Alcune Tesla hackerate durante l’aggiornamento software in 10 Paesi

Un programmatore tedesco prende il controllo di alcune Tesla: la Casa interviene e la faccenda accende i dubbi sui servizi di terze parti

13 gennaio 2022 - 15:00

La sicurezza informatica per Elon Musk è stato uno dei motivi per cui ha letteralmente dato in pasto a degli hacker la Tesla Model 3 per trovare delle possibili falle. Gli hackathon organizzati da Tesla hanno infatti permesso di mettere a soqquadro le righe di codice per ridurre al minimo un potenziale attacco hacker come quelli portati a termine su altri Brand. Stavolta però sembra che un programmatore tedesco, sia comunque riuscito a violare alcune Tesla – secondo quanto riporta Bloomberg – da remoto.

TESLA ATTACCATE: SI TRATTA DI POCHE AUTO

A dare la notizia della riuscita del test è lo stesso programmatore su Twitter e la conferma di essersi messo in comunicazione con Tesla dovrebbe dare spessore al caso. La buona notizia – per rassicurare i clienti Tesla – sta nel fatto che la violazione di alcune funzioni dell’auto sarebbe riuscita solo su pochi modelli (sarebbero circa 25) dislocate in 10 Paesi. La reazione istantanea di Tesla che il programmatore racconta sui social è che, dopo la comunicazione all’azienda, molti utenti Tesla hanno riscontrato difficoltà a controllare la loro auto tramite l’App. “il mio rapporto al Tesla Security Team ha apparentemente portato alla revoca di un sacco di token”, afferma Colombo. Evidentemente una delle contromisure immediatamente disposte dalla Casa potrebbe essere stata quella di modificare i criteri di autenticazione. Infatti molti proprietari di Tesla hanno semplicemente dovuto rifare il login.

LE FUNZIONI ATTIVATE SULLE TESLA HACKERATE

Il programmatore ha comunicato che non divulgherà i dettagli del suo hackeraggio finché Tesla non avrà ultimato le verifiche e trovato un fix al rischio segnalato. Ciò che invece si sa è che la violazione permetterebbe al programmatore alcune funzioni:

– apertura sportelli e finestrini;

– avviare l’auto senza le chiavi fisiche;

– disabilitare alcuni sistemi di assistenza;

– controllare il volume dell’impianto audio;

– azionare il lampeggio dei fari;

– stabilire la presenza del conducente in auto;

COSA NE PENSANO ALCUNI ESPERTI

La notizia che senza la conferma ufficiale di Tesla è stata già bollata come un tentativo di cercare notorietà, arriva proprio mentre la FIA lancia l’allarme sul controllo dei dati inviati dalle auto connesse. Per altri esperti programmatori che sono intervenuti su Twitter sull’argomento, l’attacco sarebbe avvenuto violando i permessi a un fornitore di terze parti e non direttamente ai server Tesla.

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