Volvo: nuovi licenziamenti per ridurre i costi?

Per Volvo si preannuncia un altro semestre di tagli e riduzione dei costi, l’annuncio del CEO Samuelsson non esclude nuovi licenziamenti

18 luglio 2019 - 14:05

Vendere più auto non salva i Costruttori dalla necessità di stringere la cinghia e Volvo è l’esatta dimostrazione che nonostante le vendite a +3% nel semestre 2019 in Europa dovrà attuare nuovi tagli. La guerra commerciale tra USA e Cina infatti impone un nuovo piano di ridimensionamento dei costi per evitare ulteriori perdite di utili. Lo annuncia direttamente il CEO Samuelsson di Volvo, nella foto in basso, che ha l’obiettivo di tagliare altri 2 miliardi di corone svedesi. Una strategia che ha permesso di recuperare già 1 miliardo dal ridimensionamento del personale e degli stipendi.

PROFITTI EROSI DAI COSTI

La necessità di ridurre l’impatto delle tariffe commerciali sui profitti globali ha spinto Volvo ad annunciare un piano di tagli equivalenti a 107 milioni di dollari. Qualcosa che era già accaduto a inizio 2019, quando sono stati ridotti di 750 unità il numero di consulenti tecnici e informatici e ridotto lo stipendio per altri consulenti. Una soluzione che nel primo semestre avrebbe portato al risparmio di 1 miliardo di corone svedesi, come riporta AutoNews.

I TAGLI FUNZIONANO, SI PASSA ALLA FASE 2

Il piano sarà attuato a partire dal secondo semestre 2019 e avrà validità fino al primo semestre 2020. Come per la prima fase di tagli anche nei prossimi 12 mesi non sono esclusi ridimensionamenti della forza lavoro esterna. Bisogna ricordare che la posizione lavorativa dei consulenti (dipendenti di società esterne) in un periodo di forte scuotimento del mercato automotive è piuttosto instabile. Volo sostiene che “la combinazione di crescita dei volumi e ridimensionamento di costi dovrebbe tradursi in un profitto rafforzato nella seconda metà dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso“.

NUMERI POSITIVI IN EUROPA PER POCHI

Guardando alle vendite del mercato Europa infatti Volvo ha registrato un +3% nel primo semestre 2019 rispetto al 2018. Lo stesso trend ma con +7,3% se si allarga la lente a tutto il mondo. Un risultato positivo che pochi altri costruttori possono mostrare, in termini di vendite auto. Solo Toyota Group (+0,3%), Mazda (+0,3%) e Mitsubishi (+13,6%) hanno chiuso il semestre con una performance positiva in Europa (EU28). Ma l’utile operativo Volvo del secondo trimestre è sceso a 278 milioni di dollari nonostante il miglioramento delle entrate a 7,2 miliardi di dollari.

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