L'auto non è più desiderabile: l'autodistruzione guidata da USA e Cina

Non si vendono più macchinari per produrre auto che nessuno vuole: le recessione mondiale appesa alle politiche internazionali e ai dazi di importazio

4 febbraio 2019 - 14:06

Dopo un decennio di crescita anche la Germania inizia a soffrire gli effetti dell'economia che ruota attorno all'automobile, ma quella parte che riguarda le aziende che costruiscono i macchinari per fare auto. Lo rivela uno dei maggiori produttori tedeschi di presse per autoveicoli e gli analisti in giro per il mondo prevedono una recessione globale guidata dalle politiche di USA e Cina. E in questa diatriba la Germania rischia di rimetterci non poco.

ANCHE I CINESI NON SI FIDANO “Il mercato può essere riassunto in una parola: incertezza “, spiega Alexander Hinterkopf. “L'incertezza non è mai una buona cosa negli affari, significa che rimandi sempre le decisioni. Dall'estate, sono stato in Cina tre volte, e ogni volta i clienti escogitano un altro motivo per rimandare”. Un'incertezza che sta risalendo verso l'alto la catena produttiva delle auto, a partire dai consumatori e dai gestori di flotte. Se pensiamo che oggi è complicato vendere auto agli autonoleggi, chi produce auto chiede garanzie ancora più scivolose sugli investimenti milionari. Le aziende che in Italia coprono una buona fetta di mercato auto, hanno ridotto gli investimenti perché non sanno quanto potranno ricavarci dalla capitalizzazione delle auto usate tra qualche anno.

NESSUNO INVESTE SU UN MERCATO IN PERDITA E una frenata importante è attesa in Italia anche per via delle nuove tasse sulle emissioni di CO2, ma altrove non va diversamente. Ma l'Italia, come la Francia o la Germania sono al centro di una guerra commerciale tra le maggiori potenze mondiali “Per investire in una grande nuova macchina le aziende devono essere rassicurate su quanto sarà buona l'economia nei prossimi due o tre anni”, afferma Hinterkopf al magazine OZY. “Invece abbiamo una guerra commerciale tra le due maggiori potenze del mondo . E l'Europa ha i suoi problemi”.

I DAZI OLTREOCEANO FRENANO ANCHE L'EUROPA La guerra commerciale tra USA e Cina, in particolare, solo in questo periodo sembra aver imboccato una strada verso la risoluzione delle criticità sui dazi annunciati. “Siamo colpiti dalle alte tariffe punitive imposte nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. La Brexit riguarda anche noi”, afferma Marc-Sven Mengis, CEO di Fischer produttore di componentistica e sistemi automotive con sede nel Baden-Württemberg “Le persone cominciano a capire che non si tratta solo di automobili, che la domanda di esportazione, in generale, si è indebolita”, dice Isabel Schnabel, professore di economia finanziaria presso l'Università di BonnCDS. Un concetto che non sarà stato recepito dai nostri legislatori quando hanno varato gli incentivi sull'acquisto di auto elettriche che in pochi potranno permettersi.

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