Uber e Lyft hanno fallito: +13% di traffico per le strade USA

Il ride hailing di Uber e Lyft peggiora una situazione già caotica: lo rivela uno studio americano sul traffico e il tempo perso a causa delle auto in ride sharing

17 febbraio 2020 - 11:45

Uber e Lyft hanno mancato gli obiettivi che il ride sharing avrebbe dovuto apportare migliorando la viabilità e riducendo il traffico. In realtà l’hanno addirittura peggiorato secondo un’indagine USA che rivela quanto tempo a vuoto si perde nelle auto condivise. Ed ecco perché Uber e Lyft, tra i principali operatori, saranno costretti ad utilizzare veicoli elettrici. Ma l’evidenza più eclatante è che Uber e Lyft, come molti altri “prodotti” tecnologici, hanno avuto effetti inaspettati sulla società.

UBER E LYFT E LE PREVISIONI MANCATE

L’indagine sul fallimento di Uber e Lyft nella riduzione del traffico è stata condotta dal Wall Street Journal che rivela come le auto impiegate nel ride sharing passino il 40% del tempo in strada in attesa di un passeggero. Ma il problema di fondo non è soltanto questo, poiché secondo le previsioni la condivisione delle auto avrebbe dovuto ridurre la quantità di auto in strada. Lo annunciava l’exAD di Uber Travis Kalanick: “Se ogni macchina in giro per San Francisco fosse di Uber, non ci sarebbe più traffico”. Peccato che a distanza di 5 anni dai pronostici, il traffico per le strade è aumentato del 13%, secondo il rapporto del WSJ.

GLI EFFETTI DI UBER E LYFT SULLA SOCIETA’

Gli effetti dei servizi di ride sharing e ride hailing avrebbero dovuto spingere gli utenti verso mobilità alternative all’auto di proprietà e condividere le corse. La realtà dei fatti però smentisce anche le previsioni più ottimistiche degli algoritmi di chi ha sviluppato le app di mobilità. I servizi di Uber e Lyft avrebbero dovuto suggerire i tragitti migliori, con meno traffico e i prezzi migliori, riducendo anche i tempi morti per i driver. Invece sono aumentate sempre di più le corse singole, quindi con un numero di auto maggiore per le strade, rispetto invece alle corse condivise tra più passeggeri. Il resoconto del WSJ trova un dualismo tra le previsioni errate di Uber e Lyft e i social network: al loro esordio si prevedeva che i social avrebbero avvicinato le persone facilitando le “connessioni umane”. Lo stesso per le connessioni criptate, pensate per la privacy, ma sfruttate anche da cyber criminali per agire nell’ombra.

LE CORSE PULITE CON UBER COSTANO DI PIU’

Se il traffico è ormai un comune denominatore nelle città più trafficate al mondo, gli effetti del fallimento di Uber e Lyft hanno anche un peso per l’ambiente. Il WSJ sostiene che, gli obiettivi di Uber e Lyft, avrebbero dovuto anche spingere gli utenti a una mobilità più sensibile all’ambiente, piuttosto che ad un moltiplicarsi di auto. Un fenomeno che le autorità USA hanno frenato imponendo tasse più pesanti alle società tecnologiche che offrono servizi di ride hailing, e con le auto elettriche, le tariffe Uber sono già aumentate.

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