Taxi: come viene calcolato il prezzo delle corse

Il prezzo delle corse del taxi è influenzato da numerose variabili e soprattutto non è lo stesso in tutte le città italiane. Cosa c’è da sapere

22 novembre 2021 - 9:00

I taxi continuano a rappresentare un punto di riferimento per gli spostamenti comodi e sicuri. In un’epoca in cui si moltiplicano le opzioni per la mobilità, questa formula è ancora ben radicata. E lo è a tal punto da rappresentare un simbolo delle città. Il comfort di un viaggio in taxi con tanto di possibilità di prenotazione e di farsi accompagnare nel punto esatto della destinazione ha però un prezzo da pagare. Ci riferiamo proprio al costo in denaro delle corse. Rispetto ad altre soluzioni, lo spostamento in taxi è infatti mediamente più costoso, anche nel caso di brevi tragitti di pochi chilometri. La sensazione che comunemente si prova è di aver pagato sempre qualcosa in più di quanto sia realmente “giusto”. Ma è davvero così? Oppure si tratta di una semplice percezione dettata dal confronto con i costi di altri mezzi di trasporto? Il primo passo per capirlo è sapere come viene calcolato il prezzo delle corse del taxi ovvero le tariffe richieste ai clienti.

TARIFFE DEL TAXI: COME VIENE STABILITO IL CALCOLO DELLE CORSE

Sebbene il taxi sia un mezzo di trasporto privato per un servizio pubblico in un contesto di liberalizzazione del mercato che comprende anche le licenze di Ncc, i conducenti sono chiamati a rispettare regolamenti e normative ben codificati. Non solo in riferimento ai prezzi, come approfondiamo in questo articolo. Ma anche in relazione a tutti gli altri aspetti relativi alla sua gestione e all’utilizzo da parte dei clienti. Pensiamo ad esempio alla possibilità di fare salire a bordo animali domestici. Insomma, la discrezionalità del tassista trova limiti nelle disposizioni in materia. Le tariffe del taxi non sfuggono a questa logica. In pratica, il prezzo delle corse è fissato da regolamenti regionali e comunali sulla base di una legge quadro nazionale. Al loro interno sono codificati anche tutti gli altri aspetti amministrativi strettamente legati, come le sanzioni. Arriviamo allora alla prima conclusione. Il prezzo delle corse è lo stesso qualunque sia il taxi scelto all’interno della stessa città. O almeno lo è la modalità del calcolo.

PREZZO DELLE CORSE DEL TAXI: DOVE LEGGERLO

Se, come spiegato, i taxi sono uno dei simboli delle città, soprattutto quelle di maggiori dimensioni, il tassametro è l’elemento insostituibile di ogni auto. Proprio la presenza di questo strumento omologato inserito all’interno di ogni veicolo in servizio rappresenta la garanzia per i clienti. Possono infatti conoscere in tempo reale l’avanzamento del prezzo da pagare. Detto in altri termini, significa che tassista e passeggero non possono concordare un costo. Dal punto di vista pratico, il tassametro viene azionato quando comincia la corsa per poi essere arrestato a destinazione. Fa eccezione una corsa preceduta da una chiamata alla centrale radio. In questo caso viene infatti attivato dal tassista al momento della partenza. Il secondo elemento di garanzia per i clienti è la disponibilità del tariffario sul retro del sedile anteriore destro. Ciascun tassista, come sa bene dal momento in cui ha ottenuto la licenza, deve esporlo in maniera visibile.

COME SI COMPONE IL COSTO DELLE CORSE DEL TAXI

C’è un dettaglio che non sfugge appena saliti a bordo del taxi. Il tassametro non indica lo zero al momento della partenza. Sul display compare infatti una cifra variabile che può arrivare anche a qualche euro. Ebbene, è tutto regolare. Nel calcolo delle corse del taxi bisogna infatti mettere in conto anche la cosiddetta quota fissa d’ingaggio. Si tratta di quell’importo che ciascun Comune adotta in autonomia per poi metterlo nero su bianco all’interno del regolamento in materia. Poi ci sono i costi per chilometro percorso, anch’esso stabilito dalle disposizioni locali. In media va da 70 centesimi a 1,20 euro. Bisogna quindi aggiungere la componente oraria. Si tratta degli scatti a tempo applicati nel caso di velocità ridotte, in genere, di 20 chilometri orari. Ad esempio sulle strade molto trafficate.

SUPPLEMENTI DEI COSTI PER IL TAXI: COSÌ AUMENTANO LE TARIFFE

E non è tutto perché la cifra finale che il tassista chiede al passeggero all’arrivo a destinazione può facilmente impennarsi. Succede per via dei sovrapprezzi applicati a cui il cliente può distrattamente non farci caso. Alcune delle voci che possono maggiormente incidere nella spesa per il taxi sono:

– il trasporto di animali domestici;

– il numero dei passeggeri (se maggiore di 3);

– l’aiuto nel caricare il bagaglio del passeggero;

– la chiamata nell’orario notturno;

– la chiamata nei giorni festivi;

– la prenotazione per un giorno specifico o un’ora concordata.

Anche in questi casi, il tassista non può comportarsi con discrezionalità. L’eventuale applicazione di un sovrapprezzo è stabilita dal regolamento comunale in cui opera il taxi. E oltretutto ogni supplemento deve essere indicato all’interno di una tabella riepilogativa esposta all’interno dell’auto. Il tassista non può insomma variare il tariffario di sua iniziativa.

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