Taxi Torino: l'Antitrust blocca la clausola vessatoria contro mytaxi

Taxi Torino licenzia 6 driver "infedeli? ma l'Antitrust sospende le regole che incatenano i tassisti dopo la denuncia di mytaxi (Daimler)

21 dicembre 2018 - 10:59

Ricordate gli scontri a fuoco tra i Taxi e Uber? Una battaglia legale finita con il divieto dei tassisti improvvisati senza licenza (di Uber Pop che attualmente è bandita in Italia) e la vittoria dei tassisti ufficiali che reclamavano il rispetto delle regole e della concorrenza leale. Stavolta però sono gli stessi tassisti (o meglio la società) di Wetaxi ad opporsi ad altri tassisti “libertini” della stessa azienda, tanto che la Società Taxi Torino, al centro del provvedimento dell'Autorità Garante, ha perfino assoldato degli investigatori privati per controllare gli infedeli a distanza. Ecco cosa è successo e perché il Garante ha ritenuto di sospendere le misure restrittive eccessive denunciate dalla società dell'app concorrente mytaxi del colosso Daimler.

DOPO ROMA E MILANO MYTAXI OSTACOLATA ANCHE A TORINO “La concorrenza è leale finché non la fai a me”, sembrerebbe questo il succo dell'istruttoria  Antitrust nei confronti di Taxi Torino, che secondo quanto stabilito dal Garante ha ostacolato l'ingresso sul mercato di un altro operatore di intermediazione delle corse (Mytaxi) in modo sproporzionato. Un episodio già denunciato dall'App entrante Mytaxi anche a Roma e Milano con risvolti molto simili.  Leggendo i dettagli del provvedimento Antitrust n. 27434 si scopre come Taxi Torino, subito dopo l'iscrizione di alcuni tassisti Wetaxi anche all'App Mytaxi, abbia modificato il proprio statuto con una clausola rescissoria fondata sul principio “O con me o contro di me”.

I FATTI IN BREVE E' il giugno 2017 quando Mytaxi si propone sul mercato dopo l'iscrizione di 40 tassisti locali alla propria piattaforma di intermediazione delle corse richieste dagli utenti, ma questa è solo la soglia minima di base per poter lanciare il servizio nel successivo settembre 2017. Peccato che 3 tassisti aderenti a Taxi Torino e all'app straconosciuta Wetaxi siano stati licenziati in tronco a seguito dell'applicazione di una clausola di non concorrenza dell'ultimo minuto, prima che partisse Mytaxi (e altri 3 nel 2018). Da qui l'immediata denuncia all'Antitrust da parte di Mytaxi per presunte finalità anticoncorrenziali perseguite.

LA CLAUSOLA “STAI CON ME O CONTRO DI ME” E' INGIUSTIFICABILE A dimostrazione del fatto che la clausola statutaria sembrava già spropositata c'è l'evidenza che Wetaxi copre già il 90% dell'intermediazione delle corse dei taxi su Torino e di conseguenza, impedire ai tassisti di operare anche per un altro intermediario, ricorrendo anche ad attività investigative, è stata indagata attentamente dall'AGCM. E infatti con provvedimento n. 27434 l'Antitrust boccia il divieto imposto il 3 agosto 2017 con Assemblea straordinaria, ritenendo che “impedire ai soci di aderire ad una piattaforma concorrente che si avvale di nuovi sistemi tecnologici, (..)risulta esplicitamente volto a ostacolare l'ingresso di nuovi operatori che offrono servizi innovativi a maggior ragione non appare presentare alcuna giustificazione in termini di indispensabilità e proporzionalità.”. La clausola di non concorrenza “stai con me o contro di me” imposta da Wetaxi, pur mettendo i tassisti di fronte alla possibilità di recedere lega i tassisti a Taxi Torino, considerando che l'elevato flusso di corse gestite non lascerebbe praticamente alcuna altra alternativa valida per i tassisti che vorrebbero aderire a Mytaxi. L'AGCM ha infatti disposto la sospensione immediata della clausola poiché rappresenta “un insormontabile ostacolo all'accesso nel mercato rilevante per le piattaforme concorrenti di Taxi” paventando anche Il rischio di un danno grave e irreparabile alla concorrenza.

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