Tariffe autostradali 2026: quali tratte costano di più?

Tariffe autostradali 2026: quali tratte costano di più?

Scopri le nuove tariffe autostradali 2026: quali tratte costano di più dopo gli aumenti di gennaio secondo l'indagine di Altroconsumo

 

Scopri le nuove tariffe autostradali 2026: quali tratte costano di più dopo gli aumenti di gennaio secondo l'indagine di Altroconsumo

20 Gennaio 2026 - 12:45

Come molti sapranno, dal 1° gennaio 2026 sono scattati i nuovi aumenti dei pedaggi autostradali per adeguarli all’inflazione. Il MIT ha annunciato un rincaro medio dell’1,5% ma un’indagine di Altroconsumo su 38 tratte autostradali ha rilevato un incremento effettivo dell’1,1%. In realtà la mappa degli aumenti non è affatto omogenea con i costi che crescono soprattutto su alcune direttrici chiave, mentre in base al alcuni calcoli il rincaro per i pendolari potrà superare anche 50 euro annui.

  1. Tratte più care
  2. Maggiori aumenti
  3. Impatto sugli utenti
  4. Tratte senza aumenti

QUALI TRATTE AUTOSTRADALI 2026 SONO PIÙ CARE

L’indicatore scelto da Altroconsumo per valutare il peso ‘reale’ dei pedaggi è il costo ogni 100 km, che consente di confrontare tratte di lunghezza diversa. È bastato dividere il costo del pedaggio per la lunghezza della tratta considerata e moltiplicare il risultato per 100.

Con questo metodo la maglia nera 2026 va alla tratta Novara Est – Milano Ghisolfa dell’autostrada A4: su 49 km, il conducente si trova a pagare 6,90 €, per una media di 14,08 €/100 km. Appena dietro c’è la tratta Torino Rondissone – Novara Ovest, sempre sulla A4: 83 km, 11,50 €, ossia 13,86 €/100 km. In entrambi i casi, gli ultimi rincari hanno lasciato il segno: +0,10 € sulla prima, +0,20 € sulla seconda, con effetti immediati per chi si muove ogni giorno tra Piemonte e Lombardia.

In questa classifica spiccano pure i costi elevati su alcune tratte interne: Teramo – L’Aquila Est sulla A24 con 10,59 €/100 km, Tivoli-Roma Est (A24) appena sotto (10,48 €/100 km), quindi Napoli – Cosenza, A2/A3, (10,45 €/100 km) e la dorsale centrale Pescara Nord – Roma Est (A25/A24) a quota 10,29 €/100 km. Alcune direttrici in Lazio, Campania e sull’Adriatico superano stabilmente i 10 euro ogni 100 km. Al contrario, spicca in senso opposto la tratta Venezia Mestre – Padova Est sulla A4, con soli 1,03 €/100 km: una testimonianza dei profondi squilibri tariffari tuttora presenti sulla rete nazionale.

Clicca qui per vedere le tariffe di tutte le tratte analizzate.

TRATTE AUTOSTRADALI 2026 CON GLI AUMENTI MAGGIORI

Non tutte le strade portano a Roma, ma molte conducono a rincari a doppia cifra in centesimi. Il massimo aumento rilevato da Altroconsumo è di 0,30 € ed è toccato alle tratte A1 Firenze Sud – Roma Nord e A16/A14 Napoli – Bari Nord. Il rischio per automobilisti, autotrasportatori e frequentatori abituali di queste arterie è quello di un impatto superiore alla media.

Di poco inferiori altri aumenti registrati: +0,20 € su segmenti ‘pesanti’ come la Bologna Casalecchio – Firenze (A14-A1), la Torino Rondissone – Novara Ovest (A4), la San Lazzaro di Savena – Ancona Nord (A14) e la Napoli Nord – Roma Est (A1-A24). Proprio questi incrementi, specie se ripetuti annualmente, minano la stabilità finanziaria di chi usa sistematicamente l’autostrada come strumento di lavoro o di pendolarismo.

Aumenti tipici (0,10-0,20 €) e incidenza percentuale su tratte brevi

Sulla maggior parte delle 38 tratte analizzate, il tipico scatto tariffario oscilla tra 0,10 e 0,20 €. All’apparenza irrisorio, su percorsi brevi può tuttavia raggiungere percentuali a doppia cifra. Emblematico il caso della Agrate Brianza – Milano sulla A4 (21 km) che da 1,60 € passa a 1,70 €: parliamo di un aumento del 6%, a fronte di un impennata media dell’1,1%.

Tra gli altri segmenti colpiti basti citare Dalmine – Milano Est, Bergamo – Milano Est, Trento Nord – Bolzano Sud. Anche nelle grandi tratte il +0,20 € pesa: San Lazzaro di Savena – Ancona Nord (199 km, pedaggio ora a 15,70 €), oppure la già citata Torino Rondissone – Novara Ovest. Il reiterarsi dei rincari inizia a generare allarme sociale presso fasce di utenti per cui la spesa autostradale non è più comprimibile.

Tariffe autostradali 2026

IMPATTO SUGLI UTENTI: COSTI ANNUI MEDI

Come ricorda Altroconsumo, il problema dei rincari emerge soprattutto nel medio-lungo periodo. 10 o 20 centesimi in più possono sembrare trascurabili se considerati singolarmente, ma diventano un costo rilevante su base annua per chi utilizza l’autostrada quotidianamente

Non si tratta infatti di aumenti inavvertibili: chi percorre ogni giorno la stessa direttrice può arrivare a spendere anche 50 € in più all’anno. L’incidenza è massima laddove il raddoppio dei rincari – tra i 10 e i 30 centesimi a viaggio – si sommano su base settimanale e poi mensile.

L’allerta cresce tra gli abbonati periodici: le piccole imprese, in particolare chi lavora nei trasporti, segnalano una pressione insostenibile e chiedono maggiore attenzione a categorie penalizzate. La ricorrenza dei rincari a inizio gennaio, ogni anno, appesantisce i bilanci sia dei nuclei familiari sia delle PMI già messe a dura prova dall’aumento diffuso dei costi fissi.

DOVE NON CI SONO STATI AUMENTI

Occorre precisare che non tutte le tratte autostradali hanno subito rincari nel 2026, anzi circa un terzo delle 38 tratte analizzate da Altroconsumo non presenta alcun aumento. Significa che la pressione tariffaria resta fortemente condizionata da scelte gestionali e assetti regionali, con conseguenti disparità tra nord, centro e sud Italia. Massima eccezione la Sicilia, dove alcune dorsali restano a pedaggio zero.

Commenta con la tua opinione

X