Audi: sarà Peter Mertens il “padre” delle prossime Volkswagen
Anche Peter Mertens passa da Volvo ad Audi, riempiendo una casella rimasta vuota dopo il Dieselgate. Guiderà lo sviluppo tecnico delle nuove Audi
Anche Peter Mertens passa da Volvo ad Audi
Anche Peter Mertens passa da Volvo ad Audi, riempiendo una casella rimasta vuota dopo il Dieselgate. Guiderà lo sviluppo tecnico delle nuove Audi
Fra gli asset delle Aziende c'è sicuramente il “capitale umano”, un mix di esperienza, intelligenza, competenza e passione molto difficile da quantificare. Le organizzazioni più evolute cercano comunque di valorizzarlo, rendendo “interessante” (sotto tutti i punti di vista) la permanenza in Azienda e cercando elementi di valore dalla concorrenza. Paradigmatico di questa concezione è il reclutamento di Peter Mertens da parte di Audi, che l'ha strappato a Volvo per le sue indubbie capacità di manager tecnico: le sue idee hanno infatti condotto l'azienda sino-svedese a posizioni di preminenza, ad esempio nel settore dei SUV premium medi e grandi.
COSTRETTA MA SCELGO IL MEGLIO La mossa di Audi potrebbe essere un esempio di “opportunità mascherata”: se da un lato è vero che il Marchio tedesco è stato costretto a trovare un manager tecnico, dall'altro, assumendo Peter Mertens, è riuscito ad accaparrarsi una figura di primo piano. Gli ultimi due capi dello sviluppo tecnico di Audi, Ulrich Hackenberg e Stefan Knirsch, sono stati infatti costretti a lasciare a causa del loro presunto coinvolgimento nel Dieselgate delle emissioni taroccate, con Knirsch che è “durato” meno di 9 mesi nel suo ruolo apicale (nel post sulle cause degli investitori che hanno intasato il tribunale avevamo parlato della sua rimozione per una suo possibile implicazione nello scandalo).
MOLTE LODI PER PETER L'uscita di Hackenberg sembra invece meno legata al Dieselgate (sapeva molte cose in tutti i settori tecnici ma sembrano esserci meno evidenze a suo carico), dato che il padre della versatile piattaforma modulare MQB di Volkswagen aveva già manifestato la volontà di lasciare essendo piuttosto avanti con gli anni. Mertens, che da agosto è già il secondo top manager del reparto R & D di Volvo che va all'Audi, si unirà la casa automobilistica tedesca “alla prima occasione possibile. Peter Mertens ha la miglior combinazione di qualità e esperienza”, come riferito da un portavoce di Audi che non ha però aggiunto altri dettagli. Anche i “colleghi” di Mertens hanno lodato il manager: Rupert Stadler, CEO di Audi si complimentato per la sua “competenza tecnica eccezionalmente ampia e la sua esperienza internazionale: queste sono le qualifiche ideali perché possa far compiere ulteriori progressi alla divisione di sviluppo tecnico di Audi”.
NEL NOME DELLA TECNOLOGIA Anche Peter Mosch, rappresentante degli impiegati nel Consiglio di sorveglianza di Audi, giudica positivamente la nomina di Mertens: “è una buona decisione che è anche importante per spingere ulteriormente la digitalizzazione e la mobilità elettrica”. L'arrivo di Mertens in Audi non deve stupire perché legami con la Casa esistono già tramite Thomas Müller, approdato in Audi nello scorso dicembre con la qualifica di Head of Electronics. Anche Müller proviene da Volvo, azienda nella quale, in tre anni e mezzo, era arrivato al ruolo di vice presidente per gli impianti elettrici/elettronici e gli châssis. Mertens è stato il capo di Müller in Volvo e la stessa gerarchia si ripeterà anche in Audi. Mueller ha iniziato la sua carriera automobilistica in BMW nel 1999, assumendo dal 2009 fino al 2012 il ruolo di direttore delle auto connesse BMW. Mertens (leggi della sua visione sulla guida autonoma), anch'esso di nazionalità tedesca, ha iniziato la sua carriera all'Università di Kaiserslautern ed è stato poi il CEO di una joint venture telematica tra Daimler e Deutsche Telekom (sicuramente è sua l'idea di far parlare le Volvo fra di loro tramite il cloud). Prima di arrivare a Volvo ha lavorato anche per GM (è stato responsabile per le auto Opel medie e grandi) e Jaguar Land Rover.