi più alti) e gli sforzi di salvaguardia ambientale. Il presidente uscente ha tracciato un bilancio della sua gestione, sottolineando come BMW sia riuscita a mantenere una redditività elevata nonostante le turbolenze dei mercati.
IL MERCATO LIBERO SOSTITUITO DA DIVIETI E PROTEZIONISMO
Bruxelles viene accusata di sostituire il libero mercato con una serie di divieti dogmatici. Zipse ha spiegato che limitare lo sviluppo dei motori endotermici a favore esclusivo delle batterie espone l’Europa a una pericolosa dipendenza dai fornitori asiatici di materie prime: questo approccio viene descritto come un protezionismo al contrario, che finisce per indebolire le aziende locali anziché proteggerle. Il manager ha esortato le istituzioni a non ignorare il potenziale dei carburanti sintetici e dell’idrogeno, tecnologie fondamentali per garantire una mobilità sostenibile che sia anche accessibile alla maggioranza della popolazione mondiale.

MILAN NEDELJKOVIĆ E IL NUOVO CORSO DI BMW
Con il passaggio del testimone a Milan Nedeljković, BMW si appresta a navigare in una fase di attuazione pratica delle strategie delineate negli ultimi anni. Nedeljković, già responsabile della produzione, eredita il compito di rendere operativa la Neue Klasse, la nuova generazione di veicoli che dovrà rispondere alle sfide della digitalizzazione e dell’elettrificazione. La sfida per il nuovo CEO sarà quella di coniugare le rigide richieste ambientali della UE con la filosofia aziendale della “Power of Choice”. Mantenere linee produttive flessibili sarà essenziale per adattarsi a scenari in cui l’elettrico puro fatica ancora a imporsi senza massicci aiuti statali.
IL RISCHIO DI UNA DEINDUSTRIALIZZAZIONE FORZATA
Zipse ha avvertito che l’insistenza su target di emissioni irrealistici per il 2025 e il 2030 potrebbe portare a una contrazione permanente del settore industriale in Germania e nel resto del continente: le multe previste dalla normativa rappresentano, secondo la visione del manager uscente, un prelievo di capitale che viene sottratto alla ricerca e allo sviluppo proprio quando ce ne sarebbe più bisogno. La preoccupazione è che l’industria dell’auto, pilastro del PIL europeo, perda la sua capacità di generare valore e occupazione di qualità: il grido d’allarme punta a sensibilizzare i decisori politici affinché rivedano i tempi della transizione rendendoli compatibili con la realtà industriale.
IL FUTURO DELLA NEUTRALITÀ TECNOLOGICA
Il lascito di Oliver Zipse è una difesa strenua della libertà tecnologica: ha concluso il suo intervento ribadendo che non esiste una soluzione unica per la riduzione delle emissioni su scala planetaria. Mentre l’Europa spinge verso l’elettrico totale, altre aree geografiche continuano a investire in motori termici ad alta efficienza. BMW intende continuare a presidiare ogni segmento tecnologico per non cedere quote di mercato ai concorrenti: il futuro dell’auto europea dipenderà dalla capacità di resistere a impostazioni puramente ideologiche, tornando a mettere al centro l’ingegneria e la soddisfazione del cliente, elementi che hanno reso il marchio di Monaco leader nel segmento premium.
INTANTO LA NUOVA VOLKSWAGEN GOLF ELETTRICA SLITTA
E a dimostrazione che tutto l’automotive tedesco è in sofferenza per la transizione energetica imposta dall’UE, Volkswagen ha ufficialmente posticipato il lancio della ID.Golf, la nona generazione della celebre hatchback in versione esclusivamente elettrica, fissando il debutto entro il 2030. Inizialmente prevista per il 2028, la vettura subirà un ritardo dovuto alla complessa riorganizzazione dello stabilimento di Wolfsburg e allo sviluppo della nuova piattaforma software SSP, realizzata in collaborazione con Rivian.