Audi Urban Future Initiative, uno studio sulla mobilità futura

Come cambieranno le città nei prossimi 40 anni? Come sarà la mobilità nel 2050?

8 maggio 2013 - 8:30

Nel 2050 vivranno sul pianeta Terra circa 7 miliardi di persone, ovvero circa un miliardo in più di quelle che lo popolano attualmente. Quali forme di mobilità potranno garantire gli spostamenti di tutti questi individui e come saranno interconnesse tra loro?  Queste sono le domande che si è posta Audi in uno studio congiunto con la prestigiosa Columbia University di New York, arrivando a definire cinque ipotesi. Inoltre Audi sta lavorando al “Boston City Dossier”, ovvero una indagine specifica sulla mobilità inter-modale. Entrambi gli studi sono stati presentati all'Ideas City Festival, che si è tenuto a New York dal 1 al 4 maggio.

CINQUE CAPISALDI – Il progetto di Audi, denominato Extreme Cities, si focalizza sulle iper-metropoli che si svilupperanno in tutto il mondo nel 2050. Le cinque ipotesi di indagine sono state così definite: “Capacità trans-generazionale”, “Mobilità asimmetrica”, “Complessità”, “Migrazione” e “Generosità”. 

MOBILITA' ASIMMETRICA – Andare da un punto A a un punto B significa prendere una decisione chiara. Ha più senso prendere il treno o l'auto per recarsi in città alla sera, o è meglio restare a casa perché muoversi richiederebbe troppo tempo? E ancora, come utilizzare il tempo impiegato per uno spostamento? Magari utilizzando lo smartphone per scaricare le mail mentre si viaggia in treno? L'ipotesi della mobilità asimmetrica sottolinea il fatto che la mobilità sarà più flessibile nel 2050.

COMPLESSITA' – Nelle città vivono persone di differenti classi sociali, gruppi etnici e culture diverse. Sono tutte connesse tra di loro attraverso la città usando infrastrutture e tecnologie comuni. Questo darà origine a una enorme concentrazione di conoscenza nelle aree urbane. Nel 2050 questo fenomeno sarà ancora più accentuato portando alla conseguenza di un maggiore scambio culturale e di un più alto potenziale per le innovazioni.

MIGRAZIONE – Le città si sono formate grazie all'immigrazione. Nel giro di 40 anni i flussi migratori non rappresenteranno più un evento unico nella vita di una persona ma saranno la norma. In futuro le persone si muoveranno frequentemente tra città globali. Un individuo potrà studiare a Londra, avere figli in Asia e poi andare a lavorare negli Stati Uniti. La chiara distinzione tra casa e “fuori casa” diverrà obsoleta.

GENEROSITA' – L'efficienza e la produttività delle grandi città si basa sulla generosità. Lo spazio urbano promuove la collaborazione, è più facile creare contatti e ricevere offerte spontanee. Spesso i contatti che avvengono per pura coincidenza danno vita a nuovi impulsi e a nuove idee. Ad esempio, dove ora nelle piccole comunità i giardini sono curati in cooperazione, domani ci potrebbe essere un luogo dove l'agricoltura viene curata dal vicinato.

CAPACITA' TRANSGENERAZIONALE – I progressi medici e la prevenzione hanno aiutato ad alzare l'aspettativa di vita globale. Nel 2050 oltre due miliardi di persone avranno un'età intorno ai 60 anni. Oggi la partecipazione attiva delle persone più anziane alla vita urbana è già parte della scena cittadina. Grazie a questo il trasferimento di conoscenza tra le generazioni e le reti culturali diventeranno più ampi.

LO SCENARIO FUTURO – Le megalopoli del futuro si configurano come un esempio di grande interconnessione tra tutte le persone, sia a livello fisico che tecnologico, con la possibilità di avere uno scambio di informazioni continuo grazie alle reti informatiche. La domanda è: ci sarà ancora spazio per l'auto e, soprattutto, quale sarà il suo ruolo?

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