Toyota-Suzuki: in cosa consiste l’accordo miliardario tra i due Costruttori

L’accordo tra Toyota e Suzuki si basa su molto più di uno scambio azionario: i due Costruttori condividono molti traguardi da recuperare sulle tecnologie elettriche

28 agosto 2019 - 19:08

Toyota e Suzuki scelgono di rafforzare i rapporti reciproci con una operazione finanziaria da capogiro. I due costruttori giapponesi sono intenzionati a condividere tecnologie ed investimenti. Per questo motivo Toyota acquisirà il 5% del pacchetto azionario di Suzuki con un investimento da 907 milioni di dollari. Parallelamente Suzuki comprerà lo 0,2% del capitale di Toyota. L’accordo arriva in un momento complesso per il settore dell’auto chiamato ad una vera e propria rivoluzione. L’orizzonte è quello dello sviluppo dell’auto connessa, elettrica ed autonoma. La notizia dell’accordo sembra provvidenziale per Suzuki che deve gestire risultati finanziari sotto le attese. Le sue azioni hanno perso, dall’inizio di quest’anno, il 27% del loro valore a causa della marcata frenata degli ordinativi in India, mercato a cui il brand è da sempre molto legato. Vediamo da vicino termini e condizioni dell’alleanza Toyota-Suzuki.

ALLEANZA FORTE

Toyota Motor Corp. e Suzuki Motor Corp. stanno rafforzando la loro collaborazione con uno scambio reciproco di azioni. Mentre l’industria automobilistica si sposta verso le auto elettrificate e a guida autonoma i costruttori sono chiamati ad intensificare gli investimenti. Ecco allora che Toyota, la più grande casa automobilistica giapponese, acquisirà circa il 5% delle azioni Suzuki per un totale di circa 96 miliardi di yen (907 milioni di dollari). Suzuki otterrà invece una partecipazione del valore di circa 48 miliardi di yen in Toyota. Ciò equivale allo 0,2% delle azioni di Toyota al prezzo di chiusura registrato prima dell’annuncio ufficiale. I rapporti di collaborazione tra i due brand sono partiti nel 2017 e oggi le due case automobilistiche puntano a fare di più. L’alleanza offrirà a Toyota l’accesso alla competenze messe a punto da Suzuki in India che sta per superare il Giappone diventando il terzo mercato auto del mondo.

UNITI PER VINCERE

Secondo gli analisti di mercato questa operazione sembra essere molto simile agli investimenti reciproci che intercorrono tra Toyota e Mazda. L’accordo con Toyota arriva in un momento di grande difficoltà per Suzuki. Dall’inizio di quest’anno le azioni del costruttore giapponese sono in calo del 27% e fanno seguito al -15% registrato nel 2018. Questa situazione è principalmente legata alla frenata dell’economia indiana. Suzuki ha dichiarato che farà di tutto per invertire questa preoccupante tendenza al ribasso. Nello specifico investirà 20 miliardi di yen nello sviluppo di nuove tecnologie tra cui la guida autonoma e l’auto elettrica. Per fare un confronto, Toyota ha speso circa sette volte di più in ricerca e sviluppo nel corso dell’anno corrente. Sicuramente Suzuki è una casa automobilistica più piccola e per questo fatica di più a bilanciare ricerca e sviluppo con la realizzazione di auto a prezzi competitivi.

LA PROSPETTIVA

Nel febbraio 2017, Toyota e Suzuki hanno concordato l’avvio di un percorso comune, con una decisione che ha fatto seguito all’uscita di Volkswagen dal capitale della seconda. A partire dallo scorso mese di marzo, Toyota ha ulteriormente ampliato il perimetro della collaborazione mediante la fornitura a Suzuki del suo sistema ibrido. Una svolta tecnica per Suzuki che si è impegnata a consentire lo sviluppo delle vendite Toyota in regioni strategiche come India e Africa. Le due case automobilistiche hanno anche in programma la produzione congiunta di auto elettriche in India a partire dal 2020. Bisogna ricordare che l’investimento di Toyota non arriva come un fulmine a ciel sereno. Toyota, da parte sua, detiene anche quote di partecipazione in Mazda e Subaru e si sta facendo promotrice di un gruppo di lavoro “aperto” alle case giapponesi su temi importanti come le auto autonome ed elettriche.

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