Tavolo RC Auto: la montagna partorì il topolino
Il ministero avvia tavoli tecnici sulle tariffe assicurative, ma per adesso all'orizzonte non ci sono riforme concrete per raffreddare i prezzi RC Auto
Il ministero avvia tavoli tecnici sulle tariffe assicurative, ma per adesso all'orizzonte non ci sono riforme concrete per raffreddare i prezzi RC Auto
Il tanto atteso vertice istituzionale sulle tariffe assicurative RC Auto si è concluso con numerose dichiarazioni d’intenti, ma la montagna ha partorito il topolino. Il ministero delle Imprese ha ospitato l’incontro a quattro: rappresentanti dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS), dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA), di Unipol e del Garante per la sorveglianza dei prezzi.
PREZZI RC AUTO, LE PAROLE DEL MINISTRO URSO
“Il Governo segue con attenzione l’andamento delle tariffe RC Auto e l’impatto che queste hanno su famiglie e imprese. È necessario proseguire il confronto con tutti gli attori del settore per individuare soluzioni che, nel rispetto delle regole del mercato e della libertà delle compagnie assicurative nella definizione delle tariffe, favoriscano una maggiore equità e trasparenza in modo da fornire tangibili premialità agli assicurati virtuosi ancorché residenti nei territori ad alta incidentalità“, ha dichiarato il ministro delle Imprese Adolfo Urso. Insomma, oggi chi fa pochi o zero incidenti paga RCA carissime: domani, questo non deve accadere. In che modo? Non si sa, visto che esiste la libertà tariffaria a livello europeo.
LA QUESTIONE MERIDIONALE
Il problema è molto sentito al Sud, specie a Napoli e Caserta. Qui, il numero elevato di sinistri e i costi dei risarcimenti pesano parecchio: risultato, gli automobilisti virtuosi in prima classe versano RCA stellari per colpa di altri. Con la conseguenza che aumentano le vetture in circolazione senza la polizza obbligatoria. Senza considerare tutte le RCA temporanee fasulle che vengono vendute nel web da intermediari farlocchi.

ALTRI INCONTRI
Pertanto, il ministero riconosce che le compagnie assicurative operano in regime di libera concorrenza: lo Stato non può certo imporre le tariffe come negli anni 1990. Al tempo stesso, al termine dell’incontro, è emersa l’opportunità di avviare degli incontri tecnici. Obiettivo? Realizzare strumenti amministrativi, legislativi e di comunicazione “volti a studiare delle diverse modalità di calcolo dei premi e ad analizzare le attuali aggregazioni territoriali nel sistema del risarcimento diretto“. Così da “favorire una mutualità più equa nel settore RCA e di valorizzare maggiormente il comportamento virtuoso degli assicurati“. Come si nota, siamo tuttora in alto mare, sebbene il caro prezzi delle assicurazioni sia un tema che attanaglia la mobilità ormai da anni. Il Tavolo ha infine “confermato l’impegno a proseguire il confronto tra istituzioni, autorità di vigilanza e operatori del settore per monitorare l’evoluzione del mercato assicurativo e individuare misure utili a rafforzarne efficienza, competitività e sostenibilità per gli assicurati e i consumatori“.
RISARCIMENTO DIRETTO, CHE FLOP
Non resta che attendere ancora. Purché il monitoraggio del mercato non diventi l’ennesimo strumento burocratico che rinvia le decisioni necessarie a tutelare i cittadini. Di certo, il meccanismo del risarcimento diretto (riparazione effettuata dalla carrozzeria convenzionata con la compagnia) – introdotto nel 2007 per snellire le procedure e abbassare i costi generali – ha deluso. Le attuali aggregazioni territoriali testimoniano che la concorrenza non funziona come dovrebbe in molte aree del Belpaese. Per contrastare il costante aumento delle polizze, Assoutenti ha presentato un pacchetto di proposte concrete alle istituzioni e in Parlamento: chiede anzitutto di rottamare l’indennizzo diretto, ritenuto inefficiente e causa di maggiori costi amministrativi che finiscono per gonfiare i premi finali a carico degli assicurati. Sul modello di quanto già avviene da anni nel settore della telefonia, inoltre, l’associazione propone di introdurre la portabilità della polizza (misura già attiva in Francia) per stimolare una reale concorrenza e spingere le compagnie a ridurre i prezzi pur di trattenere o attrarre i clienti. Invoca infine una ristrutturazione dell’autorità di vigilanza sulle assicurazioni, chiedendo una nuova governance che sia composta esclusivamente da figure e personalità indipendenti dalle logiche e dagli interessi del mondo assicurativo.