Audi: la seconda vita delle batterie recuperate nelle fabbriche

Audi ha avviato un progetto di recupero delle batterie al litio esauste dai modelli A3 e Q7 elettrici: il 60% delle celle viene riutilizzato su altri veicoli

11 marzo 2019 - 17:31

Una seconda vita per le batterie delle auto elettriche e ibride. Nasce con questo ambizioso obiettivo un progetto pilota Audi per evitare che, da soluzione al problema ambientale, la mobilità elettrificata si trasformi in concausa del disastro. Ecco allora che presso lo stabilimento di Ingolstadt, in Germania, le batterie al litio non più utilizzabili per la circolazione su strada andranno ad alimentare i veicoli per il movimento dei materiali. Una soluzione green che permetterà al brand di sfruttare la maggiore capacità operativa delle batterie al litio rispetto a quelle a piombo acido. Vediamo allora come Audi taglia costi e tempi di ricarica con una soluzione green che fa bene all’ambiente.

SECONDA VITA Il progetto Audi mira a dare una seconda vita alle batterie agli ioni di litio, precedentemente montante sulle auto del brand. Ecco allora che i pacchi batterie delle ibride Q3 e Q7 e-tron andranno a sostituire quelli a piombo acido presenti sui veicoli EV in uso nella logistica aziendale. Carrelli elevatori e trattori verranno aggiornati con i nuovi accumulatori ricavati da pezzi, non più utilizzabili, sulle vetture stradali. Il progetto è stato lanciato, in via sperimentale, presso lo stabilimento principale del marchio ad Ingolstadt, in Germania. Audi pensa che potrebbe risparmiare milioni di euro utilizzando questa stessa strategia in tutti gli stabilimenti di tutto il mondo. Del resto le batterie agli ioni di litio possono fornire più potenza e autonomia rispetto alle sorelle a piombo acido. Nonostante non siano più nuove le batterie al litio continuano ad offrire performance interessanti e possono essere ricaricate più rapidamente (Leggi il test dell’Adaptive cruise control su Audi A6).

VISIONE GREEN Come tutti i produttori di automobili anche Audi è obbligata ad interessarsi del futuro delle batterie provenienti dalla mobilità elettrificata. Sebbene usate le batterie conservano ancora una grande percentuale della loro capacità di ricarica originaria e da qui ne è derivata l’idea di una seconda vita all’interno dei mezzi in servizio presso la catena di montaggio. Di norma quando le batterie sono scariche, i dipendenti rimuovono i pacchi batteria a piombo acido dai veicoli e li collegano a una stazione di ricarica per diverse ore. Oggi grazie alle batterie agli ioni di litio “riciclate” non sarà necessario rimuoverle dai veicoli e si potranno ricaricare durante i normali tempi morti della produzione. Ciò consente di risparmiare spazio ed elimina anche l’elevato sforzo fisico necessario alla sostituzione. Visto il successo dei primi test Audi pensa di replicare la metodologia nei suoi 16 siti di produzione in tutto il mondo (Leggi come Volkswagen smaltirà le batterie delle sue auto elettriche).

CAPACITA’ RESIDUA La batteria agli ioni di litio influisce positivamente anche sulle caratteristiche di guida dei mezzi da lavoro. I veicoli, infatti, possono mantenere una velocità costante anche sulle rampe. Di norma una batteria Audi e-tron è costituita da 36 moduli batteria singoli e si trova sotto il pianale della vettura. Dopo aver recuperato le batterie dalle vetture usate un team controlla ogni singolo modulo e ne installa 24 in uno specifico contenitore che ha le stesse dimensioni e peso dell’alloggiamento delle batterie piombo-acido dei veicoli di fabbrica. Al momento il progetto ha riguardato moduli batteria usati per circa due anni e si valuta anche un secondo utilizzo come accumulatori stazionari. Audi sta inoltre sviluppando ipotesi di riciclaggio completo dei materiali preziosi e non contenuti nelle batterie al litio per auto.

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