Auto elettriche Germania

Auto ibride 2020: la guerra di prezzi per sfuggire alle multe UE

La concorrenza tra Costruttori si consumerà tutta sulle auto ibride 2020: ecco cosa rischiano le Case auto nella guerra dei prezzi al ribasso

4 febbraio 2020 - 13:00

Comprare un’auto ibrida nel 2020 potrebbe essere l’occasione da non perdere sfruttando l’effetto dei limiti UE sulle emissioni di CO2. Nei prossimi due anni infatti i Costruttori si contenderanno le vendite di auto ibride in una feroce guerra di prezzi al ribasso. Ecco secondo gli analisti quanto saranno disposti a perdere i Costruttori auto pur di sfuggire alle multe UE sulla CO2.

AUTO IBRIDE NEL 2020: PERCHE’ RISCHIANO I COSTRUTTORI

Perdere (soldi) o pagare (una multa, anche salata): sarà questo il bivio al quale si troveranno dal 2020 le Case auto in vista delle emissioni di CO2 medie imposte dall’Unione europea. Entro il 2022 i veicoli venduti dai Costruttori dovranno emettere in media meno di 95 g/km di CO2 per non pagare sanzioni. Le regole valgono anche per il Regno Unito almeno fino al 1 gennaio 2021. Per evitare multe i Costruttori hanno due potenziali possibilità: la prima, acquistare crediti verdi, come FCA ha fatto da Tesla assicurandosi una media pulita almeno fino al 2021. Una sorta di polizza assicurativa almeno finché le vendite di auto ibride Plug-in, quelle che hanno il maggiore potenziale e minore peso sulla bilancia della CO2, decolleranno sul serio. E arriviamo al piano B dei Costruttori che già hanno già pronti in listino modelli ibridi Plug-in: farsi una concorrenza spietata in una guerra di prezzi per portare a casa il maggior numero di vendite entro il 2022.

QUANTO PERDERANNO I COSTRUTTORI CON LE AUTO IBRIDE DAL 2020

Secondo gli analisti di UBS, le Case auto saranno disposte a perdere fino a 8,4 miliardi di euro dai profitti della vendita di auto ibride. Una previsione fondata se si legge quanto hanno speso le Case auto negli investimenti di ricerca e sviluppo degli ultimi 10 anni. Secondo quanto riporta The Guardian, le Case auto più agguerrite in questa lotta di prezzi al ribasso saranno Daimler, Renault, Fiat-Chrysler e Jaguar Land Rover. Il Costruttore inglese di proprietà di Tata Motors è alle prese con costi di 179 milioni di sterline, necessità di aumentare i tagli dei costi e anche le vendite di auto ibride (dopo aver puntato molto sulla Jaguar I-Pace elettrica).

LE AUTO IBRIDE INQUINANO DI PIU’ SE NON VENGONO RICARICATE

Questa proiezione però secondo gli ecologisti di Transport&Environment non porterà a una riduzione delle emissioni di CO2 con la massiccia diffusione delle auto ibride Plug-in. “Nell’uso reale (delle auto ibride Plug-in, ndr), le loro emissioni sono spesso due o tre volte più elevate” ha dichiarato Julia Poliscanova di T&E commentando i risultati dell’indagine sugli automobilisti che guidano auto ibride Plug-in e ricaricano la batteria durante le soste. “Molti utenti aziendali non hanno mai utilizzato i loro cavi di ricarica. Se gli ibridi plug-in non vengono caricati, possono emettere più CO2 perché un motore più piccolo tira più peso e funziona in modo meno efficiente”.

DAL 2035 IL DIVIETO DI VENDERE AUTO IBRIDE IN UK

Un segnale forte arriva proprio dal Regno Unito, dove Londra è stata (ed è) emblema europeo dello smog, come riporta la BBC. Il primo ministro inglese Boris Johnson ha annunciato di voler anticipare dal 2040 al 2035 il divieto di vendere auto nuove a benzina, diesel e ibride. Secondo gli esperti, infatti, se il dieto partisse dal 2040, il Regno Unito mancherebbe già sulla carta l’obiettivo di azzerare le emissioni di CO2 da trasporto entro il 2050.

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