Ufficiale: dal 1° novembre Roma blocca i diesel Euro 3

La Giunta Raggi vara lo stop ai diesel Euro 3 all'interno di ZTL e anello ferroviario. Sono 24.000 i veicoli da fermare

18 febbraio 2019 - 19:31

Prende forma l'annunciato blocco dei motori diesel a Roma. Il Comune è al lavoro per imporre lo stop permanente alla circolazione per le auto diesel fino ad Euro 3. La misura, comunicata dalla Sindaca Raggi, riguarderà la ZTL e l'anello ferroviario della Capitale. Nei fatti il provvedimento interesserà circa 24.000 vetture che dovranno lasciare la strada. Si tratta di una scelta politica che segue la linea dura dell'amministrazione che intende fornire risposta al problema, ormai serio, della qualità dell'aria di Roma. Insomma si parte dal 1° novembre con il blocco alle Euro 3 ritenuta una prima misura tanto dolorosa quanto necessaria. Dai alla mano tutti i romani respirano aria nociva con una quantità di biossido di azoto che supera il tetto fissato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (20μg/m³) mentre il 27% respira aria inquinata otre i limiti di legge (cioè oltre la soglia di 40μg/m³). Vediamo i dettagli.

LINEA DURA La Sindaca di Roma Virginia Raggi sceglie di dare seguito agli impegni assunti nell'ambito della conferenza C40 tenutasi l'anno scorso a Città del Messico. L'obiettivo allora dichiarato era quello di portare fuori dal centro di Roma i veicoli diesel entro il 2024. Ecco allora che se quell'obiettivo appare lontnao il Comune comunque si muove sul fronte della qualità dell'aria. Dal 1° novembre i diesel Euro 3 non potranno più circolare all'interno della Ztl e dell'anello ferroviario dal lunedì al venerdì. La Raggi ha precisato che questa misura interesa ben 24.000 veicoli residenti all'interno della zona. Insomma i numeri sono nei fatti maggiori se consideriamo i pendolari e gli spostamenti quotidiani quindi la misura creerà di certo non pochi disagi. Eppure i risultati della campagna “NO2, No Grazie” condotta da “Cittadini per l'Aria” e dall'Associazione Salvaiciclisti Roma parlano chiaro (Leggi guida in città gli autovelox non bastano ad evitare i morti). La totalità dei romani respira quotidianamente una quantità di biossido di azoto oltre la soglia di 20μg/m³ dichiarata nociva dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

SALUTE A RISCHIO A preoccupare residenti e associazioni è anche il fatto che il 27% dei residenti nella Capitale respira biossido di azoto oltre la soglia di legge fissata a 40μg/m³. A partire dalla soglia dei 20 μg/m³, dichiarata nociva dall'Oms, per ogni 10 μg/m³ di biossido di azoto aggiuntivi si verifica un incremento della mortalità del 5,5% e sale del 21% la frequenza dei sintomi di bronchite nei bambini asmatici. Addirittura nella giornata media un incremento di 10μg/m³ del biossido di azoto provoca un +1,8% nel numero dei ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie. A tutto ciò si ricollega una maggiore incidenza + 2% dei tumori al seno nelle donne in menopausa con effetti anche sulle donne incinte oltre che su bambini ed anziani. Numeri alla mano l'aria inquinata causa un morto ogni 3 giorni che porta il totale a 120 morti premature ogni anno. Un bilancio davvero pesante risultato degli studi condotti dai ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio (Leggi inquinamento in Italia si muore più che in Europa).

TEMA ATTUALE Duro il commento di Anna Gerometta che guida l'associazione “Cittadini per l'Aria”: “Occorre dare nuovo impulso alla mobilità davvero sostenibile nelle città italiane, partendo dalla Capitale che rappresenta il biglietto da visita dell'Italia nel mondo. I dati presentati oggi, che rappresentano il danno derivante dall'esposizione dei cittadini di Roma al biossido di azoto, evidenziano solo una parte del gravissimo pregiudizio che deriva dalla violazione di legge.” Insomma un tema decisamente attuale e che creare grandi discussioni. Da un lato l'esignza di mobilità dei cittadini e dei pendolari spesso ostaggio servizi pubblici insufficienti, e dall'altro il tema della salute della collettività. Non èun caso se molte città in tutto il mondo stanno cercando soluzioni per ridurre l'inquinamento nelle aree urbane spesso anche colpevolizzando oltre misura il traffico veicolare.

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