Prezzo diesel oggi: 2,3 €/l per il taglio dello sconto, e tra una settimana sarà peggio

Prezzo diesel oggi: 2,3 €/l per il taglio dello sconto, e tra una settimana sarà peggio

Il ridimensionamento degli sconti fiscali sui carburanti fa volare i prezzi del diesel verso 2,3 euro al litro, preannunciando ulteriori rincari nei prossimi giorni

 

Il ridimensionamento degli sconti fiscali sui carburanti fa volare i prezzi del diesel verso 2,3 euro al litro, preannunciando ulteriori rincari nei prossimi giorni

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18 Settembre 2026 - 13:30

Stamane il prezzo medio dei carburanti in modalità self service sulla rete stradale nazionale è di 2,149 euro al litro per la benzina (+6 millesimi rispetto a ieri) e 2,294 euro per il diesel (addirittura +28), come riporta il ministero delle Imprese. Il provvedimento sui carburanti prevede una proroga per la riduzione delle accise sul gasolio: dal 18 al 25 settembre il taglio delle tasse scenderà da 17,1 a 12,2 centesimi il litro con IVA. Poi dal 26 settembre al 5 ottobre si ridurrà a 6,1 centesimi. Come ripercussione negativa di questo décalage il listino del diesel si avvicina a 2,3 euro e mette nel mirino 2,4 euro, con tutti i rialzi del petrolio e delle quotazioni dei raffinati dovuti alla guerra USA-Iran. Nello stesso decreto, il Governo ha introdotto un’esenzione dal bollo auto 2027 per le auto piccole.

BOOM DIESEL E BENZINA IN ITALIA: C’È GRANDE PREOCCUPAZIONE

Le associazioni dei consumatori e le sigle dell’autotrasporto hanno già espresso forte preoccupazione. Per il settore della logistica, la riduzione della decurtazione delle imposte sul diesel comporta un incremento immediato dei costi d’esercizio, fattore che rischia di scaricarsi a cascata sui prezzi dei beni di prima necessità e della filiera agroalimentare. Oltre l’80% delle merci in Italia viaggia infatti su gomma, esponendo l’intera economia a una nuova spinta inflazionistica.

Parallelamente, si registra una crescente disparità tra i prezzi praticati sulla rete ordinaria urbana ed extraurbana e quelli rilevati sulla rete autostradale, dove il gasolio vola verso picchi mai toccati.

COSTO DEL BARILE DI PETROLIO: CHE INSIDIA

Il Brent galleggia sui 110 dollari al barile, spinto verso l’alto da una pressione geopolitica che non accenna a diminuire. I mercati internazionali scontano l’instabilità nel Golfo Persico, dove il conflitto tra Washington e Teheran continua a paralizzare le rotte marittime fondamentali per l’approvvigionamento globale.

L’incertezza sui transiti nello Stretto di Hormuz ha fatto impennare i premi assicurativi per le cisterne, trasferendo l’aumento dei costi logistici direttamente sulle quotazioni dei raffinati sui mercati internazionali.

Prezzo diesel oggi 2,3 €:l per il taglio dello sconto, e tra una settimana sarà peggio

MASSIMA ALLERTA

Sul fronte bellico, le operazioni militari nell’area restano ad alta intensità: gli attacchi incrociati alle infrastrutture strategiche e le ritorsioni lungo le vie d’acqua commerciali mantengono in stato di massima allerta le diplomazie mondiali. L’assenza di uno spiraglio negoziale alimenta il timore di nuove strette sulla produzione, un fattore che spinge gli analisti a prevedere un prolungato periodo di volatilità sui listini energetici.

STERILIZZAZIONE DELL’IVA: ECCO UN’IPOTESI

Per limitare l’impatto economico complessivo, le istituzioni valutano misure di compensazione mirate per i settori più vulnerabili della filiera distributiva. Resta tuttavia forte la pressione per l’introduzione di meccanismi di sterilizzazione dell’IVA sui carburanti in caso di ulteriori impennate del greggio, una soluzione invocata da più parti per evitare che la crisi energetica si trasformi in una spirale inflazionistica strutturale per il paese.

Attraverso una norma specifica (come la clausola dell'”accisa mobile”), il Governo utilizza le maggiori entrate incassate dall’IVA per tagliare un pari importo dalle accise. In questo modo, l’aumento del prezzo finale viene limitato, e lo Stato evita di speculare o guadagnare extra dall’inflazione energetica.

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